Monza: studenti creano "Muro della Memoria" alla Bellani
Studenti monzesi della scuola media Bellani hanno realizzato un "Muro della Memoria" per preservare la storia locale. L'installazione include riproduzioni di pietre d'inciampo e biografie, con QR code per approfondimenti.
Studenti monzesi creano "Muro della Memoria"
L'istituto comprensivo Bellani di Monza ha presentato un'opera significativa. Si tratta del "Muro della Memoria: pietre, voci e note per non dimenticare". L'iniziativa vede gli studenti come protagonisti attivi nella conservazione della memoria storica. L'installazione è ospitata temporaneamente presso il plesso Citterio. Questo avviene in attesa del completamento della nuova sede scolastica.
L'obiettivo è rendere tangibile il passato per le nuove generazioni. I ragazzi hanno lavorato con dedizione per questo progetto. Hanno approfondito eventi storici cruciali per la comunità di Monza. La professoressa di italiano, Mirella Vella, ha coordinato parte del lavoro. Ha sottolineato l'importanza di queste attività didattiche. Le lezioni vanno oltre i libri di testo tradizionali.
Il "Muro della Memoria" è un esempio concreto di apprendimento esperienziale. Gli studenti non sono semplici fruitori di informazioni. Diventano creatori e custodi attivi del sapere storico. Questo approccio didattico mira a rafforzare il legame con il territorio. Promuove un senso di appartenenza e responsabilità civica.
L'installazione: pietre, voci e note
L'opera inaugurata ieri è il frutto di un lungo percorso didattico. Gli studenti hanno riprodotto 36 pietre d'inciampo. Queste pietre ricordano i monzesi deportati. Ricordano anche i partigiani che persero la vita. Le pietre sono state collocate in vari punti della città di Monza. Rappresentano un monito silenzioso ma potente.
Una lapide commemorativa specifica ricorda Pietro Colombo, Giuseppe Malfasi, Luigi Dell’Orto, Gianfredo Vignati e Angelo Inzoli. Questi cinque giovani furono detenuti nel carcere di Monza. Il 16 marzo 1945 furono fucilati dai nazifascisti. L'esecuzione avvenne in via Silvio Pellico, all'angolo con via Buonarroti. Fu un atto di rappresaglia. La motivazione fu l'uccisione del maresciallo dell'aviazione tedesca Fritz Bachl.
Ogni riproduzione delle pietre d'inciampo è accompagnata da un QR code. Questo codice permette di accedere a biografie dettagliate. Gli studenti hanno lavorato nel laboratorio di informatica per creare questi collegamenti digitali. Hanno raccolto informazioni e le hanno rese accessibili. Questo unisce la memoria storica alla tecnologia moderna. L'installazione è montata su un pannello. Il pannello è stato donato dal Comitato Genitori della scuola.
Percorso didattico e testimonianze
Il progetto ha coinvolto diverse discipline scolastiche. Gli studenti hanno visionato film e documentari a tema. Tra questi, "La stella di Andra e Tati" e "Anna Frank e il diario segreto". Hanno anche studiato la testimonianza di Liliana Segre, "Il coraggio della memoria". Queste visioni hanno stimolato profonde riflessioni. Hanno aiutato i ragazzi a comprendere la gravità degli eventi storici.
Il docente di arte ha guidato gli studenti nella riproduzione delle pietre. Questo lavoro manuale ha permesso un contatto più intimo con la materia. Ha reso più concreta la ricerca storica. La professoressa Mirella Vella ha evidenziato la collaborazione tra docenti. L'impegno congiunto ha reso possibile la realizzazione del progetto. Ha sottolineato l'importanza di un approccio interdisciplinare.
L'iniziativa non si è limitata all'allestimento del muro. Dopo la presentazione, studenti e insegnanti hanno formato un corteo. Hanno deposto una corona d'alloro presso la lapide di via Pellico. Questo gesto simbolico ha rafforzato il legame con i luoghi della memoria. Ha reso omaggio alle vittime del nazifascismo. La cerimonia ha visto la partecipazione di diverse autorità e rappresentanti di associazioni.
Partecipazione e istituzioni
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato figure di spicco. Erano presenti rappresentanti dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia). Tra loro Rosella Stucchi, figlia di Giambattista Stucchi, e Milena Bracesco, figlia di Enrico Bracesco. La loro presenza ha conferito un valore aggiunto all'evento. Hanno portato la testimonianza diretta delle famiglie colpite.
Hanno partecipato anche la viceprefetto Enrica Montagna e la presidente dell'UNICEF Monza, Marilena Carrese. La loro presenza testimonia il riconoscimento istituzionale dell'importanza del progetto. Sottolinea il ruolo della scuola nella formazione civica e storica. L'evento si è svolto in un clima di commozione e riflessione collettiva.
Durante la presentazione, gli studenti dell'indirizzo musicale hanno eseguito brani. Le loro performance musicali si sono intrecciate con letture di poesie. Questo ha creato un'atmosfera suggestiva. Ha reso l'evento un'esperienza multisensoriale. Ha contribuito a trasmettere il messaggio di memoria e speranza. L'iniziativa della Bellani si inserisce in un contesto più ampio. Include altre attività didattiche sulla memoria storica a Monza. Tra queste, i registri d'inizio secolo e le lezioni speciali per seicento alunni.