Tre persone sono state fermate a Napoli per un omicidio avvenuto nel gennaio 2024. La vittima, Raffaele Cinque, tentò di sfuggire ai suoi aggressori lanciandosi da un balcone, ma fu raggiunta dai colpi mortali. Le indagini collegano il delitto al clan Contini.
Omicidio Raffaele Cinque: la ricostruzione
Raffaele Cinque fu colpito da nove proiettili, due dei quali letali, alla testa e all'addome. Questo avvenne il 21 gennaio 2024. L'omicidio, secondo le indagini della squadra mobile coordinate dalla Procura di Napoli, affonda le radici nel clan Contini. Quest'ultimo fa parte della cosiddetta Alleanza di Secondigliano.
Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica dell'evento. Il fatto accadde alle 6 del mattino all'interno dell'abitazione della vittima. La casa si trovava in via Dello Scirocco, nel quartiere Poggioreale di Napoli. La Polizia di Stato ha condotto numerose perquisizioni domiciliari. Queste sono state estese a pregiudicati locali e alle pertinenze degli edifici. La ricerca era volta a trovare armi e droga.
Il commando era composto da quattro individui. Tre di loro sono stati arrestati: Giuseppe Bove, Salvatore Bove e Gennaro Ziccardi. I killer utilizzarono almeno due pistole calibro 7,65. Spararono numerosi colpi contro Cinque. I dissidi sorti nell'ambito dello spaccio furono la causa scatenante.
Il tentativo di fuga e la morte
Per sfuggire alla morte, la vittima tentò una fuga disperata. Si lanciò dal balcone della cucina. Cadendo al suolo, fu nuovamente raggiunto da un colpo d'arma da fuoco. Questo proiettile, esploso dai sicari, lo colpì alla testa, causandone il decesso. Cinque aveva numerosi precedenti penali per reati associativi. Gli investigatori lo ritenevano parte integrante del gruppo criminale operante nella zona della Stadera. Quest'ultimo agiva per conto del clan Contini.
I dissidi con la famiglia Bove, soprannominata 'dei Polpetta', si rivelarono fatali. Questa famiglia gestiva proprio la zona dove Cinque trovò la morte. La faida interna al clan per il controllo delle attività illecite è emersa chiaramente dalle indagini.
Due agguati precedettero l'omicidio
L'assassinio di Raffaele Cinque, 50enne, fu preceduto da due tentativi di omicidio. Il primo risale al 26 dicembre 2023. Il gruppo malavitoso dei Bove cercò di ucciderlo. Cinque fu investito da una vettura mentre era in sella a uno scooter. Successivamente, venne accoltellato almeno tre volte alla schiena.
Il secondo episodio vide la vittima protagonista in senso opposto. Secondo le indagini, Cinque tentò di uccidere la sorella di Giuseppe Bove. Questo avvenne nell'ambito di una gestione conflittuale delle attività illecite nella zona di Poggioreale. Cinque venne colpito una prima volta alla schiena nella sua abitazione. Nonostante fosse ferito, tentò di fuggire calandosi dal balcone.
Una volta giunto in strada, i killer non gli diedero scampo. Lo raggiunsero e lo finirono sparando un altro colpo direttamente alla testa, mentre si trovava ancora sul balcone. Questo dettaglio sottolinea la determinazione degli aggressori e la brutalità dell'azione criminale. Le indagini proseguono per identificare eventuali altri complici.
Le perquisizioni e gli arresti
Le perquisizioni effettuate dalla Polizia di Stato a Napoli hanno interessato diverse aree del quartiere Poggioreale. L'obiettivo era quello di raccogliere ulteriori prove e individuare armi o sostanze stupefacenti. Gli arresti di Giuseppe e Salvatore Bove, insieme a Gennaro Ziccardi, rappresentano un duro colpo per le attività criminali legate al clan Contini.
La faida tra i clan e le lotte per il controllo del territorio continuano a mietere vittime a Napoli. Le forze dell'ordine sono impegnate costantemente nel contrasto alla criminalità organizzata. La collaborazione tra Procura e squadra mobile ha permesso di fare luce su questo efferato omicidio. Le misure cautelari in carcere sono state emesse dal gip.