La Cassazione ha emesso la sua sentenza sul clan D'Amico-Mazzarella, confermando gran parte delle condanne ma concedendo riduzioni per alcuni imputati. L'operazione aveva colpito l'organizzazione nel febbraio 2023.
Sentenza Cassazione sul clan D'Amico-Mazzarella
La Corte di Cassazione ha concluso il suo esame sul caso del clan D'Amico-Mazzarella. Le sentenze di appello sono state in gran parte confermate. Questo pronunciamento segue le condanne di primo grado, che avevano inflitto pene complessive per circa due secoli di carcere. In appello, alcune pene erano già state attenuate.
La decisione finale della Cassazione ha visto la conferma delle condanne per cinque imputati. Tuttavia, per altri, sono intervenuti annullamenti parziali. La sentenza riguarda boss e affiliati del clan operante nel quartiere San Giovanni a Teduccio, nella zona di Napoli.
Annullamenti e riduzioni di pena
La Cassazione ha confermato le pene stabilite in secondo grado. Queste riguardavano quattordici imputati la cui posizione era stata rideterminata in appello. Sono intervenuti però degli annullamenti, specificamente relativi alla recidiva. Questo ha portato a una riduzione delle pene per alcuni condannati.
In particolare, le condanne per Giacomo Urio e Pasquale Urio sono state annullate per quanto concerne la recidiva. Erano stati condannati rispettivamente a 13 anni e 4 mesi, e 12 anni e 6 mesi di reclusione. I due imputati, assistiti dall'avvocato Valerio Spigarelli, vedranno ora diminuire la durata della loro pena. Entrambi avevano precedentemente rinunciato al patteggiamento.
Annullamento per associazione a delinquere
Un ulteriore annullamento è stato disposto per Francesco Tabasco. La sua condanna a 5 anni e 4 mesi di carcere è stata rivista. L'annullamento riguarda specificamente il reato di associazione a delinquere. Questo era finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti. Tabasco era difeso dagli avvocati Antonietta Madore e Gina Busiello.
L'operazione anticamorra del febbraio 2023
L'indagine che ha portato a queste sentenze è scaturita da una vasta operazione anticamorra. Le forze dell'ordine avevano eseguito 24 arresti nel febbraio 2023. Tra i fermati figuravano elementi di spicco e gregari dell'organizzazione criminale D'Amico-Mazzarella. Erano stati coinvolti anche Ciro Mazzarella e Salvatore D'Amico, noto come "'o pirata". Erano presenti anche suoi nipoti omonimi.
La rete criminale aveva il suo fulcro nel quartiere San Giovanni a Teduccio. L'operazione aveva mirato a smantellare le attività illecite del clan. La giustizia ha ora emesso il suo verdetto definitivo attraverso la Cassazione, confermando la gravità dei reati ma concedendo un parziale alleggerimento per alcuni.