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Il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha definito le proteste degli agricoltori come legittime e democratiche. Ha respinto l'idea che siano organizzate dalla criminalità organizzata, pur non escludendo infiltrazioni isolate.

Proteste agricole: un diritto democratico

Il Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha espresso la sua opinione sulle recenti manifestazioni degli agricoltori. Ha sottolineato che queste proteste sono espressioni democratiche e legittime. Gratteri ha paragonato la situazione a manifestazioni studentesche dove si possono verificare episodi isolati di devianza. Ha criticato le analisi superficiali che etichettano l'intero movimento come criminale.

Il magistrato ha osservato la partecipazione di persone comuni e di autotrasportatori. Questo ha reso le proteste più significative, attirando l'attenzione dei media nazionali. La visibilità è aumentata a causa della carenza di prodotti nei supermercati. Gratteri ha chiarito di non poter affermare con certezza la presenza di mafiosi nelle manifestazioni.

Tuttavia, ha aggiunto che le indagini sono in corso se emergono sospetti. Ha fermamente respinto l'idea che le proteste siano state organizzate dalle mafie. Ha definito tale affermazione come ingiusta e non veritiera.

Le ragioni economiche degli agricoltori

Gratteri ha evidenziato le motivazioni economiche dietro le proteste. Ha citato l'aumento del costo del gasolio agricolo, raddoppiato in pochi mesi. Ha spiegato che i ricavi per i prodotti agricoli non sono aumentati di pari passo. Questo mette gli agricoltori in una situazione di perdita economica.

Ha anche menzionato le perdite causate da eventi atmosferici avversi. Il Procuratore ha sottolineato l'importanza di comprendere il mondo agricolo. Ha definito le proteste come una questione di vita per intere famiglie. Ha criticato chi si limita a lamentare i disagi senza capire le difficoltà del settore.

Ha ribadito che le proteste sono state condotte secondo le regole. Hanno rallentato il traffico per far sentire le loro ragioni. Gratteri ha invitato a non semplificare eccessivamente la situazione. Ha sottolineato che la protesta è un diritto fondamentale.

Possibili infiltrazioni criminali

Il Procuratore Gratteri non ha escluso la possibilità di infiltrazioni. Ha ipotizzato che qualche esponente della criminalità organizzata possa tentare di sfruttare il malcontento. Ha usato l'espressione «'ndranghetista che vuol fare il 'capuzziello'» per descrivere tale scenario. Ha però distinto nettamente tra un'infiltrazione isolata e un'organizzazione mafiosa.

Ha ribadito che la presenza di pochi individui legati alla criminalità non rende l'intera protesta mafiosa. Ha citato l'esempio di manifestazioni in cui delinquenti si infiltrano. Ha affermato che questo non significa che gli organizzatori siano criminali. Ha chiesto di evitare analisi «tagliate con l'accetta».

La Procura e le forze dell'ordine sono attente a questi fenomeni. Le indagini mirano a identificare eventuali attività illecite. Tuttavia, l'obiettivo primario è distinguere le legittime rivendicazioni dalle azioni criminali. Gratteri ha concluso ribadendo la sua posizione: le proteste degli agricoltori sono legittime.

Il contesto del "Festival del Sud"

L'intervento di Nicola Gratteri è avvenuto a Vibo Valentia. Ha partecipato al "Festival del Sud". L'occasione era la presentazione del suo ultimo libro, intitolato "Come radici. Una storia sulle seconde possibilità".

Il festival è un evento dedicato a temi sociali ed economici del Mezzogiorno. La presenza del Procuratore ha dato risalto alle sue dichiarazioni. Le sue parole hanno suscitato interesse e dibattito.

La sua posizione è chiara: le proteste degli agricoltori, pur con possibili criticità, sono un segnale di disagio economico. Non vanno liquidate come iniziative criminali. La fonte delle sue dichiarazioni è il suo intervento pubblico.

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