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Un giovane è stato condannato a 12 anni per il suo coinvolgimento nell'omicidio di un 15enne a Napoli. L'imputato era l'unico maggiorenne di un gruppo rivale. La sentenza è arrivata dopo un processo abbreviato.

Omicidio a Napoli: la condanna del giovane

Gennaro De Martino, l'unico maggiorenne appartenente al gruppo di piazza Mercato, ha ricevuto una pena di 12 anni. La condanna è arrivata al termine di un processo celebrato con rito abbreviato. L'accusa aveva richiesto 16 anni di reclusione.

De Martino è stato giudicato per tentato omicidio aggravato. La pena è quindi di quattro anni inferiore rispetto a quanto domandato dalla procura. La difesa è stata curata dall'avvocato Emilio Coppola.

Il contesto criminale e la pena richiesta

La procura antimafia di Napoli aveva contestato a De Martino il reato di tentato omicidio aggravato. Le aggravanti includevano futili motivi e modalità mafiose. Il sostituto procuratore Celeste Carrano ha guidato l'accusa.

L'imputato è figlio di un noto pregiudicato. Quest'ultimo fu assassinato nell'agosto 2021. L'omicidio avvenne durante una faida di camorra a Ponticelli.

La famiglia della vittima e le aggravanti

La famiglia di Emanuele Tufano, la vittima 15enne, si è costituita parte civile nel processo. Il giudice ha riconosciuto il diritto al risarcimento, stabilendo una provvisionale. Alcune delle aggravanti inizialmente contestate sono cadute durante il dibattimento.

De Martino è considerato dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea come il capo del gruppo di piazza Mercato. L'organizzazione rivale del rione Sanità era guidata da Cristian Scarallo.

Le dinamiche dell'omicidio e le conseguenze

Secondo gli investigatori, l'omicidio di Tufano ha avuto ripercussioni. Ha portato anche all'assassinio di Emanuele Durante nel marzo 2025. Quest'ultimo fu vittima di una vendetta interna al clan Sequino.

La morte di Tufano, parente di un elemento di vertice dell'organizzazione malavitosa del rione Sanità, sarebbe stata frutto di un errore. Il 15enne fu colpito da un solo proiettile durante una stesa. L'azione era diretta contro il gruppo rivale di piazza Mercato.

Durante fu indicato ingiustamente come traditore. Per questo motivo, pagò le conseguenze di quell'errore fatale. La vicenda evidenzia le complesse dinamiche criminali giovanili a Napoli.

Evasione dal carcere e coinvolgimento

Il giovane condannato era evaso dal carcere di Airola, nel Beneventano. Subito dopo l'evasione, prese parte al conflitto a fuoco. Questo scontro vide contrapposti giovanissimi appartenenti ad ambienti criminali napoletani.

I gruppi rivali erano legati agli ambienti di piazza Mercato e del rione Sanità. Fu durante questo conflitto che il 24 ottobre 2024 rimase ucciso il 15enne Emanuele Tufano.

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