Venti persone sono state arrestate a Cassino per associazione armata finalizzata al traffico di droga, estorsioni e usura. L'indagine, partita da un caso di omicidio, ha svelato un giro d'affari di milioni di euro.
Operazione antidroga e criminalità organizzata a Cassino
Un'ampia operazione ha portato all'arresto di venti persone. Le accuse spaziano dal traffico di stupefacenti all'usura e alle estorsioni. L'attività criminale avrebbe generato un giro d'affari di circa 5 milioni e mezzo di euro. Le indagini, condotte dai Carabinieri e dalla Procura Antimafia di Roma, sono durate diversi anni. Questa mattina, le forze dell'ordine hanno eseguito 27 misure cautelari. Di queste, 17 persone sono finite in carcere. Altre 3 sono agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Per 7 indagati, invece, è stata disposta l'iscrizione nel Registro degli Indagati senza provvedimenti restrittivi.
Estensione dell'operazione e mezzi impiegati
L'operazione è scattata contemporaneamente in diverse aree di Cassino e nei comuni circostanti. Sono stati impiegati circa 120 Carabinieri. Hanno operato con il supporto di un elicottero del Nucleo Elicotteri di Roma Urbe e del Raggruppamento Operativo Speciale. Presenti anche unità cinofile antidroga. Sono state utilizzate apparecchiature georadar per la ricerca di droga, armi e valori nascosti. Le perquisizioni, le notifiche e le misure sono state eseguite in diverse province. Coinvolte le aree di Frosinone, Napoli, Caserta, Perugia e la stessa Roma.
Accuse e aggravanti contestate
La magistratura antimafia contesta a vario titolo diversi reati. Tra questi, l'associazione armata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L'aggravante principale riguarda l'ingente quantità di droga smerciata. Vengono contestate anche la detenzione e cessione di cocaina. Non mancano accuse di usura ed estorsione. È stata inoltre accertata la detenzione di armi. In numerosi casi, i reati sono aggravati dall'uso del metodo mafioso. Questo sottolinea la gravità e la struttura dell'organizzazione smantellata.
Origine inaspettata dell'indagine
L'indagine ha avuto origine nel 2019, quasi per caso. È emersa come una costola dell'inchiesta sull'omicidio del piccolo Gabriel Feroleto. Il bambino di soli 3 anni fu vittima di violenze da parte del compagno della madre. Le indagini su quel tragico evento portarono alla condanna dell'uomo all'ergastolo (poi ridotto a 24 anni) e della madre a 30 anni (poi ridotti a 14). Durante quegli accertamenti, però, emersero attività illecite nell'area vicina all'abitazione del delitto. Attività a cui la madre e il compagno erano estranei.
Sodalizio familiare e attività ultradecennale
I Carabinieri hanno sviluppato questi elementi, identificando un sodalizio su base familiare. L'organizzazione è stata monitorata per anni. Dagli atti dell'inchiesta emerge che gli acquirenti si rifornivano dal gruppo da oltre dieci anni. Le conversazioni intercettate confermano un'attività ultradecennale nel settore degli stupefacenti. Questa attività non era mai stata interrotta da arresti precedenti. Gli atti documentano anche i piani di espansione del gruppo. Miravano a colonizzare nuove zone popolari di Cassino, anche tramite l'occupazione di alloggi.
Struttura e rifornimenti del gruppo criminale
Il gruppo criminale gestiva il traffico di droga con una chiara ripartizione dei ruoli. Erano definite le funzioni di approvvigionamento, trasporto, custodia, confezionamento e vendita al dettaglio. Si occupavano anche del recupero crediti e della gestione di una cassa comune. La cocaina veniva approvvigionata anche da canali campani, in particolare dall'area di Torre Annunziata. La droga alimentava una rete di piazze di spaccio a Cassino, Piedimonte San Germano, Aquino e Roccasecca.
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