L'ospedale Cardarelli di Napoli affronta una grave carenza di sangue che minaccia la programmazione degli interventi chirurgici. L'istituto lancia una campagna social per incentivare le donazioni, coinvolgendo donatori abituali come testimonial.
Carenza di sangue al Cardarelli
La raccolta di sangue rappresenta una necessità costante per l'ospedale Cardarelli. Nelle ultime settimane, la situazione è diventata critica. La carenza di scorte ematiche mette a repentaglio l'efficacia dell'assistenza sanitaria. Si paventa la possibilità di dover posticipare interventi chirurgici non urgenti. La problematica si acuisce durante i mesi estivi. Molti donatori abituali sono assenti per le ferie. Altri non possono donare per motivi di salute. L'età limite per i donatori storici si avvicina. Si fatica a reclutare nuovi volontari più giovani. Questo crea un vuoto difficile da colmare.
Campagna social per incentivare le donazioni
Il Cardarelli non resta inerte di fronte all'emergenza. L'ospedale ha lanciato un appello generale. Invita chiunque possa donare a recarsi al Centro Donazione Sangue. La struttura si trova nel padiglione E. È aperta dal lunedì al sabato. Gli orari vanno dalle 8:00 alle 12:00. Per maggiori informazioni, è possibile contattare il numero WhatsApp 331 6702222. In alternativa, si può chiamare lo 081 7472489. Per amplificare il messaggio, l'ospedale ha avviato una campagna di comunicazione. Questa sfrutta i social media. I protagonisti sono i donatori regolari del Cardarelli. I loro volti e le loro storie diventano testimonial.
Le storie dei donatori abituali
Il primo video promozionale è stato diffuso sui canali ufficiali dell'ospedale. È disponibile anche su YouTube. Tra i protagonisti c'è Emma. Lavora come impiegata amministrativa in un'azienda ambientale. Il suo hobby è il decoupage. Dona sangue da 30 anni. Per lei, donare significa «tendere una mano senza aspettarsi nulla in cambio». C'è poi Gianluca. È un funzionario. Appassionato di pesca e musica. Dona dal 1978. Considera la donazione un «dovere morale».
Renato, impiegato postale, ama le moto. Dona da 20 anni. Vuole «lasciare un esempio» alla figlia Clea. Si rivolge anche ai «giovani di oggi». Donare per lui significa «dare una seconda possibilità a qualcuno che ne ha più bisogno». Imma è un avvocato. Mamma di Alice e Francesco. Ama la lettura. Non può fare a meno di donare. La definisce un modo per «essere utile a qualcuno anche se non lo si conosce». Infine, Gianpaolo. Perito aeronautico e appassionato di pallavolo. Per lui, donare è un «atto di generosità verso gli altri». Crea un «ponte costruito tra persone diverse». Queste sono solo alcune delle testimonianze raccolte. Fanno parte della nuova fase della campagna social del Cardarelli sulla donazione di sangue. L'iniziativa «Napoli si dona - senza sangue non si cura» prosegue. Dopo gli appelli dei primari e i video di personaggi famosi, ora sono i donatori abituali a raccontare la loro esperienza.
Il contesto della campagna
I video degli appelli sono stati girati con un particolare sfondo. Si tratta del quadro di «San Gennaro». L'opera è dell'artista Lello Esposito. È stato donato al Cardarelli. La donazione è avvenuta in occasione della riapertura del padiglione centrale. Questo era stato oggetto di restauro. La campagna mira a sensibilizzare la cittadinanza. La donazione di sangue è un gesto semplice ma vitale. Il Cardarelli è un ospedale di riferimento. Ogni anno, effettua circa 30mila interventi chirurgici. Accoglie circa 70mila pazienti al Pronto Soccorso. Per garantire le normali attività, sono necessarie almeno 150 donazioni giornaliere. Questo numero assicura sia l'emergenza-urgenza sia gli interventi programmati.
Requisiti per diventare donatore
La donazione di sangue è un processo rapido. È indolore e sicuro. Richiede poco tempo. I requisiti per diventare donatore sono chiari. L'età deve essere compresa tra i 18 e i 65 anni. Per i donatori abituali, l'età può estendersi fino a 70 anni. Questo richiede una valutazione medica specifica. È necessario un peso corporeo di almeno 50 kg. L'ospedale spera che questa iniziativa possa aumentare le scorte. Garantendo così la continuità delle cure per tutti i pazienti.