Camorra: 16 arresti per truffe informatiche del clan Mazzarella
Operazione anti-clan a Napoli: 16 arresti
Nella mattinata odierna, i Carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 16 individui legati al clan Mazzarella. L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, ha portato all'arresto di persone gravemente indiziate di associazione per delinquere, frode informatica e accesso abusivo a sistemi informativi, con l'aggravante delle finalità mafiose.
Le indagini hanno documentato un'attività criminale estesa, focalizzata su truffe informatiche perpetrate attraverso tecniche quali phishing, vishing e la clonazione di siti web di istituti di credito. Sono stati inoltre disposti sequestri per un valore complessivo di circa un milione di euro.
Modus operandi sofisticato e ramificazioni internazionali
Le truffe, contestate per circa 60 episodi avvenuti tra il 2022 e il 2024, hanno visto la partecipazione di un hacker di 25 anni, precedentemente legato al clan Licciardi, che sarebbe stato «prestato» ai rivali del clan Mazzarella. Questo elemento centrale ha permesso di mettere in luce la sofisticazione delle operazioni, che hanno fruttato centinaia di migliaia di euro in pochi giorni.
Le indagini hanno rivelato due distinti modus operandi. Il primo prevedeva la sottrazione di carte bancomat e documenti delle vittime, seguita dall'invio di email fraudolente per indurre al cambio del PIN e al conseguente svuotamento dei conti. La seconda modalità, più elaborata, consisteva in telefonate ingannevoli in cui i truffatori si spacciavano per dipendenti bancari, inducendo le vittime a trasferire somme di denaro su conti apparentemente sicuri, ma riconducibili alla banda. Questa tecnica, che simulava anche accenti regionali e utilizzava lo spoofing per replicare i numeri delle banche, ha permesso di appropriarsi di ingenti somme, talvolta quasi 60.000 euro in un'unica transazione.
Il clan Mazzarella e le nuove frontiere del crimine
L'operazione ha messo in luce la capacità del clan Mazzarella di adattarsi alle nuove tecnologie, dimostrando come le mafie siano sempre più «contemporanee» e evolute nel campo informatico e del dark web. La collaborazione, seppur tra clan rivali, per accedere a competenze specifiche nel settore delle frodi online, evidenzia le nuove dinamiche del crimine organizzato.
Tra i destinatari delle misure cautelari figurano anche figure apicali del clan, tra cui Ciro Mazzarella, Michele Mazzarella e Marianna Giuliano. L'efficacia dell'organizzazione è stata tale che persino una dipendente bancaria è stata quasi truffata, salvandosi solo grazie a una chiamata al responsabile della sicurezza del suo istituto. Le piattaforme utilizzate dagli hacker per replicare i siti web delle banche sono state individuate e bloccate dai Carabinieri, spesso pagate con criptovalute.
Le dichiarazioni delle autorità
Durante la conferenza stampa, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha sottolineato l'evoluzione della camorra nell'ambito informatico, evidenziando l'importanza delle sezioni specializzate in reati informatici e la collaborazione tra le forze dell'ordine per contrastare queste nuove forme di criminalità. Il generale Biagio Storniolo ha ribadito l'importanza di non condividere mai dati sensibili e password, mettendo in guardia contro il rischio di svuotamento dei conti correnti.
Il procuratore aggiunto Sergio Amato ha confermato l'enorme volume d'affari gestito dall'organizzazione e la tendenza di molti clan a dedicarsi a queste attività, con il clan Licciardi che sembra detenere una leadership nel settore, pur autorizzando l'avvalimento di esperti da parte di clan rivali come i Mazzarella.