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Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato l'interdizione di 12 mesi per il cardiochirurgo Guido Oppido. L'accusa riguarda la falsificazione del referto operatorio di un trapianto di cuore finito tragicamente.

Interdizione confermata per cardiochirurgo

Un comportamento definito «spregiudicato» e «ostinato» ha portato alla conferma di una misura interdittiva. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha stabilito che il cardiochirurgo Guido Oppido non potrà esercitare la professione medica per dodici mesi. Questa decisione segue un provvedimento simile emesso dal Gip Mariano Sorrentino su richiesta della Procura di Napoli. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del Nas di Napoli.

Il professionista è accusato di falso materiale e ideologico. Queste accuse riguardano la presunta falsificazione del referto operatorio relativo a un trapianto di cuore. L'intervento ha riguardato il piccolo Domenico Caliendo. Il bambino è deceduto lo scorso febbraio a seguito dell'operazione eseguita all'ospedale Monaldi il 23 dicembre 2025.

Decisione del Tribunale del Riesame

Il collegio A dell'ottava sezione del Tribunale del Riesame, presieduto da Antonio Pepe, ha emesso un'ordinanza molto dura. I giudici hanno ritenuto sussistenti sia le esigenze cautelari che i gravi indizi di colpevolezza a carico di Oppido. Questi elementi erano stati contestati dai legali difensori, Alfredo Sorge e Vittorio Manes.

Contemporaneamente, il tribunale ha revocato la sospensione di sette mesi per un'altra cardiochirurga coinvolta, Emma Bergonzoni. Quest'ultima era collaboratrice di Oppido. Per la Bergonzoni, non sono state ritenute sussistenti le esigenze cautelari necessarie.

Divergenze sul referto operatorio

Il fulcro della vicenda risiede nelle dichiarazioni contenute nel referto post operatorio. Guido Oppido, insieme a Emma Bergonzoni, aveva redatto il documento il 26 dicembre. In esso, veniva sostenuta la contestualità tra la cardiectomia e l'apertura del box contenente il cuore del donatore. La cardiectomia è l'operazione di asportazione del cuore.

Secondo la Procura, invece, Oppido avrebbe iniziato la cardiectomia prima dell'arrivo del prezioso organo in sala operatoria. Questa circostanza è stata ritenuta provata anche dai giudici del Riesame. Essi hanno evidenziato come Oppido avesse «un manifesto interesse a tutelarsi da possibili accuse». La sua decisione di accelerare i tempi della cardiectomia sarebbe stata mascherata.

Falsificazione e conseguenze

La falsa rappresentazione dei fatti, secondo i giudici, non solo avrebbe ingannato chiunque avesse valutato l'operato in seguito. Avrebbe anche nascosto la verità ai familiari del piccolo Domenico. Questo avrebbe privato la famiglia del diritto di conoscere pienamente quanto accaduto. Inoltre, avrebbe aggravato la posizione di altri membri dell'équipe chirurgica.

I giudici hanno anche fatto riferimento alla «rabbiosa reazione di Oppido». Questa si sarebbe manifestata quando due sue collaboratrici si sarebbero rifiutate di confermare la ricostruzione ritenuta falsa. La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla gestione delle emergenze mediche in contesti delicati come i trapianti d'organo.

Domande e Risposte

Cosa è successo al cardiochirurgo Guido Oppido?

Il cardiochirurgo Guido Oppido è stato interdetto dalla professione medica per dodici mesi. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato questa misura cautelare. L'accusa riguarda la falsificazione di un referto operatorio relativo a un trapianto di cuore finito tragicamente.

Perché il cardiochirurgo è stato interdetto?

L'interdizione è stata confermata a causa di un comportamento ritenuto «spregiudicato» e «ostinato». I giudici ritengono che Oppido abbia falsificato il referto operatorio per nascondere presunte irregolarità nell'esecuzione di un trapianto di cuore. La falsificazione avrebbe avuto lo scopo di allontanare sospetti di errore e di ingannare i familiari del paziente deceduto.