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La direttrice dell'Ospedale Monaldi, Anna Iervolino, ha annunciato che l'ospedale si costituirà parte civile nel processo per la morte del piccolo Domenico Caliendo. L'istituto esprime dolore ma anche la volontà di migliorare la sanità.

Ospedale Monaldi si costituirà parte civile

L'Azienda ospedaliera dei Colli, attraverso la sua direttrice generale Anna Iervolino, ha confermato l'intenzione di costituirsi parte civile. Questo avverrà non appena il processo relativo alla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo prenderà il via. La decisione segue l'indagine che vede coinvolti otto medici. La direttrice ha espresso vicinanza alla famiglia del bambino. Ha anche sottolineato il profondo dolore provato dall'intera struttura sanitaria. La morte del piccolo Domenico ha lasciato un segno indelebile.

La cerimonia in memoria del bimbo di due anni e mezzo si è tenuta presso l'Ospedale Monaldi. Durante l'evento è stato piantato un ulivo e scoperta una targa commemorativa. Domenico è deceduto il 21 febbraio scorso. Il decesso è avvenuto dopo un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025. L'intervento, pur riuscito tecnicamente, ha avuto conseguenze fatali. La famiglia Caliendo non ha partecipato alla commemorazione. Hanno motivato la loro assenza con il dolore troppo forte. La direttrice Iervolino ha compreso questa scelta. Ha definito il dolore di una madre «inspiegabile».

Indagini e responsabilità: la posizione della direttrice

La direttrice Iervolino ha fatto il punto sulla situazione. Ha parlato delle indagini in corso e delle responsabilità dell'ospedale. Ha anche accennato alle trattative per il risarcimento civile. La dirigente ha chiarito che, in casi come questo, le responsabilità sono condivise. Non esiste un singolo colpevole. Ha risposto alle domande sulle dimissioni, affermando di essere un tecnico. Il suo compito è proseguire il lavoro per migliorare la sanità. Non ha quindi intenzione di dimettersi. Ha ribadito l'impegno a lavorare ancora di più per una sanità migliore. Questo impegno nasce proprio dal dolore per quanto accaduto.

Due dei medici indagati sono stati ascoltati dai magistrati. Si tratta di Guido Oppido, responsabile dell'operazione di trapianto, ed Emma Bergonzoni, cardiochirurga. La direttrice ha espresso un messaggio distensivo verso la madre di Domenico. Ha suggerito che l'abbraccio collettivo avrebbe potuto rappresentare un momento di riappacificazione. La sua posizione, tuttavia, resta al vaglio delle autorità regionali. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha dichiarato che la Regione è pronta a costituirsi parte civile.

Trattativa per il risarcimento e collaborazione esterna

Nei giorni scorsi è emersa una polemica. Riguardava la trattativa tra l'Azienda ospedaliera e la famiglia Caliendo per il risarcimento civile. La responsabilità civile in caso di morte di un paziente ricade sull'ospedale. Il risarcimento può essere stabilito da un giudice o concordato privatamente. L'avvocato della famiglia ha avviato un dialogo con i legali dell'ospedale. Un incontro è previsto per la prossima settimana. La direttrice si è detta fiduciosa che la trattativa procederà con serenità. Ha sottolineato l'importanza di questo dialogo.

La collaborazione con l'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma è stata fondamentale. Questo accordo ha permesso di mantenere operativo il reparto di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi. L'equipe romana, composta da quattro medici, ha temporaneamente coperto le carenze. Queste erano dovute alla sospensione di alcuni medici indagati. La direttrice ha spiegato che la ricerca di risorse interne non ha dato i risultati sperati. I medici del Bambin Gesù non solo garantiscono la continuità delle attività. Stanno anche formando i giovani medici della struttura. Questo garantisce un futuro alla cardiochirurgia pediatrica.

Domande frequenti

Chi è Anna Iervolino?

Quali sono le ultime novità sull'indagine per la morte di Domenico Caliendo?

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