Il duo Ebbanesis ha composto un brano in dialetto napoletano rivolto a Stefano De Martino, nuovo direttore artistico del Festival di Sanremo. La canzone è un appello ironico per partecipare alla kermesse, con un tocco di umorismo sulle difficoltà della scalinata dell'Ariston.
Un appello in dialetto napoletano
Serena Pisa e Viviana Cangiano, componenti del duo Ebbanesis, hanno creato un nuovo brano musicale. La canzone si intitola «De Martino, puortace a Sanremo!» ed è dedicata a Stefano De Martino. Quest'ultimo è stato recentemente nominato direttore artistico del Festival di Sanremo. Il pezzo musicale promette di diventare un vero e proprio tormentone estivo.
La composizione è opera di Serena Pisa, mentre gli arrangiamenti sono stati curati da Daniele de Santo. Il duo Ebbanesis condivide con De Martino non solo un senso dell'umorismo e un tempismo comico affinato. Condividono anche le origini campane e una spiccata napoletanità, elemento che traspare chiaramente nel brano.
Celebrazione e patto artistico
Il brano si presenta come un sincero appello, interamente cantato in dialetto napoletano. Attraverso le note, le Ebbanesis rievocano il passato di De Martino come ballerino. Ne celebrano la rapida e inarrestabile ascesa nel mondo della televisione. Successivamente, gli propongono un patto di «fratellanza e sorellanza artistica».
Il messaggio è chiaro e caloroso: «Portaci a Sanremo, siamo della stessa terra!». Le artiste desiderano fortemente partecipare al Festival. Vorrebbero farlo come ospiti, per rappresentare la città di Napoli e la sua ricca tradizione culturale. Lo farebbero attraverso la loro caratteristica ironia e il loro stile unico. Lo hanno dichiarato le due artiste in merito alle loro aspirazioni.
L'ostacolo della scalinata
Nel finale del brano, l'appello si trasforma in una divertente scenetta. Le due artiste mettono le loro carte in tavola, dialogando idealmente con De Martino. C'è però un ostacolo significativo da superare. Si tratta della temutissima scalinata del Teatro Ariston, un simbolo del Festival. Le Ebbanesis confessano un vero e proprio dramma personale.
Una delle due artiste soffre infatti di una severa «scalofobia». Questa fobia rende la salita della scalinata un'impresa quasi impossibile. Da questa particolare difficoltà nasce la richiesta definitiva al neo-direttore artistico. «Stefano, frate'... ma non è che sul palco puoi metterci un ascensore?» chiedono ironicamente le artiste. La loro speranza è che De Martino possa trovare una soluzione creativa per permettere la loro partecipazione.
Il legame con Napoli
Il brano delle Ebbanesis non è solo un tentativo di ottenere un posto a Sanremo. È anche una celebrazione della loro identità napoletana. La scelta di cantare in dialetto sottolinea il forte legame con le loro radici. Vogliono portare sul palco dell'Ariston un pezzo di Napoli, con la sua musica, il suo umorismo e la sua verve. La loro ironia è uno strumento per raccontare storie e affrontare temi con leggerezza.
La loro proposta artistica si distingue per originalità. La combinazione di musica, testo in dialetto e un approccio ironico alle sfide della vita e della carriera potrebbe conquistare il pubblico. La loro richiesta a De Martino è un invito a valorizzare talenti che provengono dalla loro terra. Un modo per dimostrare che la creatività napoletana può brillare anche sul palcoscenico più prestigioso d'Italia.
Sanremo e le nuove proposte
Il Festival di Sanremo è sempre alla ricerca di nuove proposte e artisti capaci di portare freschezza e originalità. Le Ebbanesis sembrano incarnare perfettamente questo spirito. La loro canzone è un esempio di come la musica possa essere un veicolo di espressione culturale e personale. L'idea di un ascensore sul palco dell'Ariston è un tocco di genio comico.
Mostra la loro capacità di sdrammatizzare e di affrontare le situazioni con un sorriso. La loro partecipazione, se dovesse concretizzarsi, aggiungerebbe sicuramente un elemento di novità e divertimento alla kermesse. L'appello a De Martino è un modo per farsi notare e per dimostrare il loro talento. La speranza è che il nuovo direttore artistico colga il loro messaggio.