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L'Archivio Storico del Banco di Napoli ospita un evento dedicato alla "Pala Radolovich", un'opera di Caravaggio mai ritrovata. L'iniziativa esplora come i documenti d'archivio mantengano viva la memoria di creazioni artistiche scomparse.

La pala scomparsa di Caravaggio rivive nei documenti

Gli archivi conservano tracce di ciò che non vediamo più. La storia della 'Pala Radolovich' illustra questo concetto. Un'opera perduta che sopravvive attraverso documenti e memoria.

Così afferma Marcello D'Aponte, presidente della Fondazione Museo Archivio Storico Banco di Napoli. Presenta un'iniziativa in programma il 5 giugno. Il Museo dell'Archivio Storico apre in orario speciale.

L'evento è parte della "Notte degli Archivi 2026". Questa manifestazione è patrocinata da ANAI. Fa parte del Festival Archivissima. L'obiettivo è promuovere i patrimoni archivistici.

Dalle 18:30 si terrà una visita guidata gratuita. Ci sarà un approfondimento sulla "Pala Radolovich". L'opera è attribuita a Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. L'evento segue il tema nazionale: "Quello che non c'è".

Un enigma del Seicento: la commissione mai ritrovata

L'opera rappresenta un enigma dell'arte seicentesca. Fu commissionata ma mai ritrovata. Non fu completata, distrutta o dispersa?

Oggi ne resta solo una causale di pagamento. È scritta con elegante grafia. Si trova nei volumi dell'Archivio Storico del Banco di Napoli. Fu scoperta negli anni Ottanta da Eduardo Nappi.

All'epoca, Nappi era responsabile dell'Archivio. L'evento si concentra sull'installazione museale dedicata a Caravaggio. Viene esposto il documento del 1606. Questo documento conserva le tracce archivistiche dell'opera.

Sarà proiettato anche un cortometraggio. Si intitola "Caravaggio e la Pala Radolovich". Include una ricostruzione artistica. Questa forma di tableau vivant immagina la pala d'altare.

La ricostruzione si basa sui suggerimenti dei documenti d'archivio. Offre una visione suggestiva dell'opera perduta.

Il legame profondo tra la Fondazione e Caravaggio

Il legame della Fondazione Banco di Napoli con Caravaggio è profondo. Si rinnova nel tempo. Lo afferma Ciro Castaldo, direttore generale della Fondazione.

Oltre a custodire tracce documentarie, la Fondazione ha ospitato un suo dipinto nel 2024. Questo conferma l'attenzione verso il grande maestro.

La Fondazione sottolinea la presenza di Caravaggio nella storia di Napoli. L'iniziativa vuole far riflettere sul valore dell'archivio. È un luogo dove ciò che manca può essere interrogato.

Gli organizzatori spiegano che ciò che appare non sempre definisce la realtà. "Archivissima 2026" esplora "quello che manca". Questo territorio è rarefatto ma potenzialmente fecondo.

L'evento invita a considerare l'archivio non solo come deposito di fatti. Ma anche come spazio di interpretazione e riscoperta. La memoria storica si nutre anche di assenze.

Domande frequenti

Cosa celebra l'Archivio Storico del Banco di Napoli? L'Archivio Storico del Banco di Napoli celebra la "Pala Radolovich", un'opera di Caravaggio mai ritrovata, attraverso i documenti che ne attestano l'esistenza e la storia.

Qual è il tema dell'evento "Notte degli Archivi 2026"? Il tema dell'evento è "Quello che non c'è", focalizzato sull'esplorazione di ciò che è perduto o assente, ma che può essere evocato attraverso la documentazione archivistica.