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L'Arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha definito le morti sul lavoro come 'sacrifici umani' e non incidenti, criticando la logica del profitto a discapito della sicurezza. Le sue parole sono un forte richiamo alla dignità del lavoratore.

Arcivescovo critica la terminologia delle tragedie

Le vittime sul lavoro non vanno definite 'incidenti'. L'Arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha lanciato un forte atto d'accusa. Le ha definite 'sacrifici umani sull'altare del profitto'.

Queste dichiarazioni sono avvenute durante la messa per la festa dei lavoratori. La cerimonia si è tenuta in un luogo simbolo dell'artigianato. Era la sartoria dell'azienda Kiton ad Arzano.

La dignità del lavoratore al centro del discorso

Ogni volta che un operaio muore, è Cristo che viene crocifisso. Così ha proseguito l'Arcivescovo. Ha rifiutato con forza l'espressione 'morti bianche'.

Non c'è nulla di pulito in queste tragedie. Sono morti che gridano vendetta a Dio. Nascono dalla logica spietata del fare di più. La sicurezza non può essere un costo da tagliare. Deve essere un diritto sacro, altrimenti si perde l'anima.

Un fallimento della Costituzione e del Vangelo

La piaga delle morti sul lavoro è un fallimento. Lo è della Costituzione e del Vangelo. Un lavoro che uccide non è vero lavoro. È idolatria del profitto, ha affermato il presule.

Davanti alle maestranze e alle autorità presenti, don Mimmo ha ribadito un concetto fondamentale. La dignità della persona deve essere al centro di ogni processo industriale. La vita umana non può essere sottomessa alle logiche del bilancio.

Queste parole risuonano forti nel contesto produttivo. Sottolineano la necessità di un cambio di prospettiva. La sicurezza e il benessere dei lavoratori devono prevalere sugli interessi economici.

La cerimonia ha visto la partecipazione di diverse figure istituzionali. La scelta della sartoria Kiton non è stata casuale. Ha voluto evidenziare l'eccellenza artigiana. Ma anche la vulnerabilità dei lavoratori in ogni settore.

L'Arcivescovo ha invitato tutti a riflettere. La cultura del profitto a ogni costo sta minando i valori fondamentali. La vita umana è sacra. Non può essere sacrificata sull'altare del guadagno.

Le sue parole sono un monito. Un appello a un cambiamento radicale. Per garantire che il lavoro sia fonte di dignità e non di pericolo. La sua denuncia si inserisce in un dibattito sempre più acceso. Sulla necessità di normative più stringenti. E di una maggiore consapevolezza da parte di datori di lavoro e lavoratori.

La celebrazione ha voluto onorare la memoria di chi ha perso la vita. Ma anche stimolare un impegno concreto. Per prevenire future tragedie. La lotta per la sicurezza sul lavoro è una battaglia di civiltà. Che richiede l'impegno di tutti.

L'Arcivescovo ha concluso il suo intervento con un appello alla solidarietà. E alla responsabilità collettiva. Per costruire un futuro. Dove il lavoro sia veramente umano. E sicuro per tutti.

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