L'ex consigliere regionale campano Marco Nonno è stato condannato in appello a 5 anni e 4 mesi per devastazione. La sentenza riguarda gli scontri del 2008 a Napoli, legati alla riapertura di una discarica. La difesa annuncia ricorso in Cassazione.
Ex consigliere condannato per devastazione a Napoli
La Corte di Appello di Napoli ha emesso una sentenza di condanna nei confronti di Marco Nonno. L'ex consigliere regionale della Campania, ora coordinatore cittadino di Fdi, dovrà scontare una pena complessiva di 5 anni e 4 mesi di reclusione. La decisione riguarda gli scontri avvenuti nel quartiere Pianura di Napoli all'inizio del 2008. Questi tumulti erano sorti in opposizione alla riapertura di una discarica.
Nonno è stato riconosciuto colpevole del reato di devastazione. La pena attuale rappresenta una modifica rispetto alla condanna di primo grado. Inizialmente, l'ex politico era stato condannato a otto anni e mezzo di reclusione. La vicenda giudiziaria ha visto un primo processo di appello, conclusosi con un'assoluzione per devastazione ma una condanna a due anni per resistenza a pubblico ufficiale.
Scontri a Pianura: il contesto della vicenda
Il quartiere Pianura fu teatro di violenti disordini nel 2008. Le indagini suggerirono un possibile coinvolgimento della camorra nell'innesco delle proteste. I cittadini erano determinati a impedire la riapertura della discarica situata in contrada Pisani. L'obiettivo era far fronte alla grave emergenza rifiuti che affliggeva il capoluogo partenopeo in quel periodo.
La riapertura della discarica mirava a gestire la crisi dei rifiuti che attanagliava Napoli. La popolazione locale si oppose fermamente, dando vita a manifestazioni che sfociarono in scontri. Le autorità intervennero per sedare le proteste e ripristinare l'ordine pubblico. La situazione generò un clima di tensione nel quartiere.
La difesa annuncia ricorso in Cassazione
L'avvocato Sergio Cola, legale di Marco Nonno, ha espresso il suo parere sulla sentenza. «La sentenza giunge a distanza di ben 18 anni dai fatti», ha sottolineato il legale. Ha evidenziato come la decisione sia stata presa nonostante le testimonianze di diverse personalità. Tra queste, figuravano politici come Rosa Russo Iervolino, giornalisti e rappresentanti delle forze dell'ordine. La difesa ritiene che le prove raccolte non giustifichino la condanna.
«Ovviamente ricorreremo in Cassazione», ha dichiarato l'avvocato Cola. La strategia legale punta a ottenere un annullamento o una revisione della sentenza. La difesa intende contestare la validità delle prove e delle argomentazioni presentate dalla pubblica accusa. Si attende ora il pronunciamento della Corte di Cassazione.
Il percorso giudiziario di Marco Nonno
Il processo in corso rappresenta il secondo grado di appello per Marco Nonno. Nel primo appello, l'ex consigliere era stato assolto dall'accusa più grave di devastazione. Tuttavia, era stato condannato a due anni di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale. La nuova sentenza ha aggiunto una condanna di 3 anni e 4 mesi per il reato di devastazione.
La pena complessiva di 5 anni e 4 mesi deriva dalla somma delle condanne. La Corte ha ritenuto Nonno responsabile degli atti di devastazione commessi durante gli scontri. La decisione finale spetta ora alla Corte di Cassazione, che valuterà la correttezza del procedimento giudiziario.