Nuovi sopralluoghi nel sottosuolo napoletano per identificare la banda del buco che ha assaltato una filiale bancaria. Gli investigatori cercano indizi nel percorso sotterraneo dei malviventi.
Indagini nel sottosuolo napoletano
Le telecamere di sorveglianza hanno immortalato tre individui mascherati mentre accedevano alla filiale bancaria. Vestiti da operai, sembravano semplici clienti. Gli inquirenti stanno analizzando due filmati cruciali.
L'obiettivo è rintracciare l'intera banda, seguendo le tracce lasciate nel sottosuolo. I carabinieri del Nucleo Investigativo hanno esplorato per ore i cunicoli usati dai malviventi per la fuga.
Hanno partecipato all'operazione anche il geologo Gianluca Minin e personale dell'azienda idrica Abc. Le indagini si concentrano sul percorso sotterraneo dei rapinatori.
La preparazione della banda del buco
Il geologo ha ricostruito il percorso dei banditi nei sotterranei tramite un video in 3D. Ha confermato che il loro punto di accesso era distante centinaia di metri dalla banca.
«Ci sono volute settimane di preparazione», ha dichiarato il geologo. «Gente che sa orientarsi e come agire». Hanno scavato a mano un cunicolo lungo 12 metri.
L'altezza del cunicolo variava tra i 70 e i 90 centimetri. Il geologo ipotizza una squadra specializzata nello scavo e un'altra per la rapina vera e propria.
La loro professionalità è emersa in un ambiente pericoloso, a rischio frana. Hanno dimostrato grande perizia tecnica.
Il bottino e le indagini
Al momento sono state accertate 40 cassette di sicurezza saccheggiate. Il numero potrebbe aumentare man mano che i titolari verificano i danni.
È ancora impossibile quantificare l'ammontare esatto del bottino. Sono attesi i risultati dei rilievi sulle impronte digitali.
Le forze dell'ordine hanno ritrovato un generatore di corrente e attrezzi da scasso nel sottosuolo. Le indagini proseguono per identificare tutti i membri della banda.
Le testimonianze e le cassette di sicurezza
I banditi hanno cercato di rassicurare le persone presenti in banca. Hanno chiesto calma, affermando che nessuno si sarebbe fatto male.
Hanno mostrato delle pistole, la cui natura (vere o finte) non è chiara. Hanno poi rinchiuso personale e clienti in una stanza.
Successivamente, si sono diretti verso il caveau, puntando alle cassette di sicurezza più accessibili. Queste non erano protette da armadi blindati.
Si tratta di circa 300 cassette provenienti da un'altra filiale del Credit Agricole, chiusa da tempo. Nella filiale di piazza Medaglie d'Oro, non hanno ottenuto la blindatura delle altre.
Le assicurazioni e i rimborsi
Per i derubati si prospettano complicazioni per ottenere i rimborsi. La polizza assicurativa della banca copre fino a 52 mila euro per cassetta.
La procedura per ottenere il risarcimento non è semplice. È necessario dimostrare il contenuto delle cassette con foto o testimonianze.
Bisogna presentare denuncia alle forze dell'ordine con un inventario dettagliato. L'assicurazione valuterà la richiesta.
Potrebbe esserci una controfferta o un rifiuto. In caso di mancato accordo, si potrebbe finire in tribunale, aggravando la situazione.
Truffe telefoniche post-rapina
Dopo il colpo, sono emersi tentativi di truffa telefonica. Un individuo si è presentato come maresciallo dei carabinieri.
Ha contattato telefonicamente alcune persone, approfittando della situazione. Le indagini proseguono per identificare anche questi truffatori.