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Un nuovo sistema ha impedito l'uso di telefoni cellulari nel carcere di Secondigliano a Napoli, bloccando 24mila tentativi di connessione in un solo giorno. L'operazione ha richiesto un ingente dispiegamento di forze.

Nuovo sistema inibisce comunicazioni in carcere

Un innovativo sistema di inibizione delle comunicazioni è stato testato con successo nel carcere di Secondigliano. L'obiettivo è impedire l'uso di telefoni cellulari e la trasmissione dati all'interno della struttura. Questo intervento mira a contrastare attività illecite.

Durante la giornata di sperimentazione, sono stati registrati circa 24mila tentativi di accesso non autorizzato. Tutti questi tentativi sono falliti grazie all'attivazione del dispositivo. La notizia è stata confermata dal sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni.

I dati sono stati resi noti durante una conferenza stampa tenutasi al Palazzo di Governo di Napoli. Il sottosegretario ha ribadito le informazioni già fornite dal capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele. Il sistema è stato collaudato per la prima volta nel pomeriggio di ieri.

Sicurezza e dispiegamento di forze

L'operazione ha richiesto un notevole sforzo organizzativo. Sono stati impiegati circa 250 agenti di Polizia Penitenziaria. Questo massiccio dispiegamento era necessario per garantire la sicurezza durante l'implementazione del nuovo sistema.

Il sottosegretario Balboni ha spiegato il motivo di tale precauzione. Esisteva il concreto rischio di disordini e proteste da parte della popolazione detenuta. La privazione di uno strumento di comunicazione fondamentale poteva generare malcontento.

Questo strumento è particolarmente importante per i vertici delle organizzazioni criminali. Inoltre, è cruciale per detenuti con una maggiore propensione alla delinquenza. Fortunatamente, non si sono verificate proteste significative.

Chiarimenti sul numero di tentativi

Alberto Balboni ha voluto fare chiarezza su un dato importante. Il numero di 24mila tentativi non corrisponde al numero di detenuti. La popolazione carceraria di Secondigliano è di circa 1.500 persone. Il sottosegretario ha precisato che un singolo detenuto può effettuare numerosi tentativi.

Se un detenuto prova a connettersi ripetutamente, il totale dei tentativi può facilmente raggiungere cifre elevate. Questo spiega come si sia arrivati a 24mila tentativi in un solo giorno. La tecnologia è efficace nel bloccare ogni singola richiesta.

Comunicazioni autorizzate e complessità del sistema

Il sistema di inibizione è stato progettato per non ostacolare le comunicazioni essenziali. È previsto che il personale autorizzato possa continuare a utilizzare i propri dispositivi. Un numero limitato di numeri telefonici può essere abilitato a superare la barriera tecnologica.

La necessità di garantire queste comunicazioni di servizio ha reso la messa a punto del sistema particolarmente complessa. Balboni ha sottolineato questo aspetto come dimostrazione dell'efficacia del blocco. L'inibizione è completa per gli utenti non autorizzati.

A riprova dell'efficacia, il sottosegretario ha evidenziato un altro dato. Nella sola giornata di ieri, le richieste dei detenuti per effettuare telefonate autorizzate sono quadruplicate. Questo indica un aumento della necessità di comunicazioni legittime.

Presenti all'incontro

Alla conferenza stampa hanno partecipato diverse autorità. Erano presenti il prefetto di Napoli, Michele di Bari. C'era anche il capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele. Presente anche il dirigente generale di Polizia penitenziaria, Augusto Zaccariello. La loro presenza sottolinea l'importanza dell'iniziativa.