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Una bara bianca ha segnato l'ultimo saluto a Fabio Ascione, giovane vittima innocente di una sparatoria a Napoli. La comunità si stringe nel dolore e chiede giustizia.

L'addio a Fabio Ascione tra dolore e speranza

Una bara di colore bianco ha accolto l'ultimo saluto a Fabio Ascione. Corone di fiori hanno adornato la cerimonia funebre, testimoniando il profondo cordoglio. Una maglia del Bingo di Cercola, dove il giovane prestava servizio, è stata esposta. Accanto, una divisa da calcio bianca dell'A.S.D. Barone Calcio, recante il numero 7. Questo stesso numero è ora tristemente associato al giorno della sua tragica scomparsa.

La chiesa di San Pietro e Paolo, situata nella zona orientale di Napoli, si è rivelata insufficiente ad accogliere le centinaia di persone presenti. La comunità si è riunita per i funerali del ventenne Fabio Ascione. Il ragazzo è stato vittima innocente di un colpo di pistola al torace. Il fatto è avvenuto all'alba del 7 aprile a Ponticelli. L'edificio sacro era gremito. I presenti erano schiacciati dal peso del dolore e dall'ingiustizia. Una vita spezzata prematuramente, mentre rientrava a casa dopo una notte di lavoro.

La comunità chiede giustizia e legalità

All'esterno della chiesa, manifesti di cordoglio esprimevano sgomento. Parlavano di una «incomprensibile tragedia». L'associazione Antiracket, attraverso la «rete per la legalità», ha diffuso un messaggio commovente. Hanno definito Fabio una «giovane vita spezzata, innocente, estranea a ogni logica di violenza». La sua morte, hanno sottolineato, «colpisce tutti noi».

«Ci interroga. Ci chiama alla responsabilità», recitava il comunicato. «Non è accettabile morire così. Non è accettabile che la paura diventi normalità». Hanno ribadito con forza che Ponticelli «ha diritto alla vita, alla sicurezza, alla dignità». Il messaggio si è concluso con un appello all'unità: «Il silenzio non protegge. La comunità unita si. Con rispetto, dolore e impegno perché tragedie come questa non si ripetano».

L'arcivescovo Battaglia denuncia la violenza

I funerali si sono svolti in forma pubblica. Erano presenti le autorità locali, inclusa la vicesindaca di Napoli, Laura Lieto. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dall'arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia. Le sue parole hanno toccato le coscienze dei presenti.

«Da quando sono a Napoli, sono stati troppi i funerali di giovani», ha affermato l'arcivescovo. Ha parlato di «ragazzi, di fratelli uccisi da proiettili assassini». Ha menzionato «pistole che non avrebbero dovuto sparare». Ha descritto scenari di guerra inaspettati in una terra così bella, in una città come la loro. «Troppi occhi chiusi per sempre. Troppe vite spezzate», ha continuato Battaglia.

«Ogni volta una storia interrotta. Ogni volta un sogno infranto. Ogni volta una famiglia distrutta», ha proseguito. «E oggi quel volto ha un nome: Fabio», ha concluso l'arcivescovo. Al termine dell'omelia, un lungo e sentito applauso ha accompagnato le sue parole, un segno di condivisione e sostegno.