Commercianti napoletani manifestano contro un'ordinanza che limita orari e asporto per la movida. Temono una città desertificata e chiedono un dialogo costruttivo.
Protesta esercenti contro nuove regole movida
Numerosi commercianti hanno manifestato nel pomeriggio. La protesta si è svolta in piazza San Domenico Maggiore. Hanno esposto striscioni con slogan chiari. Le scritte recitavano «Que Viva Napoli, per una città di aggregazione e cultura». Altri cartelli affermavano «Contro le ordinanze miope e dannose per una metropoli viva».
L'ordinanza contestata è stata emessa dal sindaco Manfredi. Impone restrizioni in diverse aree della città. Il servizio di asporto è vietato dopo le 22:00. La chiusura dei locali è fissata alle 00:30 dalla domenica al giovedì. Nei giorni di venerdì e sabato, l'orario limite è spostato alle 01:30. Le zone interessate vanno da piazza San Domenico Maggiore a via Giovanni Paladino. Includono anche largo Banchi Nuovi fino a via Mezzocannone.
Nasce associazione per tutelare commercianti
È stata presentata oggi una nuova associazione. Si chiama «Vivere in mezzo agli altri». L'avvocato Roberta Valmassoni ne è la portavoce. L'obiettivo è creare coesione tra gli esercenti. Questi si sentono «sotto assedio» per le decisioni prese. Le decisioni riguardano sia il Tribunale che il Comune di Napoli. L'associazione conta già circa cinquanta iscritti. Altri commercianti hanno espresso interesse ad aderire.
La prima riunione si è tenuta il giorno precedente. L'auspicio è che l'associazione possa rappresentare gli esercenti di tutta la città. Si richiede un regolamento cittadino più flessibile. Un regolamento che possa coprire e gestire ogni area urbana. I promotori definiscono l'ordinanza «miope e dannosa». Temono che possa trasformare Napoli in un «deserto».
Le preoccupazioni degli operatori commerciali
Le nuove disposizioni creano forte preoccupazione tra gli operatori. Molti temono una drastica riduzione del fatturato. Le limitazioni all'asporto e gli orari di chiusura anticipata penalizzano soprattutto le attività serali. Queste attività sono spesso vitali per l'economia locale. La protesta mira a sensibilizzare l'amministrazione comunale. Si cerca un dialogo per trovare soluzioni condivise. Soluzioni che bilancino le esigenze di ordine pubblico e vivibilità. Devono anche tutelare il tessuto economico e sociale della città.
La mobilitazione degli esercenti evidenzia una crescente insoddisfazione. Le misure restrittive vengono percepite come punitive. Non tengono conto della specificità del settore. E delle potenziali ricadute negative sull'occupazione. L'associazione «Vivere in mezzo agli altri» si propone come interlocutore. Vuole portare avanti le istanze dei commercianti. Chiede un approccio più inclusivo. Un approccio che coinvolga le categorie interessate nella definizione delle politiche urbane.
Richiesta di un dialogo costruttivo
La manifestazione di oggi è un segnale forte. Gli esercenti chiedono di essere ascoltati. Vogliono partecipare attivamente alla definizione delle regole. Le regole che governano la vita notturna e commerciale di Napoli. L'obiettivo non è l'anarchia. È piuttosto la ricerca di un equilibrio. Un equilibrio tra il diritto dei residenti alla quiete. E il diritto degli operatori a lavorare. E il diritto dei cittadini a godere della vitalità della città.
Si auspica che l'amministrazione comunale possa accogliere la richiesta di dialogo. Un dialogo costruttivo è fondamentale. Permetterebbe di rivedere le misure. Potrebbe portare a un'ordinanza più equa. Un'ordinanza che supporti la vocazione di Napoli come centro di aggregazione e cultura. La speranza è che la città non diventi un luogo «deserto». Ma rimanga una metropoli viva e attrattiva per tutti.