Un nuovo protocollo d'intesa a Napoli mira a migliorare l'assistenza sanitaria per i detenuti, offrendo visite specialistiche gratuite. L'accordo coinvolge Procura, ASL e un'associazione di volontariato.
Accesso a cure mediche specialistiche per i reclusi
I detenuti delle carceri di Napoli, Poggioreale, Secondigliano e Nisida riceveranno visite mediche specialistiche gratuite. Questo è l'obiettivo del protocollo d'intesa firmato oggi. L'accordo è frutto della collaborazione tra la Procura generale di Napoli, l'ASL Napoli 1 Centro e l'associazione 'Con i Fatebenefratelli per i Malati Lontani' (Afmal) Aps.
L'intesa prevede l'erogazione di prestazioni in diverse branche mediche. Saranno disponibili visite specialistiche in dermatologia, neurologia, ortopedia, otorinolaringoiatria, pneumologia, urologia e psichiatria. Quest'ultima sarà integrata all'interno del dipartimento dedicato alle dipendenze.
Si sta inoltre valutando l'attivazione di prestazioni ginecologiche. Questa eventualità è legata al trasferimento di detenute dal carcere di Pozzuoli alla struttura di Secondigliano. La decisione finale dipenderà da un confronto con l'ASL Napoli 2 Nord, competente per tali servizi.
Tutela del diritto alla salute in ambito penitenziario
L'iniziativa mira a garantire concretamente il diritto alla salute per tutti i reclusi. Si punta anche alla prevenzione di malattie e al miglioramento generale delle condizioni di vita all'interno degli istituti penitenziari. L'obiettivo è integrare l'azione del Servizio Sanitario Nazionale in questo contesto specifico.
Il procuratore generale, Aldo Policastro, ha definito l'accordo un «primo passo». Ha sottolineato che il protocollo è il risultato di un lungo e proficuo confronto. «Assicurare la tutela della salute in carcere in modo civile e adeguato è un dovere delle istituzioni e della società», ha affermato Policastro. Ha aggiunto che la detenzione non dovrebbe essere solo sofferenza, ma anche garantire dignità umana.
Policastro ha fissato un appuntamento per novembre. In quell'occasione si terrà un incontro per valutare i progressi, analizzare criticità e punti di forza. L'auspicio è che questo modello possa diventare replicabile in altre province italiane, estendendo i benefici a un numero maggiore di persone.
Il ruolo del volontariato e le sfide sanitarie
L'associazione Afmal, composta dai volontari Fatebenefratelli, ha risposto positivamente all'appello della Procura. Questa organizzazione no-profit vanta già esperienze significative nell'assistenza sanitaria, anche in paesi in via di sviluppo. Il progetto intende colmare le lacune esistenti nel sistema sanitario penitenziario.
Queste lacune sono spesso aggravate da problemi come il sovraffollamento delle strutture e la cronica carenza di personale medico. Il presidente di Afmal, fra Gerardo D'Auria, ha evidenziato il significato istituzionale e umano della firma. Ha ribadito che Afmal metterà a disposizione le competenze dei propri medici specialisti volontari dove il bisogno è più urgente.
Gaetano Gubitosa, direttore generale dell'ASL Napoli 1 Centro, ha illustrato le difficoltà operative concrete. Ha spiegato che, nonostante i bandi per ore di specialistica, i concorsi rimangono deserti. Questo accade quando i medici sono consapevoli che le prestazioni si svolgeranno all'interno del contesto carcerario. La collaborazione con il terzo settore è quindi fondamentale per ottimizzare l'assistenza sanitaria.
Prospettive regionali e necessità di riforme
Sul fronte regionale, Ugo Trama, Direttore Generale per la tutela della salute della Campania, ha posto l'accento sull'importanza dell'innovazione. Si punta a sviluppare percorsi assistenziali che sfruttino la telemedicina. Questo permetterà di garantire prestazioni mediche in tempi più rapidi ed efficienti. Tuttavia, Trama ha sottolineato una necessità cruciale: una riforma a livello nazionale.
Tale riforma dovrebbe prevedere maggiori incentivi economici per il personale sanitario. Questi incentivi sono necessari per attrarre e trattenere professionisti che operano in contesti di particolare disagio, come appunto le carceri. La valorizzazione del lavoro in questi ambiti è vista come un passo indispensabile per migliorare la qualità dei servizi offerti.