Operazione anti-camorra nel Napoletano
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 persone. L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha colpito un'organizzazione criminale attiva nella zona.
L'indagine, condotta tra il 2021 e il 2022, ha portato alla luce i gravi indizi di colpevolezza. Le accuse riguardano l'associazione di tipo mafioso, l'estorsione aggravata e continuata, e l'usura.
Il clan della 167 sotto inchiesta
Le indagini hanno permesso di ricostruire l'operatività della consorteria camorristica nota come «clan della 167». Questa organizzazione agiva nel territorio di Arzano e nei comuni circostanti.
Il clan è considerato un'espressione territoriale del più ampio clan «Amato-Pagano». Quest'ultimo è storicamente radicato nella parte nord della città di Napoli.
Estorsioni e violenza, i metodi del clan
È emerso che il gruppo criminale fosse particolarmente egemone nel settore delle richieste estorsive. Diversi indagati avrebbero perpetrato numerose richieste indebite di denaro.
Le vittime prescelte erano imprenditori e commercianti locali, costretti a subire pressioni economiche. Le indagini hanno anche documentato l'inclinazione del clan all'uso della violenza.
Tale violenza non era riservata solo alle vittime esterne. Anche i propri sodali potevano essere percossi per risolvere questioni interne all'organizzazione. Questo evidenzia la brutalità dei metodi impiegati.
Misure cautelari e presunzione di innocenza
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in fase di indagini preliminari. Contro di essa sono ammessi mezzi di impugnazione.
I destinatari sono attualmente sottoposti alle indagini. Pertanto, sono considerati presunti innocenti fino a quando non interverrà una sentenza definitiva.
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