Un'indagine nel Casertano ha portato a misure cautelari per rappresentanti di un CAF coinvolti nella creazione di falsi certificati medici. L'obiettivo era ottenere indebitamente pensioni di invalidità.
Misure cautelari per rappresentanti CAF
Tre professionisti di un CAF a Casal di Principe hanno ricevuto misure cautelari. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Napoli Nord, Pia Sordetti. Si tratta di Vincenzo Simeone, figura chiave del CAF indagato. Iolanda Di Caterino, legale rappresentante del patronato, è anch'essa coinvolta. Gianluca Simeone, stretto collaboratore di Vincenzo, completa il trio. Sono tutti accusati di aver orchestrato un sistema di falsi certificati medici. Lo scopo era ottenere pensioni di invalidità in modo fraudolento.
Indagine su un giro di falsi certificati
La Procura di Napoli Nord aveva richiesto misure più severe per 25 indagati. Erano state chieste sette misure di arresti domiciliari e diciotto interdittive. Tuttavia, il tempo trascorso dalla richiesta iniziale, depositata quasi due anni fa, ha modificato la situazione. Le esigenze cautelari sono venute meno per molti indagati. Nuovi accertamenti e interrogatori hanno chiarito alcuni aspetti. In particolare, alcuni medici indagati non erano complici. Anzi, avevano denunciato il sistema illecito. Un medico, nominato consulente tecnico d'ufficio (CTU) dal tribunale, ha scoperto una sua firma su un certificato da lui mai apposto. La sua segnalazione ha avviato l'inchiesta.
Il ruolo di CAF e legali nell'inchiesta
Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno delineato il controllo del sistema. A gestire il giro di falsi certificati erano i tre rappresentanti del CAF. Erano affiancati da tre avvocati: Andrea Cantiello, Antonio Cantile e Giuseppe Fabozzi. La Procura aveva richiesto gli arresti domiciliari per questi sei indagati. Il Gip ha però concesso solo misure interdittive per Vincenzo Simeone e i suoi collaboratori più stretti. Gli inquirenti hanno esaminato attentamente 234 fascicoli. Questi riguardavano ricorsi patrocinati dai tre legali coinvolti. È emersa la pratica del CAF di alterare certificati medici. Si attestava falsamente la presenza di patologie per ottenere indennizzi dall'INPS. Secondo la Procura, esisteva un accordo tra i gestori del CAF, gli avvocati e i medici CTU. L'obiettivo era garantire i benefici previdenziali. Questo avveniva anche quando l'INPS aveva già respinto la richiesta. In alcuni casi, si interveniva direttamente a domicilio per ottenere l'approvazione.
Altri legali coinvolti e staff
Nello staff di legali che operava in questo contesto figurano anche Giovanni Cantelli e Michele Cantelli. Sono menzionati anche Generoso Grasso, Alfonso Quarto, Raffaele Costanzo e Fabio Della Corte. L'inchiesta mira a fare piena luce su tutte le responsabilità. L'operazione ha evidenziato la necessità di controlli più stringenti. I meccanismi per l'ottenimento delle pensioni di invalidità sono stati messi sotto esame. La collaborazione tra professionisti e la possibile corruzione sono al centro delle indagini. Le autorità intendono ripristinare la legalità nel sistema di erogazione dei sussidi. La fiducia nell'ente previdenziale deve essere garantita.
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