A Napoli, dopo oltre quindici anni, è stato rimosso uno straccio che copriva la base di un'antica statua equestre. L'intervento è stato possibile grazie alla segnalazione di un'associazione di reporter sociali.
Statua equestre liberata dopo lunga attesa
Un drappo è stato finalmente tolto dallo zoccolo di una delle storiche statue equestri napoletane. Questi monumenti in bronzo, noti come 'Cavalli Russi', furono un dono dello Zar Nicola I di Russia. La donazione avvenne nel lontano 1846, destinata a Re Ferdinando II di Borbone. Le statue adornano da tempo l'area tra i giardini del Palazzo Reale e il Maschio Angioino.
La loro presenza in città testimonia un legame storico tra la Russia e il Regno delle Due Sicilie. La rimozione del drappo ha richiesto un tempo considerevole. L'opera è stata realizzata dallo scultore russo Pjotr Klodt von Jurgensburg. La sua opera è un simbolo dell'arte equestre ottocentesca.
L'associazione 'No Comment' protagonista dell'intervento
L'associazione di reporter sociali 'No Comment' ha segnalato con insistenza quello che definiva uno 'sfregio' al decoro urbano. I reporter si sono impegnati per anni in diverse iniziative. Hanno persino creato una cartolina virtuale. Questa è stata inviata da molti sostenitori a vari enti. Tra questi, il Ministero della Cultura e diverse Sovrintendenze. Purtroppo, questi primi tentativi non hanno sortito l'effetto desiderato.
La loro perseveranza è stata fondamentale per attirare l'attenzione sul problema. L'associazione si dedica alla tutela del patrimonio culturale. La loro azione mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. La rimozione dello straccio rappresenta un successo per la loro lunga battaglia.
Intervento del Comune e dei servizi cittadini
L'appello dell'associazione 'No Comment' è stato infine raccolto. I responsabili del Tavolo Tecnico Permanente per il Decoro hanno agito. Questo tavolo è stato istituito dal sindaco Manfredi. Il coordinamento è affidato a Ciro Turiello. Hanno attivato prontamente gli operatori. Sono intervenuti tecnici di Napoli Servizi e dell'Asia. Oltre a rimuovere il drappo, hanno effettuato una pulizia approfondita. Hanno anche eliminato rifiuti dalle aiuole circostanti.
L'intervento ha riguardato non solo la rimozione del tessuto. Ha compreso anche un'opera di ripristino del decoro generale dell'area. Questo dimostra un'attenzione rinnovata verso la cura degli spazi pubblici. L'azione congiunta delle diverse realtà cittadine ha portato a un risultato positivo.
La soddisfazione dei reporter sociali
Antonio Alfano, presidente dell'associazione culturale 'No Comment', ha espresso la sua soddisfazione. Era presente durante le operazioni di rimozione. Ha dichiarato che la presenza dello straccio era visibile online già dal 2011. Lo ha definito un «primato da sciatteria». Ha sottolineato come questo sia finalmente giunto a un «decoroso epilogo». Ciò è stato possibile grazie a chi ha accolto la loro denuncia e agli operatori intervenuti.
Alfano ha ricordato l'impegno decennale dei reporter sociali. La loro missione è la conoscenza, protezione e valorizzazione del patrimonio napoletano. Questo include aspetti culturali, artistici, teatrali, musicali, etnici e ambientali. Spesso segnalano «scempi e abusi» che non ricevono l'attenzione mediatica e istituzionale dovuta. Oggi, invece, l'attenzione è stata massima. Ha evidenziato come, dopo 15 anni, siano bastati «dieci minuti di buona volontà» per risolvere il problema.