Un nuovo libro di Danilo Mussi porta alla luce la figura di Bernardo Gilli, l'uomo più alto d'Europa nel Settecento, originario di Bezzecca. La pubblicazione celebra il terzo centenario della sua nascita, ripercorrendo la sua incredibile vita tra corti europee e il suo legame con il Trentino.
Bernardo Gilli, un gigante settecentesco
La figura di Bernardo Gilli, noto anche come Bernardo Gigli, rivive grazie a un'opera dello storico Danilo Mussi. Questo individuo straordinario, nato a Bezzecca nel Trentino il 1° novembre 1726, deteneva il primato di uomo più alto d'Europa nel XVIII secolo. La sua statura impressionante, quasi 2 metri e 60, lo rese una figura leggendaria. La sua storia è ora raccolta nel volume "Bernardo Gilli (Gigli) e altri giganti di Riva e Ledro", edito da "Il Sommolago" di Arco di Trento.
Gilli nacque in una modesta famiglia di contadini. La sua crescita eccezionale iniziò all'età di nove anni. Superò rapidamente i due metri, mantenendo però un aspetto armonioso. Un aneddoto raccontato nel libro narra di un episodio in chiesa, dove il vescovo di Trento lo rimproverò per non essere in ginocchio. Bernardo, con imbarazzo, spiegò di essere già in ginocchio, ma la sua altezza lo faceva apparire in piedi.
La sua fama si diffuse ben oltre i confini della valle di Ledro. Nonostante la sua origine umile, Bernardo Gilli divenne un ospite d'onore presso le più importanti corti europee. Si stima che abbia incontrato ben venti sovrani, tra imperatori, re e papi. La sua vita fu un susseguirsi di viaggi e incontri eccezionali, testimoniati da documenti storici e stampe d'epoca.
Un viaggio attraverso l'Europa delle corti
La carriera di Bernardo Gilli iniziò quasi per caso. Fu scoperto da un impresario che girava per le valli, il quale lo ingaggiò per una serie di esibizioni. La sua prima tappa fu Brescia, seguita da altre città lombarde. Presto, il "gigante Gilli" varcò le Alpi, iniziando un'avventura europea che durò oltre un decennio. Viaggiò in Francia, Spagna, Portogallo e si spinse fino in Lettonia, a Riga.
Il libro di Mussi documenta come Gilli fosse un personaggio di grande fascino. Non solo per la sua statura, ma anche per le sue maniere raffinate, la sua cultura e il suo aspetto curato. Vestiva abiti eleganti, confezionati su misura con tessuti pregiati. Questo "gigante buono" era capace di conquistare sia i monarchi che il popolo. Le sue esibizioni attiravano folle di contadini, artigiani e mercanti.
In Spagna, la sua presenza è attestata da numerosi articoli che lo menzionano a Barcellona, Madrid, Valencia e Cordoba. A Roma, ricevette un'udienza solenne da Papa Clemente XIII. Percorse poi il Regno delle Due Sicilie, visitando Napoli, e risalì la penisola, esibendosi a Venezia durante il Carnevale. La sua fama lo portò fino a Vienna, dove fu accolto dalla Corte imperiale.
Riconoscimenti e studi postumi
La notorietà di Bernardo Gilli è confermata da episodi significativi. Ad Hannover, venne realizzata una statua di cera a grandezza naturale che riproduceva fedelmente le sue sembianze. Purtroppo, quest'opera è andata perduta nel tempo. Al termine delle sue peregrinazioni, Gilli poteva vantare di aver incontrato personalmente 19 "teste coronate", oltre al Pontefice. Visitò anche l'Inghilterra e l'Irlanda.
Tornato al suo paese natale, Bezzecca, Bernardo Gilli morì nel 1791 all'età di 64 anni. Il suo cranio e il suo scheletro divennero oggetto di studio e contesa. Furono conservati nel museo di Rovereto, ma purtroppo andarono distrutti durante la Prima Guerra Mondiale a causa di una granata. Nonostante ciò, i documenti raccolti da Mussi confermano in modo inequivocabile la sua straordinaria altezza.
La crescita di Gilli fu un fenomeno endocrino mai arrestatosi. Al termine del suo sviluppo, raggiunse un'altezza effettiva di 2,54 metri. Nei manifesti promozionali delle fiere, questa misura veniva spesso arrotondata a 2,64 metri per aumentarne l'impatto. La casa dove visse al suo ritorno dalle tournée europee è oggi un museo dedicato alla sua memoria. Sulla piazza di Bezzecca, intitolata a Garibaldi, si erge una statua in legno a grandezza naturale che lo raffigura.
Il libro di Danilo Mussi: un omaggio alla storia locale
Il libro "Bernardo Gilli (Gigli) e altri giganti di Riva e Ledro" di Danilo Mussi non si limita a narrare la vita del gigante. Offre un affresco storico e culturale delle zone di Riva e Ledro nel Settecento. L'opera, frutto di ricerche approfondite, recupera e valorizza una figura di spicco della storia locale e internazionale. La pubblicazione è particolarmente significativa in quanto celebra il terzo centenario della nascita di Bernardo Gilli.
Bezzecca, il paese natale di Gilli, è noto anche per la battaglia del 1866, dove Giuseppe Garibaldi pronunciò il celebre "Obbedisco". Tuttavia, la storia di Bernardo Gilli precede di un secolo questi eventi, immergendosi in un periodo storico differente, quello dell'Impero austro-ungarico. Il libro di Mussi contribuisce a far conoscere un personaggio che, pur avendo calcato palcoscenici internazionali, rimane profondamente legato alle sue radici trentine.
La Casa editrice "Il Sommolago", specializzata in pubblicazioni sul territorio, ha dato alle stampe questo volume, rendendolo accessibile a un vasto pubblico. L'opera è un invito a riscoprire le storie dimenticate e i personaggi che hanno segnato la storia, non solo locale ma anche europea. La figura di Bernardo Gilli, con la sua statura imponente e la sua vita avventurosa, rappresenta un capitolo affascinante della storia umana.