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La Procura di Monza ha richiesto pene detentive significative per tre persone accusate dell'omicidio e dell'incendio del corpo di Hayati Aroyo a Sesto San Giovanni. Le indagini hanno rivelato un piano premeditato con moventi legati allo spaccio di droga.

Richieste di pena per l'omicidio di Hayati Aroyo

La Procura di Monza ha formulato richieste di pena considerevoli per i tre indagati nell'omicidio di Hayati Aroyo. L'uomo, di 62 anni e origini turche, fu trovato privo di vita e successivamente dato alle fiamme. Il tragico evento si è consumato all'alba del 23 luglio scorso in un monolocale situato in via Fogagnolo 130 a Sesto San Giovanni.

Complessivamente, la richiesta totale di anni di reclusione per i tre imputati supera i 45 anni. La requisitoria è stata presentata dal pubblico ministero Giovanni Marco Santini davanti al giudice per l'udienza preliminare (GUP) del Tribunale di Monza, Marco Formentin. Il processo si sta svolgendo con il rito abbreviato.

I tre imputati e le accuse

Le richieste di pena più elevate, pari a 16 anni e 8 mesi di reclusione ciascuno, sono state avanzate per Valentina Peroni, 36 anni, e per Elvis Simoni, 33 anni, di nazionalità albanese. Per il marito della Peroni, Emanuele Paganini, 38 anni, la richiesta è di 11 anni e 4 mesi. I tre imputati, che condividevano un'abitazione a Busto Arsizio, hanno precedenti penali.

Le accuse mosse a vario titolo includono il concorso in omicidio volontario, la distruzione di cadavere e l'incendio. L'iniziale contestazione di rapina, che avrebbe potuto comportare l'ergastolo come aggravante dell'omicidio, è stata riformulata in furto nell'abitazione commesso dopo l'uccisione di Aroyo. Si ipotizza che il movente principale sia collegato allo spaccio di sostanze stupefacenti.

È emerso che Hayati Aroyo era il cognato di Huseyin Sarai, un boss della mafia turca assassinato a Crotone nel 2005. Questo legame potrebbe aggiungere ulteriori complessità al caso.

Dettagli sull'omicidio e il rogo

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Milano hanno rivelato che la vittima fu colpita da numerose coltellate. Successivamente, gli aggressori avrebbero dato fuoco al corpo e all'appartamento. Quest'ultimo era stato messo a disposizione di Aroyo da uno studente assente per le vacanze estive. La ricostruzione dei fatti indica che la donna aveva fissato un appuntamento con la vittima.

Inizialmente, Aroyo aveva disposto un bonifico per coprire le spese del taxi. Tuttavia, Valentina Peroni avrebbe preferito recarsi a Sesto San Giovanni insieme a Elvis Simoni, presumibilmente per risparmiare. L'omicidio sarebbe avvenuto all'interno dell'abitazione.

Il furto post-omicidio

Dopo aver commesso l'omicidio, gli imputati avrebbero posizionato il corpo sul letto e cosparso la salma di candeggina prima di appiccare il fuoco. Nel frattempo, Emanuele Paganini, marito della Peroni, avrebbe agito come palo all'esterno dell'abitazione. Prima di abbandonare l'appartamento di Aroyo, i tre si sarebbero appropriati di un tablet, un telefono cellulare, denaro contante e carte di credito.

Questi beni rubati sarebbero stati utilizzati per tentare acquisti nelle vicinanze della loro residenza e per giocare in una sala slot. L'uso fraudolento delle carte di credito ha fatto scattare un allarme, avviando le indagini.

Le indagini e i prossimi passi

Le immagini delle telecamere di sorveglianza acquisite dalla Mobile hanno permesso di identificare Valentina Peroni. I tabulati telefonici della donna, del marito e di Simoni hanno fornito ulteriori elementi cruciali per il loro fermo. Le difese degli imputati presenteranno le loro arringhe nel mese di giugno, quando il processo riprenderà.

Domande frequenti

Chi erano gli accusati dell'omicidio di Hayati Aroyo?

Gli accusati sono Valentina Peroni, 36 anni, Elvis Simoni, 33 anni, e Emanuele Paganini, 38 anni. La Procura di Monza ha chiesto pene detentive per loro.

Quali sono le accuse principali nel processo per l'omicidio di Hayati Aroyo?

Le accuse principali includono concorso in omicidio volontario, distruzione di cadavere e incendio. Inizialmente contestata anche la rapina, è stata riformulata in furto commesso dopo l'omicidio.

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