Nasce Dahlia, il primo spin-off dell'Università L'Orientale di Napoli. Tre ricercatori uniscono intelligenza artificiale e competenze umanistiche per creare servizi innovativi per imprese e enti.
Dahlia: un fiore di servizi tecnologici
La nuova realtà imprenditoriale si chiama Dahlia. Il nome evoca un fiore con molti petali, ciascuno simbolo di un servizio offerto. L'obiettivo è rendere accessibile anche la tecnologia più complessa. Tre ricercatori hanno dato vita a questa iniziativa. Si tratta di Giulia Speranza, Raffaele Manna e Maria Pia di Buono. Hanno fondato il primo spin-off accademico del dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati dell'Università L'Orientale di Napoli. La loro forza risiede nell'applicazione dell'intelligenza artificiale al linguaggio, partendo da solide basi umanistiche.
Il team intende portare sul mercato competenze specifiche. Queste spaziano in diversi settori. Includono il campo medico, sanitario e farmaceutico. Sono coinvolti anche il settore tecnologico e quello dei beni culturali. La visione è chiara: unire il rigore scientifico con la profondità dell'analisi umana.
Dalla ricerca accademica al mercato
«Abbiamo compreso il potenziale di mercato delle nostre soluzioni», spiega Giulia Speranza. Questo è avvenuto dopo il dottorato, grazie ad attività di divulgazione e partecipazione a fiere. La linguistica computazionale è il cuore della loro offerta. Unisce l'analisi umanistica del linguaggio con modelli algoritmici avanzati. «Da questa doppia anima, tecnica e umanistica, è nata l'idea di trasformare la nostra ricerca in un'impresa», aggiunge la ricercatrice.
Dahlia si rivolge principalmente a imprese, case farmaceutiche ed enti. Elabora automaticamente grandi volumi di testi. Analizza documenti aziendali, banche dati storiche, messaggi e recensioni. L'obiettivo è estrarre e organizzare informazioni utili. La classificazione automatica dei dati è un punto di forza.
Applicazioni concrete nel settore sanitario
Un esempio concreto è il progetto Sicura. Sviluppato con una società di Palermo, opera nel campo della salute. Il progetto rientra nel bando Fair (Future Artificial Intelligence Research). Questa iniziativa è parte del Pnrr. «Il sistema permette a medici e farmacisti di interrogare una base di conoscenza sulle interazioni tra farmaci», racconta Giulia Speranza. Il focus è sui pazienti oncologici in politerapia. Medici e infermieri possono verificare potenziali interferenze e danni da farmaci.
Il sistema fornisce un alert. Questo può variare da basso a medio o grave. In alcuni casi, propone anche un'alternativa terapeutica. Un secondo progetto sanitario mira a semplificare la ricerca sugli studi clinici. Questi riguardano la valutazione di nuovi farmaci e farmaci off-label. Si tratta di una guida per aziende e ricercatori. Aiuta a navigare tra le numerose pubblicazioni scientifiche in continuo aggiornamento.
Valorizzare il patrimonio culturale con la tecnologia
Nel settore dei beni culturali, Dahlia ha creato Sichelia. È un'app disponibile su Google Play. Mappa i beni immateriali della Sicilia. Include feste popolari, musiche, saperi artigiani e botteghe. Valorizza tradizioni e costumi a rischio di estinzione. Questi elementi sono molto ricercati dai turisti. «L'app vuole promuovere le tradizioni e il turismo», chiarisce Giulia Speranza. Mira a far conoscere aspetti meno noti della regione. Favorisce il turismo fuori dai circuiti più battuti. Dà impulso alla riscoperta delle aree interne.
Sichelia è nato con il supporto della Regione Sicilia. L'obiettivo ora è replicare il progetto per la Campania. L'integrazione tra intelligenza artificiale e conoscenza umanistica apre nuove frontiere. Offre soluzioni innovative per diversi settori. La sinergia tra ricerca accademica e mondo imprenditoriale è fondamentale. Questo spin-off ne è un esempio brillante.
Questa notizia riguarda anche: