Cronaca

Monza: Studenti bloccati in Qatar, incubo missili e voli cancellati

19 marzo 2026, 02:49 6 min di lettura
Monza: Studenti bloccati in Qatar, incubo missili e voli cancellati Immagine generata con AI Monza
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Tre studenti monzesi dell'istituto alberghiero Olivetti hanno vissuto settimane di terrore in Qatar a causa del conflitto. Bloccati per settimane, hanno temuto per la loro sicurezza tra missili e voli cancellati, prima di riuscire a tornare in Italia.

Studenti Monza: Tirocinio in Qatar si trasforma in incubo

L'istituto alberghiero Olivetti di Monza organizza stage all'estero. Tre giovani studenti, Syed Sana Zahid, Giorgio Canestracci e Ikram Zairi, si trovavano in Qatar per un tirocinio. Lavoravano presso l'hotel The Ned a Barwa Madinatna, vicino a Doha. Dovevano rimanere per sei mesi. La loro esperienza formativa si è trasformata in un vero e proprio incubo. L'escalation del conflitto ha bloccato ogni possibilità di rientro. Lo spazio aereo del Qatar è stato chiuso. Questo ha causato la cancellazione di numerosi voli dall'aeroporto internazionale Hamad. I ragazzi hanno vissuto settimane di angoscia e incertezza. La paura era palpabile. Sentivano le esplosioni e temevano per la loro incolumità. La scuola e le famiglie erano in costante apprensione.

La loro odissea è iniziata con lo scoppio delle ostilità. L'Iran ha lanciato attacchi, innescando una crisi regionale. Il Qatar, pur non essendo direttamente coinvolto nei combattimenti, ha risentito pesantemente delle ripercussioni. La chiusura dello spazio aereo ha isolato il paese. I voli internazionali sono stati drasticamente ridotti o cancellati. Per i tre studenti, questo ha significato rimanere bloccati lontano da casa. L'idea di un rientro si faceva sempre più remota. La situazione era critica. La scuola monzese ha attivato tutti i canali per garantire il loro ritorno. Le famiglie hanno vissuto giorni di grande preoccupazione. Ogni notizia era seguita con il fiato sospeso. La speranza era di vederli presto sani e salvi in Italia. La loro testimonianza è drammatica.

Monza: Missili e paura, la testimonianza degli studenti

I ragazzi hanno raccontato la loro terrificante esperienza. Si trovavano a soli 40 chilometri da una base militare. Le esplosioni erano udibili e spaventose. «Sentiamo i bombardamenti vicinissimi, trema il letto, sembra un terremoto», ha dichiarato Syed Sana Zahid. Non avevano mai vissuto nulla di simile. La paura era costante. Un episodio particolarmente terrificante è avvenuto pochi giorni dopo l'inizio degli attacchi. Un frammento di missile è caduto nella loro città. Si trovava a soli dieci minuti dalla loro posizione. Fortunatamente, non ci sono stati danni ingenti. La paura, però, è stata immensa. Questo evento ha aumentato la loro angoscia. Hanno capito la reale gravità della situazione. La loro permanenza in Qatar è diventata insostenibile. L'hotel ha cercato di garantire la sicurezza. Ma la vicinanza ai teatri di guerra era un fattore di rischio troppo elevato. La scuola ha cercato di fornire supporto psicologico. Ma la lontananza dalle famiglie era un peso enorme.

L'hotel The Ned ha coperto i costi degli alloggi. Lo ha fatto fino a quando non è stato possibile prenotare un volo. La finestra di rientro protetta era tra il 18 e il 28 marzo. I voli diretti su Milano erano esauriti. Hanno quindi dovuto optare per un volo su Roma. «Va benissimo, l’importante è tornare in Italia», hanno detto i ragazzi. La priorità assoluta era il rientro in patria. La loro esperienza formativa si è interrotta bruscamente. L'hotel ha dovuto ridurre drasticamente le attività. Inizialmente, speravano che il conflitto si risolvesse rapidamente. Ma le tensioni sono proseguite. Le esplosioni continuavano. Molti dipendenti dell'hotel hanno rassegnato le dimissioni. Anche i tre studenti monzesi hanno considerato questa opzione. Syed Sana ha espresso rammarico. «Io avrei voluto terminare lo stage fino a giugno», ha affermato. «Al lavoro mi sono trovata bene, ma in queste condizioni non era possibile». La sicurezza personale ha prevalso.

Monza: L'odissea dei voli e il ritorno a casa

Il tirocinio era iniziato in momenti diversi. Ikram Zairi era partita a ottobre. Giorgio Canestracci a novembre. Syed Sana Zahid a dicembre. Tutti prevedevano di completare i sei mesi di formazione. La situazione geopolitica ha stravolto i loro piani. La cancellazione dei voli era all'ordine del giorno. Ogni giorno portava nuove incertezze. La paura che la situazione peggiorasse ulteriormente era costante. «Mia mamma chiama ogni giorno piangendo», ha raccontato Giorgio. La preoccupazione delle famiglie era enorme. La scuola ha mantenuto un contatto costante. Le famiglie sono state aggiornate minuto per minuto. L'esperienza di tirocinio, che avrebbe dovuto arricchire il curriculum, si è trasformata in un trauma. «Dispiace, un’esperienza di lavoro durante la scuola è già un punto importante sul curriculum», ha aggiunto Giorgio. La priorità ora era solo il rientro. La speranza era che i voli prenotati non venissero ulteriormente cancellati. Fino al decollo, l'ansia rimaneva alta. La possibilità di un ulteriore imprevisto era concreta. La comunità di Monza ha seguito con apprensione la vicenda. Molti si sono stretti attorno alle famiglie. Hanno sperato in un lieto fine. La notizia del rientro imminente è stata accolta con grande sollievo. La loro odissea è quasi giunta al termine. Un'esperienza che segnerà per sempre le loro vite. La scuola Olivetti ha dimostrato grande impegno. Ha gestito la crisi con professionalità e umanità. La sicurezza degli studenti è stata la priorità assoluta. La vicenda evidenzia i rischi legati agli stage internazionali. Soprattutto in contesti geopolitici instabili.

Monza: Rientro in Italia dopo settimane di angoscia

Finalmente, dopo tre settimane di angoscia, i biglietti aerei sono stati confermati. Il volo era previsto per domenica. La destinazione finale sarà Roma. Da lì, i ragazzi potranno raggiungere le loro famiglie. L'opzione di raggiungere Riyad in Arabia Saudita via autobus era stata considerata. Da lì, avrebbero potuto prendere un volo per l'Italia. Tuttavia, questa soluzione è stata ritenuta troppo rischiosa. La distanza e le condizioni di viaggio erano preoccupanti. I ragazzi hanno vissuto un periodo di grande stress. La vicinanza a zone di conflitto ha generato un clima di costante allerta. L'hotel ha fatto il possibile per garantire la loro sicurezza. Ma la situazione esterna era fuori dal loro controllo. Le autorità italiane sono state informate. L'ambasciata ha monitorato la situazione. L'obiettivo era facilitare il rientro dei cittadini italiani. La scuola Olivetti ha svolto un ruolo cruciale. Ha fatto da tramite tra gli studenti, le famiglie e le autorità. La loro determinazione ha permesso di trovare una soluzione. Il ritorno in Italia rappresenta la fine di un incubo. Un'esperienza che porteranno con sé per sempre. Un monito sui pericoli del mondo. Ma anche una testimonianza di resilienza. La comunità di Monza attende con gioia il loro ritorno. Un abbraccio virtuale li ha accompagnati in questi giorni difficili. Ora, la speranza è che possano riabbracciare presto i loro cari. E superare il trauma vissuto. La cronaca di questa odissea si conclude con un sospiro di sollievo. Ma lascia una profonda riflessione.

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