Due uomini sono stati arrestati a Lucca per aver perpetrato una truffa ai danni di una donna di 58 anni, spacciandosi per maresciallo dei carabinieri. Recuperati gioielli per un valore di 15.000 euro.
Arresti per truffa a Lucca
Due individui sono stati fermati a Lucca. Sono accusati di aver messo in atto la truffa del 'finto maresciallo dei carabinieri'.
I fermati hanno 55 e 20 anni. Risiedono nella provincia di Napoli. Il più giovane ha origini egiziane. L'episodio è avvenuto sabato scorso.
Entrambi hanno precedenti penali. Vengono imputati di truffa aggravata in concorso.
Indagini e pedinamento
Un equipaggio in borghese ha notato i due. Erano a bordo di un'auto civetta vicino alla stazione ferroviaria. La vettura era stata presa a noleggio a Napoli.
I militari hanno sospettato un'attività illecita. Hanno quindi iniziato a seguire il veicolo. L'auto si è fermata nella frazione di Nozzano.
Il 20enne è sceso dall'auto. Si è mosso a piedi consultando il cellulare. È entrato in una corte.
Il recupero della refurtiva
Dopo circa 10 minuti, il giovane è tornato verso l'auto. Portava uno zaino sulle spalle. I carabinieri hanno bloccato il veicolo.
Il 55enne è rimasto bloccato. Il 20enne è fuggito verso un edificio abbandonato. Ha gettato lo zaino in un fosso.
Successivamente si è addentrato in un bosco. I militari lo hanno raggiunto e fermato. Nello zaino c'erano gioielli in oro.
La dinamica della truffa
I monili recuperati valgono 15.000 euro. Erano stati sottratti a una donna di 58 anni. La truffa è avvenuta mezz'ora prima del fermo.
I malviventi hanno contattato la donna al telefono. L'hanno convinta a mandare il marito alla stazione dei carabinieri. Questo era il primo passo del raggiro.
Rimasta sola, la vittima ha ricevuto una nuova telefonata. Le è stato detto che con la carta d'identità del marito era stata noleggiata un'auto per una rapina. Le hanno fatto credere di essere complice.
Per evitare conseguenze, le hanno chiesto di consegnare denaro o preziosi. Un sedicente 'perito del tribunale' sarebbe passato a ritirarli. Lo scopo era verificarne l'autenticità.
Il 20enne, travestito da perito, si è presentato a casa della vittima. È stato fermato mentre tentava la fuga nel bosco.
I due arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Lucca. Sono a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Domande frequenti
Come funziona la truffa del finto maresciallo?
I truffatori si spacciano per forze dell'ordine, spesso marescialli dei carabinieri. Contattano le vittime al telefono, inventando storie di parenti nei guai o di necessità di consegnare denaro/oggetti preziosi per presunte indagini. L'obiettivo è indurre la vittima a consegnare beni o denaro a un complice che si presenta a casa.
Cosa fare se si sospetta una truffa?
Non fornire mai informazioni personali o finanziarie al telefono. Non consegnare mai denaro o oggetti di valore a sconosciuti. In caso di dubbi, interrompere la conversazione e contattare immediatamente le forze dell'ordine (112 o 113) o la propria banca. È fondamentale verificare sempre l'identità di chi si presenta come rappresentante delle istituzioni.
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