Condividi

La stazione metro 'Quattro Giornate' di Napoli diventa un luogo di memoria con una mostra permanente. L'esposizione documenta la lotta antinazista e il riscatto della città, con l'obiettivo di tramandare la storia alle nuove generazioni.

La stazione metro diventa un museo della memoria

La fermata della Linea 1 della metropolitana di Napoli, denominata 'Quattro Giornate', assume ora un nuovo significato. Non è più solo un punto di transito, ma un vero e proprio spazio dedicato alla memoria storica. Questa mattina è stata ufficialmente inaugurata l'installazione permanente della mostra fotografica intitolata 'Napoli, la guerra e le Quattro Giornate. 1938-1943. Dall'Asse Roma-Berlino alla rivolta antinazista'.

Questo percorso espositivo è stato concepito per documentare in modo approfondito gli anni del conflitto bellico. Vengono illustrate le sofferenze patite durante l'occupazione tedesca. Viene anche celebrato il momento del riscatto, avvenuto nel settembre del 1943. In quell'occasione, la popolazione napoletana insorse con coraggio. La città fu liberata in modo autonomo, senza interventi esterni.

Un'iniziativa per la cultura e la democrazia

L'iniziativa è il frutto di una stretta collaborazione tra diverse istituzioni. Il Comune di Napoli ha promosso l'evento. Hanno collaborato attivamente l'Azienda Napoletana Mobilità (ANM). Presenti anche l'Università degli Studi di Napoli Federico II, il Goethe-Institut e l'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma. L'obiettivo principale è trasformare un luogo di semplice passaggio in un presidio culturale vivo.

Il sindaco di Napoli e presidente nazionale Anci, Gaetano Manfredi, ha sottolineato l'importanza dell'evento. Le Quattro Giornate di Napoli rappresentano una rivolta popolare. Questa rivolta liberò la città dai nazifascisti. Ci furono grandi sofferenze, ma anche una forte risposta democratica. Manfredi ha evidenziato come sia fondamentale ricordare questi episodi storici. Ha menzionato il lavoro svolto con le scuole. La memoria è un tema cruciale, poiché dimenticare porta al rischio di ripetere gli stessi errori del passato.

Manfredi ha aggiunto: «Abbiamo un grande patrimonio democratico nella nostra città che va ricordato e trasferito ai nostri giovani». Ha poi spiegato come questa mostra permanente, fruibile dai milioni di persone che transitano nelle stazioni della metropolitana, offrirà un contributo tangibile alla conservazione della memoria. L'esposizione trae origine da un progetto avviato nel 2023. Successivamente, è stato supportato dall'amministrazione comunale. È diventato poi un percorso itinerante negli istituti scolastici.

L'università e il comune uniti per la memoria

L'assessora all'Istruzione del Comune di Napoli, Maura Striano, ha definito la mostra un simbolo. Rappresenta un patto tra l'Università e l'ente locale. È la cosiddetta 'terza missione' dell'ateneo che si realizza concretamente. Striano ha spiegato che viene presentato uno studio della Federico II. Questo studio è stato finanziato dal governo tedesco. Ora è esposto permanentemente nella stazione metro. Una versione itinerante della mostra è contemporaneamente nelle scuole. L'assessora si è detta felice che l'esposizione rimanga come testimonianza viva di quel periodo. Continuerà a svolgere un ruolo formativo.

Sull'importanza di valorizzare gli spazi pubblici, è intervenuto Francesco Favo, amministratore delegato e direttore generale di ANM. Ha definito la mostra permanente un'occasione per celebrare un evento che rende Napoli unica in Europa. Forse persino nel mondo, per essersi liberata da sola dall'oppressione nazista. Ha concluso affermando che la mostra sarà sempre a beneficio di tutti i cittadini e viaggiatori.

Il team di curatori e i partecipanti alla cerimonia

Il percorso espositivo permanente è stato curato da Andrea Donadio. Ha lavorato insieme a Gabriella Gribaudi e Fabio Romano, entrambi rappresentanti della Federico II. La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione di diverse personalità. Tra queste, Johanna Wand, in rappresentanza del Goethe-Institut. Presente anche Clementina Cozzolino, presidente della Municipalità 5 Arenella-Vomero.