La famiglia Caliendo-Marcolino lamenta l'indifferenza dell'ospedale Monaldi di Napoli riguardo una proposta di risarcimento stragiudiziale. L'avvocato dei genitori critica l'atteggiamento dell'istituto, accusandolo di voler solo riabilitare la propria immagine pubblica.
Mancata risposta dell'ospedale Monaldi alle richieste
L'ospedale Monaldi di Napoli viene descritto come un'entità «indifferente, opaca, istituzionalmente sorda». Questa la dura accusa mossa dall'avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori di Domenico Caliendo. La famiglia chiede un risarcimento per la tragica vicenda del piccolo Domenico, deceduto lo scorso 21 febbraio a seguito di un trapianto di cuore fallito. Nonostante una proposta di bonario componimento in sede stragiudiziale, l'ospedale non avrebbe fornito alcuna risposta concreta. L'avvocato Petruzzi ha inviato una lettera aperta all'opinione pubblica e al governatore campano Roberto Fico. L'obiettivo è sollecitarne un intervento per valutare il comportamento della dirigenza dell'ospedale Monaldi.
Il legale sottolinea come l'atteggiamento dell'istituto sia rimasto invariato persino dopo la morte del bambino. La famiglia si sente trattata con sufficienza, quasi come se la morte di Domenico fosse un evento di scarsa rilevanza istituzionale. L'avvocato Petruzzi descrive l'ospedale come «sempre sordo» alle legittime istanze dei genitori. La situazione evidenzia una profonda crisi nella comunicazione tra l'istituzione sanitaria e le famiglie colpite da eventi avversi.
Un albero come gesto di facciata
L'avvocato Francesco Petruzzi ha denunciato un tentativo da parte dell'ospedale Monaldi di riabilitare la propria immagine pubblica. Questo tentativo si sarebbe concretizzato attraverso un gesto apparentemente benevolo, ma considerato dall'avvocato come una mera operazione di facciata. La famiglia è stata infatti contattata per la messa a dimora di un albero in memoria del piccolo Domenico. Tuttavia, Petruzzi interpreta questa iniziativa come un modo per distogliere l'attenzione dalla vera questione: la richiesta di risarcimento e la responsabilità dell'ospedale. Un gesto simbolico, secondo il legale, che non affronta le problematiche di fondo né offre un reale conforto alla famiglia.
L'avvocato ha cercato di evitare un'ulteriore sofferenza psicologica ai genitori. La prospettiva di un giudizio civile, sovrapposto al procedimento penale già in corso, avrebbe potuto aggravare il loro stato emotivo. Per questo motivo, è stata inviata una proposta di dialogo all'Azienda Ospedaliera dei Colli tramite posta elettronica certificata (PEC). L'intento era quello di aprire un tavolo di confronto, una «proposta di dialogo, non una dichiarazione di guerra». L'obiettivo era trovare una soluzione pacifica, nel rispetto della dignità di tutte le parti coinvolte.
La strategia del silenzio dell'ospedale
La risposta dell'ospedale Monaldi a questa proposta è stata, secondo quanto riportato dall'avvocato Petruzzi, un completo silenzio. L'istituto non ha risposto né con un diniego motivato, né con una controproposta. Non è nemmeno arrivato un semplice atto di accusa ricevute. L'ospedale ha scelto di «elidere la comunicazione», come se la PEC non fosse mai stata trasmessa. È come se la famiglia Caliendo-Mercolino non esistesse e la morte di Domenico non richiedesse alcuna risposta istituzionale minima. Questo atteggiamento di chiusura viene percepito come una mancanza di rispetto e di sensibilità nei confronti di una famiglia in lutto.
Il legale ha evidenziato come questa strategia del silenzio sia particolarmente dannosa. Impedisce ogni possibilità di dialogo e di risoluzione pacifica della controversia. L'avvocato Petruzzi si appella quindi al governatore Roberto Fico, chiedendo un suo intervento per fare luce sulla vicenda. Si auspica che le autorità regionali possano valutare il comportamento della dirigenza dell'ospedale Monaldi e intervenire per garantire una risposta adeguata alla famiglia Caliendo-Marcolino. La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla responsabilità delle strutture sanitarie nel gestire situazioni delicate.
Il contesto della vicenda e la morte di Domenico Caliendo
La vicenda si inserisce in un contesto drammatico, segnato dalla morte del piccolo Domenico Caliendo. Il bambino, residente a Napoli, è deceduto il 21 febbraio scorso. La causa del decesso è stata attribuita a un trapianto di cuore che non è andato a buon fine. La famiglia, distrutta dal dolore, ha cercato di ottenere giustizia e un risarcimento per quanto accaduto. La loro richiesta è stata avanzata attraverso vie legali, ma l'ospedale Monaldi, una delle principali strutture sanitarie della Campania, ha mantenuto un atteggiamento evasivo.
L'avvocato Francesco Petruzzi, noto legale che segue casi di malasanità, sta rappresentando i genitori di Domenico. La sua strategia mira a ottenere un risarcimento equo, evitando al contempo un processo civile che potrebbe prolungare ulteriormente l'agonia della famiglia. La proposta di un accordo stragiudiziale era volta a facilitare una risoluzione rapida e meno traumatica. L'ospedale Monaldi, parte dell'Azienda Ospedaliera dei Colli, si trova ora sotto i riflettori per la sua gestione della comunicazione e delle richieste di risarcimento.
La regione Campania, guidata dal governatore Roberto Fico, è chiamata a intervenire in questa delicata situazione. La richiesta di Petruzzi è chiara: valutare il comportamento della dirigenza ospedaliera e garantire che la famiglia Caliendo-Marcolino riceva la dovuta attenzione e giustizia. Il caso evidenzia le difficoltà che spesso incontrano le famiglie nel confrontarsi con le istituzioni sanitarie, soprattutto in momenti di profondo dolore e vulnerabilità.