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Due giovani sono stati fermati a Napoli per l'omicidio di Fabio Ascione, 20enne ucciso per errore da un colpo di pistola. L'episodio è avvenuto durante uno scontro a fuoco tra clan rivali.

Fermati due giovani per l'omicidio di Fabio Ascione

A Napoli, sette giorni dopo la morte di Fabio Ascione, un ventenne, le autorità hanno chiuso il cerchio sull'omicidio. Il giovane è stato colpito da un proiettile al petto mentre rientrava a casa. Il tragico evento è avvenuto dopo una nottata di lavoro.

Le indagini hanno portato al fermo di due persone. Un 23enne, Francesco Pio Autiero, nipote di un esponente del clan De Micco di Ponticelli, si è costituito ai carabinieri. Gli è stato notificato un provvedimento di fermo. Le accuse includono omicidio volontario aggravato da finalità mafiose. Sono contestati anche porto e detenzione illegale di arma da fuoco, anch'essi aggravati.

Poco prima, i militari avevano rintracciato e fermato un 17enne. Questo giovane aveva partecipato a uno scontro a fuoco. L'episodio è avvenuto davanti a un bar. Un gruppo rivale, legato al clan Veneruso-Rea di Volla, era presente. Viaggiavano a bordo di un SUV scuro.

La ricostruzione dell'omicidio involontario

Le forze dell'ordine, coordinate dalla Procura Antimafia e dalla Procura dei Minorenni, hanno ricostruito i fatti con notevole difficoltà. Fabio Ascione, estraneo a contesti criminali, sarebbe stato vittima di un colpo partito per errore. Il proiettile è stato esploso da Francesco Pio Autiero. L'uomo si trovava nei pressi dell'abitazione della vittima.

Autiero, ancora armato, si stava vantando di aver respinto i rivali. Stava mostrando la sua audacia. Fabio Ascione si trovava a circa 40-50 centimetri di distanza. In quel momento, il colpo è partito accidentalmente. Il giovane ha avuto il tempo di esclamare «Uè, mi ha colpito». Poi si è accasciato a terra, mortalmente ferito.

La corsa verso l'ospedale è stata inutile. Fabio Ascione è spirato poco dopo le sei del mattino. La sua vita è stata spezzata improvvisamente. La tragedia ha scosso profondamente la comunità.

Il cordoglio e le parole del Cardinale Battaglia

Gli ultimi istanti di vita di Fabio Ascione sono stati ripresi in un video. Le immagini mostrano l'incontro tra l'assassino e la vittima. L'incontro è avvenuto in un bar, prima della tragedia. I due non si sono scambiati parole. Nell'ultima sequenza del video, Fabio si avvia a piedi verso casa. Lì lo attenderà la morte.

Il Cardinale Mimmo Battaglia ha espresso il suo profondo cordoglio. Ha parlato davanti alla bara bianca di Fabio. La cerimonia si è svolta nella chiesa di San Pietro e Paolo, nella zona est di Napoli. Centinaia di persone hanno partecipato ai funerali. Erano presenti per l'ennesima giovane vittima innocente della criminalità organizzata.

Sul feretro erano presenti una maglia blu del Bingo di Cercola, luogo di lavoro del giovane. C'era anche una maglia bianca dell'A.S.D. 'Barone Calcio', con il numero 7 e il nome Ascione. Questi oggetti simboleggiavano la sua vita e le sue passioni.

Il Cardinale ha invitato Napoli a guardarsi allo specchio. Ha sottolineato l'urgenza di affrontare la realtà. «Non possiamo più raccontarci che sono fatalità», ha affermato. «Che sono coincidenze, che sono storie lontane da noi». Ha aggiunto che Napoli è anche questo. «È Saturno che mangia i suoi figli. È una madre che non protegge. È una comunità che spezza vite e storie».

Domande frequenti

Chi è stato ucciso a Napoli?

A Napoli è stato ucciso Fabio Ascione, un ventenne. È stato colpito da un proiettile al petto mentre tornava a casa dopo il lavoro.

Perché è stato ucciso Fabio Ascione?

Fabio Ascione è stato ucciso per errore. Un colpo di pistola è partito accidentalmente da Francesco Pio Autiero, uno dei fermati. Autiero si stava vantando di aver partecipato a uno scontro a fuoco con un gruppo rivale.