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Nuova perizia sulla morte del dj Godzi a Ibiza. La famiglia del 36enne napoletano ipotizza tortura da parte della Guardia Civil spagnola, sostenendo che la pressione sul corpo abbia causato l'insufficienza cardiorespiratoria.

Nuove rivelazioni sulla morte del dj Godzi

La morte del dj Godzi, Michele Noschese, avvenuta a Ibiza lo scorso 19 luglio, è al centro di nuove indagini. La procura di Roma ha aperto un'inchiesta sulla vicenda. Una perizia medico-legale, commissionata dalla famiglia, solleva gravi interrogativi sulla dinamica dei fatti.

Secondo il dottor Raffaele Zinno, medico legale incaricato dai familiari, il 36enne napoletano sarebbe stato costretto a inginocchiarsi. Sarebbe stato immobilizzato e sottoposto a pressione sul dorso. Questa posizione avrebbe compromesso la sua respirazione.

L'esame autoptico avrebbe evidenziato un quadro di politraumatismo diffuso. Questo quadro sarebbe pienamente coerente con una dinamica di violenza fisica reiterata. Le conclusioni della perizia sono state depositate.

La versione della famiglia e l'ipotesi tortura

La mattina del 19 luglio, Michele Noschese si trovava nella sua abitazione. La Guardia Civil spagnola fece irruzione nell'appartamento. L'intervento era stato richiesto dai vicini a causa della musica ad alto volume.

Le autorità spagnole avevano inizialmente attribuito il decesso a un arresto cardiaco. La causa presunta era l'assunzione di sostanze stupefacenti. Questa versione non ha mai convinto i familiari del giovane.

I familiari sono sempre stati certi della tesi di una morte violenta. La nuova perizia rafforza i loro sospetti. Il pool di avvocati della famiglia Noschese, guidato dal penalista napoletano Vanni Cerino, insieme ai colleghi Sammarco e D'Urso, ha presentato le nuove ipotesi ai pm di Roma.

Si prospetta l'ipotesi del reato di tortura. Questo reato è stato introdotto dopo il caso di Stefano Cucchi. I legali sono certi che il ragazzo abbia subito violenza.

Le parole del padre del dj

Giuseppe Noschese, padre del dj, ha espresso il suo dolore. «La perizia del nostro consulente comprova i sospetti iniziali», ha dichiarato. «Mio figlio fu torturato con insolita aggressività, direi tipica delle metodologie militari».

«Mi fa male come padre usare la parola tortura», ha aggiunto. «Ma di quello si tratta se penso che, stando alla relazione, si sarebbero accaniti su una persona prona sul divano». Sembra che un ginocchio fosse premuto sull'emitorace.

«Da quello che capisco», ha raccontato il padre, «lo hanno letteralmente incaprettato e immobilizzato con le tecniche dei corpi speciali. Quelle che si usano per i terroristi».

«Addirittura lo avrebbero colpito con un colpo di karate alla gola provocandogli la rottura dell'osso ioide», ha proseguito. Il padre ha sottolineato un paradosso: «Michele non c'entrava proprio». La musica ad alto volume era diffusa dagli amici che si trovavano al piano di sotto.

Prossimi sviluppi dell'indagine

La Procura della capitale ascolterà nei prossimi giorni un amico del dj. Questo amico era presente in casa quella sera. Ha già raccontato delle violenze subite dalla vittima.

La perizia del medico legale porta quindi a riconsiderare la dinamica della morte del giovane. L'ipotesi di tortura apre nuovi scenari per l'indagine.

La famiglia del dj Godzi chiede giustizia. La loro battaglia legale punta a chiarire definitivamente le cause del decesso. La perizia rappresenta un passo importante in questa direzione.

Nessun esito concreto è emerso, invece, riguardo al consumo di droga. La perizia non ha fornito elementi certi su questo aspetto. L'attenzione rimane focalizzata sulla violenza fisica subita dal giovane.

La vicenda ricorda altri casi di presunte violenze da parte delle forze dell'ordine. Il paragone con il caso Cucchi è stato esplicitamente fatto dai legali.

La procura di Roma sta analizzando attentamente tutti gli elementi. L'obiettivo è ricostruire con precisione gli eventi che hanno portato alla tragica morte del 36enne.

La comunità di Napoli attende sviluppi. La morte di un suo concittadino in circostanze così drammatiche ha suscitato profonda commozione.

Le indagini proseguono. Si attendono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.

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