Cronaca

Napoli: avvocato Caliendo smentisce sit-in mamme per Domenico

16 marzo 2026, 18:11 2 min di lettura
Napoli: avvocato Caliendo smentisce sit-in mamme per Domenico Immagine generata con AI Napoli
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Dolore e solidarietà a Napoli: il caso Caliendo

A Napoli, nella giornata di ieri, si è assistito a un contrasto emotivo davanti all'ospedale Monaldi. Da un lato, il profondo lutto della famiglia Caliendo per la perdita del piccolo Domenico, di soli due anni, deceduto a seguito di un trapianto cardiaco fallito. Dall'altro, la solidarietà di altre madri verso il cardiochirurgo Guido Oppido, indagato insieme ad altri sei colleghi per la vicenda.

La madre di Domenico, Patrizia, è descritta come profondamente addolorata e senza la forza di intervenire pubblicamente. La sua sofferenza emerge attraverso le parole del suo legale, che ha criticato duramente la manifestazione di supporto al medico.

Critiche alla manifestazione di sostegno al cardiochirurgo

L'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, ha espresso forte disappunto per il sit-in organizzato da alcune madri a sostegno del dottor Oppido. Secondo Petruzzi, la manifestazione, definita una «pagliacciata», stride con la compostezza della famiglia Caliendo e della loro difesa.

Il legale ha sottolineato come le madri presenti, pur avendo figli salvati dal cardiochirurgo, non abbiano mostrato lo stesso slancio di cordoglio per la morte del piccolo Domenico. Ha inoltre aggiunto che essere un ottimo cardiochirurgo non esclude la possibilità di essere un «pessimo trapiantologo».

La risposta delle altre madri e l'appello alla verità

Le madri che hanno partecipato al sit-in, tra cui quelle di bambini operati con successo dal dottor Oppido, si sono dette profondamente offese dalle parole dell'avvocato Petruzzi. Hanno chiarito che la loro presenza non era dettata da mancanza di rispetto o sensibilità verso il dolore dei Caliendo, ma dalla volontà di esprimere gratitudine per il lavoro del cardiochirurgo.

Alcune di loro hanno condiviso di conoscere il dolore della perdita, affermando che la loro partecipazione non intendeva creare una «guerra tra chi ha perso un figlio e chi no». Hanno espresso il desiderio di verità per Domenico, ma hanno anche evidenziato come il professor Oppido abbia rappresentato una speranza per le loro vite.

Infine, i genitori hanno lanciato un appello affinché nessuno venga giudicato o etichettato come «mostro» prima che i fatti siano completamente accertati dalle autorità competenti.

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