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Ken Read, CEO del team USA, prevede un successo per l'Italia e Napoli grazie all'America's Cup. L'evento mira a rigenerare Bagnoli e promuovere la vela tra i giovani.

La visione di Ken Read per Napoli e Bagnoli

L'area di Bagnoli sta subendo una profonda trasformazione. I lavori in corso fanno ben sperare Ken Read, figura di spicco della vela mondiale e CEO dell'American Racing Challenger Team Usa. Egli crede fermamente che alla fine saranno l'Italia e Napoli a trarre i maggiori benefici da questo grande progetto. Le sue dichiarazioni sono emerse in un'intervista rilasciata a Sport e Salute, ente incaricato dal Governo italiano per l'America's Cup 2027.

Read ha sottolineato come eventi come l'America's Cup abbiano spesso funzionato da catalizzatori per la rivitalizzazione delle comunità. La sua speranza è che quanto sta accadendo a Bagnoli possa contribuire a una rigenerazione duratura dell'intero territorio. Questa visione si allinea perfettamente con gli obiettivi del suo team.

Promuovere la vela e i giovani

La promozione della vela a un pubblico più ampio, specialmente tra i più giovani, è considerata una priorità assoluta per l'American Racing Challenger. Questa missione è fondamentale per il team, non solo importante. Un impegno simile è portato avanti negli Stati Uniti da Sail Newport, il club di riferimento del team. L'obiettivo è avvicinare sempre più ragazzi a questo sport.

In Italia, il Governo sta seguendo un percorso analogo. Si punta a diffondere la cultura del mare e la pratica della vela anche nelle aree periferiche. L'iniziativa mira a creare nuove opportunità per i giovani, con un focus particolare su località come Caivano. L'obiettivo è rendere la vela accessibile a tutti.

L'esordio del Team USA e l'ambizione

Il Team Usa si prepara ora al suo debutto in mare a Napoli. La regata preliminare si svolgerà dal 24 al 27 settembre. Per Ken Read, questa rappresenta un'occasione di apprendimento cruciale. «È quasi assurdo dirlo ad alta voce, ma questa è la nostra prima regata», ha ammesso.

Nonostante sia una prima esperienza, l'ambizione del team è chiara. «Ci piace vincere? Certo. Non saremmo qui se non volessimo vincere», ha dichiarato Read con determinazione. L'obiettivo è competere al massimo livello fin da subito.

Un legame personale con l'Italia

Ken Read nutre un profondo affetto per l'Italia. Ha avuto modo di navigare con diversi programmi italiani nel corso degli anni. «Amo l'Italia», ha affermato, spiegando il motivo con semplicità. «Cosa c'è da non amare? Le persone, il cibo straordinario, il clima meraviglioso».

A questi elementi si aggiunge il fascino di una cultura unica, che rende l'esperienza italiana «molto diversa e meravigliosa», secondo il CEO. Napoli evoca in lui un ricordo particolare del 1984. All'epoca arrivò in città per raggiungere Capri. La sua prima impressione fu memorabile, soprattutto per un tragitto in taxi: «Non sono mai stato così spaventato in vita mia durante una corsa attraverso Napoli». Con un sorriso, ha aggiunto: «Sono felice di dire che non è cambiato nulla!».

L'America's Cup come ponte tra nazioni

L'America's Cup, secondo Ken Read, può fungere da ponte tra Italia e Stati Uniti. Il team mira a raggiungere il pubblico più ampio possibile, mantenendo un atteggiamento positivo e sorridente. «Credo che sia qualcosa di cui il mondo abbia bisogno in questo momento», ha commentato. Mentre Napoli si prepara alla prima sfida, il team americano guarda già oltre.

Questa regata non è solo una competizione velica. Serve anche a imparare il funzionamento quotidiano dell'intero team. Il sogno di Read è ancora da realizzare: vincere l'America's Cup. «Spero che i momenti migliori della mia carriera debbano ancora arrivare», ha concluso. Il loro è un progetto a lungo termine, e questo è solo l'inizio.