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L'Albergo dei Poveri di Napoli celebra la sua storia e la memoria collettiva attraverso un progetto che va oltre una mostra temporanea. L'iniziativa mira a preservare le storie degli ospiti, trasformando il luogo in un centro di formazione e inclusione.

Un'esperienza che ha coinvolto la città

Molti cittadini hanno riconosciuto volti familiari nelle esposizioni. Alcuni hanno portato documenti e ritratti personali. Questi oggetti sono stati lasciati come un rito intimo. Poi sono stati recuperati dai proprietari.

L'evento ha registrato un grande afflusso. Ha attratto 150mila visitatori. Molte scuole hanno partecipato alle visite. L'iniziativa 'Ancora qui_Prologo' è stata la prima fase di un progetto più ampio. Questo progetto di ricerca corale è curato da Laura Valente.

L'evento rientra nelle celebrazioni per i 2500 anni di Napoli. Il Comune di Napoli ha promosso l'iniziativa. L'obiettivo era creare una festa aperta alla cittadinanza. Si voleva promettere la continuazione del lavoro sulla memoria storica.

La memoria continua con libri e documentari

Il progetto proseguirà con la realizzazione di un libro. Verrà prodotto anche un documentario. Entrambi sono già in fase di lavorazione. Questo è possibile anche grazie all'iniziativa 'Aiutaci a ricostruire una storia'.

Questa campagna invita da tempo i cittadini a condividere ricordi. Si cercano notizie su persone che hanno vissuto nell'edificio settecentesco. L'Albergo dei Poveri ha avuto molteplici funzioni nei secoli. È stato ricovero, riformatorio e sede di istituti per sordomuti.

Ha ospitato anche lezioni di musica per bande. Vi erano presenti opifici. Chiunque abbia informazioni può contattare la redazione all'indirizzo Storierap@lenuvole.com.

Trasformare la memoria in giustizia

Laura Valente spiega il senso profondo del progetto. «Portare in salvo ciò che rischiava di restare polvere senza racconto», afferma. La verità storica a volte è difficile da affrontare. La fame, in particolare, non ha una voce umana.

Tuttavia, le memorie condivise possono trasformarsi. Possono diventare una forma di giustizia sociale. I lavori continueranno fino al 2029. L'edificio tornerà alla sua vocazione originaria. Sarà un luogo di formazione e inclusione.

L'arte sarà lo strumento principale. «Chiudiamo le porte del Refettorio, ma non spegniamo la luce», dichiara Valente. «Continueremo, ostinatamente, a stare 'ancora qui', e loro a farsi sentire».

Reperti e arte contemporanea insieme

Durante i lavori sono emersi reperti originali. Questi oggetti appartenevano agli ospiti dell'istituto dal 1781. Sono state ritrovate scarpe di adulti e bambini. Sono state trovate stoviglie e documenti.

Sono stati recuperati oggetti di uso quotidiano. Questi materiali hanno dialogato con le opere di artisti contemporanei. Tra questi, Mimmo Jodice, Norma Jeane, Luciano Romano e Antonella Romano. Il racconto originale 'Ancora qui' è di Viola Ardone.

La colonna sonora è stata creata da Massimo Cordovani. La produzione è a cura de Le Nuvole. L'esperienza ha intrecciato memoria civile e linguaggi moderni. Ha riattivato la vocazione educativa e sociale del Real Albergo dei Poveri.

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