La famiglia di Mario Paciolla, collaboratore ONU trovato senza vita in Colombia, contesta l'archiviazione del caso. I genitori denunciano un possibile omicidio, sostenendo che il figlio non si sia suicidato.
Dubbi sulla morte di Mario Paciolla in Colombia
Il corpo di **Mario Paciolla**, un **33enne napoletano**, fu rinvenuto il **15 luglio 2020**. Si trovava nella sua abitazione in **Colombia**. Lì operava come **osservatore ONU**. Il suo incarico riguardava il rispetto degli **Accordi di Pace** a **San Vicente del Caguan**. A distanza di **sei anni**, le circostanze del suo decesso rimangono oscure. La vicenda è stata ripresa nel programma televisivo **Chi l'ha visto?**. I suoi **genitori** hanno espresso forti perplessità. Hanno parlato con la conduttrice **Federica Sciarelli**. Molti interrogativi restano senza risposta.
Prima di morire, **Paciolla** aveva acquistato i biglietti aerei. Il suo rientro in **Italia** era imminente. Aveva anche preparato indicazioni dettagliate. Riguardavano il cibo da trovare in casa per il periodo di quarantena. Questi elementi alimentano i dubbi sulla versione del suicidio.
Il caso Paciolla: indagini e richieste della famiglia
**Mario Paciolla** lavorava da **due anni** in **Colombia**. Era impegnato nella **missione ONU**. Si occupava di facilitare il processo di pace. Questo processo era iniziato con gli **accordi di Cuba del 2016**. Coinvolgeva il governo colombiano e le **FARC**. Il corpo fu trovato impiccato con un lenzuolo. L'autopsia, eseguita dalla **Medicina Legale** locale, suggerì il suicidio. Tuttavia, emersero presto interrogativi significativi. La sua abitazione era stata manomessa. Alcuni oggetti personali erano scomparsi. Furono prelevati dal responsabile della sicurezza della Missione. Questi fatti portarono all'avvio di indagini su **quattro poliziotti**. Erano accusati di aver permesso l'asportazione di effetti personali della vittima.
Il **gip di Roma** ha disposto **ulteriori indagini**. Questa decisione è giunta nel **2023**. A richiederla sono i genitori, **Anna e Giuseppe Paciolla**. Sono assistiti dagli avvocati **Alessandra Ballerini** e **Emanuela Motta**. Quest'ultima è nota per aver seguito il caso di **Giulio Regeni**. Il giudice ha accolto parzialmente le richieste dei familiari. Ha disposto la restituzione del fascicolo ai pubblici ministeri. Ciò per approfondire aspetti cruciali. Tra questi, analisi tecniche sul lenzuolo, sui vestiti e sui coltelli trovati nell'abitazione.
La battaglia dei genitori per la verità
La famiglia Paciolla è convinta che **Mario non si sia tolto la vita**. Aspettano che venga accertata la verità processuale. Il **30 giugno 2025**, il **gip di Roma** ha emesso un'ordinanza di archiviazione. Questa decisione è arrivata dopo una seconda richiesta dei pubblici ministeri. La prima era stata respinta. I genitori hanno espresso profondo dolore e amarezza. Hanno dichiarato: «Sappiamo non solo con le certezze del nostro cuore, ma con l’evidenza della ragione, frutto di anni di investigazioni e perizie, che **Mario non si è tolto la vita**, ma **è stato ucciso** perché aveva fatto troppo bene il suo lavoro umanitario».
La famiglia ritiene che **Paciolla** sia stato ucciso per il suo operato. Il contesto in cui lavorava era difficile e pericoloso. Hanno ribadito la loro determinazione a proseguire la lotta. Vogliono ottenere una verità processuale. Desiderano restituire dignità al figlio. Hanno ringraziato tutti coloro che li sostengono in questo difficile percorso. La battaglia per la giustizia continua, con la speranza di non rimanere soli.
Domande frequenti sulla morte di Mario Paciolla
Chi era Mario Paciolla?
Mario Paciolla era un collaboratore italiano della missione ONU. Aveva 33 anni ed era originario di Napoli. Lavorava in Colombia come osservatore per il rispetto degli Accordi di Pace. Era impegnato nella regione di San Vicente del Caguan.
Quali sono i dubbi sulla sua morte?
I genitori di Mario Paciolla contestano l'archiviazione del caso. Sostengono che il figlio sia stato ucciso e non si sia suicidato. Tra i dubbi sollevati vi sono la scomparsa di oggetti personali dalla sua abitazione e il fatto che avesse acquistato biglietti aerei per rientrare in Italia poco prima di morire.