Raffaele Teatro, genero di un boss camorrista, è stato assolto dall'accusa di essere mandante di un omicidio. La sua scarcerazione è prevista a breve.
Assoluzione per omicidio a Napoli
Raffaele Teatro è stato scagionato dall'accusa di aver pianificato un omicidio. La decisione arriva dopo anni di processi. L'uomo è genero di Raffaele Amato, figura di spicco del clan degli scissionisti. L'omicidio in questione riguardava Francesco Feldi. Quest'ultimo era un ex affiliato al clan Licciardi. Successivamente era passato al clan Sacco-Bocchetti. L'assassinio avvenne nel rione Berlingieri. La zona fa parte del quartiere Secondigliano a Napoli. L'episodio risale al 19 febbraio 2011. La motivazione principale fu il controllo di una piazza di spaccio. La zona interessata era nel quartiere San Pietro a Patierno.
Scarcerazione imminente per il genero del boss
La sentenza della terza sezione penale della corte d'assise d'appello di Napoli avrà conseguenze immediate. Raffaele Teatro, attualmente detenuto in regime di 41 bis presso il carcere di Milano-Opera, sarà scarcerato. L'uomo è considerato un elemento di vertice dello stesso clan. La sua liberazione è attesa già nel pomeriggio. La sua detenzione era legata alle accuse per l'omicidio di Francesco Feldi. La sentenza di assoluzione apre quindi le porte alla sua uscita dal carcere.
I killer e i collaboratori di giustizia
I killer materiali dell'omicidio di Francesco Feldi sono stati identificati in Giovanni Illiano e Mirko Romano. Le dichiarazioni di Giovanni Illiano sono state fondamentali. Anche i tre armieri coinvolti, Michele Caiazza e i fratelli Annunziata, hanno contribuito alle indagini. Tutti questi soggetti sono stati condannati per l'omicidio Feldi. Le accuse contro Raffaele Teatro si basavano in parte sulle testimonianze di questi individui. L'esecutore materiale e gli armieri hanno fornito dettagli cruciali. Queste dichiarazioni hanno formato la base dell'impianto accusatorio nei suoi confronti.
Percorso giudiziario e annullamento dell'ergastolo
Nei due precedenti gradi di giudizio, Raffaele Teatro era stato condannato all'ergastolo. La pena prevedeva anche l'isolamento diurno. La sua posizione era aggravata dal regime di 41 bis. La difesa di Teatro era affidata a un pool di avvocati. Tra questi figuravano Luigi Senese, Saverio Senese, Emilia Granata e Andrea Di Lorenzo. Il 18 dicembre 2025, la Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi presentati dalla difesa. La sentenza di condanna è stata annullata con rinvio. Questo ha aperto la strada a un nuovo processo d'appello. La Cassazione ha ritenuto necessarie ulteriori valutazioni.
Nuove accuse e sentenza di assoluzione
Nel corso del nuovo procedimento davanti alla terza sezione penale della corte d'assise d'appello di Napoli, l'accusa ha tentato di rafforzare la propria posizione. La procura generale ha richiesto la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale. L'obiettivo era l'esame di un nuovo collaboratore di giustizia, Alessandro De Cicco. Quest'ultimo ha aggiunto ulteriori accuse nei confronti di Raffaele Teatro. Nonostante le nuove dichiarazioni, la procura generale aveva inizialmente richiesto la conferma dell'ergastolo. Oggi, la sentenza ha sancito l'assoluzione di Raffaele Teatro. La procura generale ha comunque la facoltà di presentare un ulteriore ricorso in Cassazione.