Circa 3.000 cittadini hanno sfilato ad Agropoli per reclamare la riapertura totale dell'ospedale locale. La protesta, promossa dal comitato "Pro Ospedale", ha visto la partecipazione di diverse realtà sociali e istituzionali, culminando in un appello alla Regione Campania per potenziare i servizi sanitari.
Manifestazione per i servizi sanitari locali
Un imponente corteo ha animato le strade di Agropoli nel pomeriggio. Migliaia di residenti, stimati in circa 3.000 persone, hanno partecipato attivamente. L'obiettivo principale era richiedere la riapertura completa dell'ospedale civile della città. Questa struttura sanitaria è chiusa da diversi anni. Non è mai stata completamente ripristinata nelle sue funzioni. La marcia è iniziata dal Municipio. Ha poi percorso le vie principali del centro. Si è conclusa davanti ai cancelli del presidio sanitario. Quest'ultimo si trova in via Pio X.
La mobilitazione ha visto la partecipazione trasversale. C'erano semplici cittadini, rappresentanti di associazioni locali, sigle sindacali, studenti e amministratori del territorio. La presenza di figure istituzionali era notevole. Tra loro, numerosi sindaci dei comuni limitrofi, parlamentari e consiglieri regionali. La loro adesione sottolinea la rilevanza della questione sanitaria per l'intera area.
Le richieste del comitato "Pro Ospedale"
L'iniziativa è stata fortemente voluta dal comitato "Pro Ospedale". Questo gruppo si impegna da tempo per il ripristino dei servizi sanitari essenziali. Attualmente, la struttura ospedaliera offre prestazioni molto limitate. Dispone solo di un punto di primo soccorso. Questo non è integrato nella rete di emergenza-urgenza. I promotori della protesta ritengono questa situazione insostenibile. Non è adeguata a servire un bacino d'utenza di circa 80.000 residenti. Questo numero è destinato ad aumentare considerevolmente nei mesi estivi. L'afflusso turistico aggrava la carenza di servizi.
Tra le richieste più pressanti vi è la riattivazione completa del pronto soccorso. Si chiede anche l'istituzione di reparti fondamentali. Tra questi, la cardiologia e la chirurgia d'urgenza. Queste specializzazioni sono considerate vitali per la sicurezza dei cittadini. La loro assenza rappresenta un grave rischio per la salute pubblica. La petizione mira a garantire un'assistenza sanitaria adeguata e tempestiva.
Appello alla Regione e momenti di tensione
L'appello principale è rivolto alla Regione Campania. Si chiede un intervento concreto per individuare le risorse necessarie. Queste sono indispensabili per il potenziamento dell'offerta sanitaria locale. La manifestazione ha vissuto alcuni momenti di tensione. Questi si sono verificati durante gli interventi conclusivi. Davanti all'ospedale, alcuni esponenti politici presenti sono stati oggetto di contestazioni. Nonostante ciò, la manifestazione si è svolta senza incidenti di rilievo. La protesta è rimasta pacifica. La comunità ha espresso il suo malcontento in modo deciso ma ordinato.
A sostegno dell'iniziativa è giunta anche la diocesi locale. Il vescovo Vincenzo Calvosa ha inviato un messaggio. In esso, ha espresso vicinanza alla comunità. Ha ribadito l'importanza del diritto alla salute per tutti i cittadini. I promotori della protesta hanno annunciato nuove azioni. Tra queste, è previsto un prossimo confronto presso la sede regionale a Napoli. L'obiettivo è mantenere alta l'attenzione sulla problematica.