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La Sat evidenzia la necessità di mantenere in sicurezza le ferrate esistenti e promuovere una maggiore prudenza tra gli escursionisti. L'obiettivo è la tutela della montagna e la prevenzione degli incidenti.

Manutenzione e valutazione delle vie attrezzate

La Sat promuove un approccio cauto riguardo alla creazione di nuove vie ferrate. L'associazione suggerisce di valutare attentamente ogni intervento sulle strutture già presenti. In alcuni casi, potrebbe essere considerata la dismissione di percorsi.

Questa decisione sarebbe motivata dalla necessità di preservare l'ambiente montano. Le opere di manutenzione, infatti, potrebbero risultare incompatibili con la tutela del paesaggio naturale. Questo orientamento è stato definito nelle linee guida del 2021.

L'associazione ha ribadito queste posizioni durante un recente convegno nazionale. L'incontro si è tenuto a Mori e ha discusso il futuro delle vie attrezzate. La Sat gestisce una porzione significativa di queste strutture in Trentino.

Gestione e sicurezza dei percorsi

Il sodalizio alpino ha in carico la manutenzione di 69 delle circa 90 ferrate presenti sul territorio trentino. Complessivamente, tra ferrate e sentieri attrezzati, la Sat si occupa di 29,2 chilometri di infrastrutture.

La gestione di questi percorsi non si limita alla sola manutenzione fisica. Un aspetto fondamentale è la preparazione degli utenti che li frequentano. L'associazione mira a formare escursionisti consapevoli dei rischi.

Un esempio concreto emerge dalla ferrata di Montalbano, situata sopra Mori. Il Soccorso Alpino ha registrato numerosi interventi in questa zona. Tra maggio 2010 e agosto 2026, sono stati effettuati 48 interventi.

Queste operazioni hanno richiesto l'impiego di circa 200 tecnici. Il totale delle ore di lavoro impiegate ammonta a circa 830 ore. Questi dati evidenziano l'impegno necessario per garantire la sicurezza su questo specifico percorso.

Analisi degli incidenti e prevenzione

Dopo la riapertura della ferrata di Montalbano nel 2014, sono state analizzate le cause degli interventi di soccorso. Il 65% dei 34 soccorsi effettuati a persone è dovuto a sfinimento, malori o incapacità di proseguire l'ascesa.

Le cadute rappresentano il 26% delle cause di intervento. Dal 2015, sono state registrate sei cadute nei primi tre metri della ferrata. Queste hanno comportato altrettanti traumi alla caviglia.

Un incidente mortale si è verificato nell'ottobre 2023. La vittima stava percorrendo la ferrata senza essere assicurata all'uscita dell'ultimo tratto verticale. Fortunatamente, dopo i lavori del 2014, non si sono più verificati incidenti legati alla caduta di sassi.

Johnny Zagonel, vicepresidente del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, osserva un aumento del numero di frequentatori della montagna. Molti di questi non possiedono un'esperienza specifica. «Rispetto al passato, incontriamo più spesso persone che, di fronte a un imprevisto o a un cambio repentino del tempo, non riescono a gestire la situazione e chiamano il 112», afferma Zagonel.

Domande e Risposte

Qual è l'orientamento della Sat riguardo alle nuove ferrate?
La Sat suggerisce di non realizzare nuove ferrate e di valutare attentamente gli interventi su quelle esistenti, considerando anche la possibile dismissione se incompatibili con la tutela della montagna.

Quali sono le cause principali degli interventi di soccorso sulle ferrate in Trentino?
Le cause principali includono sfinimento, malori, incapacità di proseguire e cadute. L'aumento di escursionisti con poca esperienza contribuisce a queste problematiche.