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Nuove misure di massima sicurezza sono state applicate a importanti figure della camorra napoletana. L'obiettivo è isolarli completamente per impedire loro di gestire affari illeciti dall'interno del carcere. Tra i destinatari dei decreti figurano capi clan di rilievo.

Boss camorra in isolamento totale

Le autorità hanno disposto il regime di carcere duro per diversi boss camorristi. Questa misura mira a interrompere ogni comunicazione con l'esterno. Si vuole così impedire loro di impartire ordini o definire strategie criminali.

Il Ministro della Giustizia ha firmato i decreti che colpiscono figure chiave. Tra queste spicca Vitale Troncone, noto ras del quartiere Fuorigrotta. Egli aveva costruito un vasto impero economico. La sua influenza si estendeva ben oltre i confini del suo territorio.

Esposito e Abbatiello: i nomi chiave

Tra i destinatari del regime di massima sicurezza vi è anche Massimiliano Esposito, soprannominato 'o Scugnato di Coroglio. Le indagini lo indicano come figura centrale nel controllo di attività illecite. Esse coprivano le zone di Fuorigrotta e Posillipo.

Esposito imponeva il pizzo anche a commercianti abusivi. Le somme richieste erano ingenti e pagate mensilmente. Dopo un periodo di latitanza, fu arrestato nell'ottobre 2024. Era stato individuato in un albergo nella periferia nord di Napoli.

Nonostante fosse già in regime di alta sicurezza nel carcere di Secondigliano, nel novembre 2025 fu denunciato. Il motivo era il possesso di dispositivi di comunicazione illegali. Per gli inquirenti, Esposito era un perno fondamentale. Collegava il clan Licciardi con altre alleanze criminali.

Il clan Licciardi e la successione

Un altro nome di spicco è Paolo Abbatiello. Le forze dell'ordine lo considerano il braccio destro di Maria Licciardi. Ella era a capo del clan Licciardi, noto anche come "la Piccerella di Secondigliano". Questo clan domina i traffici illeciti dal 1970.

Il clan Licciardi è una delle potenze criminali della regione. Insieme ai gruppi di Edoardo Contini e Francesco Mallardo, forma l'Alleanza di Secondigliano. I loro interessi si estendono da Torretta a Fuorigrotta, Bagnoli e l'area vesuviana.

Dopo la morte del fondatore Gennaro Licciardi nel 1994, il comando passò a sua sorella Maria Licciardi. Nonostante il soprannome "la Piccerella", dimostrò grande carisma e fermezza. Riuscì a dare una gestione più "manageriale" al clan.

Il procuratore capo Nicola Gratteri ha definito la camorra dei Licciardi "di serie A". Questo avvenne quando le indagini si concentrarono su Maria. Ella aveva affidato le redini a Paolo Abbatiello.

Le intercettazioni telefoniche confermano chiaramente questa investitura. Tuttavia, il comando di Abbatiello è stato di breve durata. È stato arrestato all'inizio del dicembre scorso. L'operazione ha portato a 21 provvedimenti restrittivi.

L'inchiesta della Procura ha inferto un duro colpo alla leadership del clan. Oltre ad Abbatiello, sono stati arrestati Luigi Esposito, suo nipote Giovanni Strazzullo ('o chicco) e Alessandro Giannelli, ras di Bagnoli. Abbatiello, pur essendo sorvegliato speciale, si avvaleva di autisti e collaboratori insospettabili e incensurati.

Domande frequenti sulla camorra a Napoli

Chi sono i boss camorristi attualmente detenuti in regime di carcere duro?

Quali sono le zone di Napoli maggiormente controllate dal clan Licciardi?

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