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La giustizia napoletana ha convalidato due arresti su cinque riguardanti una violenta rissa tra tifosi. Un uomo è ancora in coma a seguito degli scontri.

Convalida arresti per rissa post-partita

La giudice per le indagini preliminari di Napoli, Ambra Cerabona, ha emesso un provvedimento giudiziario. Questo riguarda cinque persone fermate. La vicenda è scaturita da uno scontro tra sostenitori di squadre di calcio. L'episodio è avvenuto domenica scorsa. La rissa è esplosa dopo un incontro sportivo. La partita si è svolta a Pozzuoli. Le squadre coinvolte erano la Puteolana e il Portici. Un uomo di 34 anni, Mario Spedaliere, è rimasto gravemente ferito. Attualmente è ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni sono critiche.

La decisione del Gip riguarda la posizione di cinque tifosi. Erano stati raggiunti da arresti in differita. La giudice ha esaminato le prove raccolte. Ha valutato la posizione di ciascun indagato. La sua valutazione ha portato a decisioni differenziate. Non tutti gli arrestati hanno avuto lo stesso esito giudiziario. La convalida degli arresti è un passaggio fondamentale. Determina la legittimità del fermo. Stabilisce se proseguire con misure cautelari.

Dettagli sugli arresti convalidati

Tra le persone coinvolte, un giovane di 19 anni ha confessato. Ha ammesso di aver colpito la vittima. L'aggressione è avvenuta alla testa. Ha utilizzato una mazza di legno. Questo gesto ha causato le gravi lesioni. Il 19enne è stato posto agli arresti domiciliari. Gli è stato applicato il braccialetto elettronico. Questa misura di sorveglianza mira a limitarne gli spostamenti. Garantisce il controllo delle sue attività. La sua confessione è un elemento chiave. Ha contribuito alla decisione del Gip.

Un altro tifoso, anch'egli diciannovenne, è stato arrestato. La sua posizione è stata valutata diversamente. Per lui, il Gip ha convalidato l'arresto. Ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere. Questa decisione suggerisce una maggiore gravità attribuita al suo ruolo. O un rischio di fuga o di reiterazione del reato. La differenza di trattamento riflette l'analisi delle singole responsabilità. Le indagini cercano di ricostruire l'esatta dinamica. L'obiettivo è attribuire le colpe specifiche.

Posizioni non convalidate e indagini in corso

Gli arresti notificati agli altri tre maggiorenni non sono stati convalidati. Tra questi figura un uomo di 38 anni. È un tifoso del Portici. Era amico della vittima, Mario Spedaliere. La sua difesa è stata affidata all'avvocato Emilio Coppola. Secondo le indagini, e quanto sostenuto dal suo legale, l'uomo non si trovava sulla scena della rissa. Le prove raccolte non hanno sufficientemente dimostrato la sua partecipazione. La giudice ha ritenuto insufficienti gli elementi. Non vi è certezza della sua presenza attiva negli scontri.

Anche per gli altri due arrestati, un 19enne e un 18enne, gli arresti non sono stati convalidati. La difesa del 19enne è curata dagli avvocati Leopoldo Perone e Simone Grossi. L'avvocato Alessandro Orabona difende il 18enne. Per questi giovani, la giudice non ha trovato prove sufficienti. Non è stata stabilita con certezza la loro identificazione. Né la loro partecipazione diretta agli scontri. La mancanza di prove concrete ha portato alla decisione. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio. La posizione di questi tre uomini rimane da definire.

Dichiarazioni e prove raccolte

Il 19enne destinato al carcere ha parlato durante l'interrogatorio. Ha ammesso di essere stato ripreso dalle telecamere. Le immagini provengono da una pizzeria vicina. I video sono stati acquisiti dagli investigatori. Tuttavia, ha negato di essere stato attivamente coinvolto nella rissa. Ha dichiarato di essere passato per caso. La pizzeria si trovava sul suo tragitto obbligato per tornare a casa. Ha affermato di essere fuggito appena compreso il pericolo. Le sue dichiarazioni cercano di minimizzare il suo ruolo. La giudice ha preso atto di queste affermazioni.

Nel suo provvedimento, il Gip ha evidenziato un aspetto cruciale. Ha sottolineato la «volontà vicendevole» dei due gruppi di tifosi. Entrambi i gruppi volevano «attentare all'altrui incolumità personale». Hanno creato una situazione di pericolo. Questo ha portato alla grave ferita di Spedaliere Mario. La giudice ha confermato la partecipazione dei due 19enni. Per loro sono state disposte le misure cautelari. Il carcere e i domiciliari. La scelta dei domiciliari per uno è dovuta a condizioni di salute. Queste rendono impraticabile la detenzione in cella. La sua salute è un fattore determinante.

Prove decisive e precedenti

Le telecamere di sorveglianza hanno giocato un ruolo fondamentale. Hanno incastrato in modo inequivocabile il 19enne posto ai domiciliari. Le immagini provengono da una pizzeria. Anche da una caserma della Guardia di Finanza. Il giovane ha ribadito le sue responsabilità. Ha ammesso di aver colpito Spedaliere con una mazza. Ha sostenuto che la vittima lo minacciava con un coltello. Questa circostanza, tuttavia, non ha trovato riscontri. Le indagini non hanno confermato la presenza di un coltello. La versione del 19enne è stata parzialmente smentita.

Il Gip ha ritenuto sussistente un «solido e grave quadro indiziario». Questo riguarda i due 19enni. Sono accusati di rissa aggravata. E di tentato omicidio in concorso. La giudice ha anche ritenuto concreto il pericolo di reiterazione del reato. Questo giustifica le misure cautelari più severe. Il 19enne che ha colpito Spedaliere ha precedenti penali. È stato recentemente condannato per violenza sessuale. La vittima era una minorenne di 14 anni. Aveva anche precedenti per pornografia e minaccia. Questi elementi aggravano la sua posizione. Dimostrano una tendenza alla violenza.

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