La futura stazione ferroviaria di Monza Est è al centro di un acceso dibattito politico. La consigliera Martina Sassoli critica i ritardi, mentre l'assessora Irene Zappalà difende l'operato dell'amministrazione. L'infrastruttura, promessa per il 2024, appare ancora lontana dalla realizzazione, sollevando preoccupazioni per i pendolari.
Monza Est: stazione fantasma, la rabbia dei pendolari
La realizzazione della nuova stazione ferroviaria di Monza Est è diventata un vero e proprio caso politico. La consigliera regionale e comunale Martina Sassoli, esponente di Noi Moderati, ha sollevato forti critiche nei confronti della giunta monzese. Le sue parole puntano il dito contro quelli che definisce «annunci vuoti» e «promesse mancate».
La stazione, infatti, era stata inizialmente prevista per l'apertura nel 2024. Tuttavia, a distanza di tempo, i lavori non sono ancora iniziati e la situazione appare bloccata. Questo ritardo genera notevole frustrazione tra i cittadini e gli utenti del trasporto pubblico locale.
La consigliera Sassoli evidenzia come questa situazione si inserisca in un contesto già critico per la mobilità nell'area. L'interruzione della linea del Besanino, prevista per lavori legati alla Pedemontana, aggrava ulteriormente il quadro.
Dal 7 settembre 2026 al 28 agosto 2027, la linea ferroviaria subirà un'interruzione significativa. Questo stop comporterà la divisione della tratta in due tronconi distinti. I collegamenti tra Triuggio e Lecco saranno separati da quelli tra Villasanta e Milano.
L'obiettivo dichiarato è consentire gli interventi necessari per la realizzazione dell'arteria stradale Pedemontana. Tuttavia, le conseguenze per i pendolari sono destinate a essere pesanti. Si prevede un massiccio ricorso ai mezzi privati e ai bus sostitutivi.
La preoccupazione è che questo possa portare a un «collasso» della mobilità nella Brianza centrale. Le infrastrutture attuali, già sotto pressione, rischiano di non reggere l'aumento del traffico su gomma.
La consigliera Sassoli sottolinea la gravità della situazione, specialmente considerando le difficoltà già riscontrate da Trenord nel garantire un servizio efficiente. Il rischio di un «caos annunciato» appare concreto, secondo le sue dichiarazioni.
La sua critica si estende anche alla partecipazione del Comune di Monza ai tavoli di coordinamento. L'assenza dell'amministrazione monzese viene interpretata come un segnale di scarsa visione strategica. Si parla di un «capoluogo solo sulla carta», privo di un piano concreto per la mobilità futura.
Le ripercussioni negative non dovrebbero limitarsi ai comuni direttamente interessati dalla tratta ferroviaria. Anche Monza e Villasanta potrebbero subire conseguenze significative. Si paventa il rischio che l'area della stazione di Monza Sobborghi si trasformi in un «enorme parcheggio a cielo aperto».
La replica dell'assessora Zappalà: "Progettazione in corso, non siamo assenti"
Di fronte alle accuse, l'assessora alla Mobilità del Comune di Monza, Irene Zappalà, ha rispedito al mittente le critiche. Ha respinto la ricostruzione della consigliera Sassoli, rivendicando l'impegno dell'amministrazione. L'assessora ha voluto precisare la partecipazione attiva del Comune ai tavoli di confronto.
«Il Comune di Monza partecipa da mesi, anche in solitaria, alle riunioni convocate dall’assessore regionale Lucente», ha dichiarato Zappalà. Ha sottolineato come l'amministrazione abbia sempre garantito la propria presenza, sia in presenza che da remoto.
L'assessora ha spiegato che l'ultima assenza è stata dovuta a una sovrapposizione di impegni. Ha aggiunto che è stato richiesto il report dell'incontro e che si è già confrontata con alcuni amministratori presenti. Questo per dimostrare che il Comune non è affatto disinteressato alla questione.
Zappalà ha voluto evidenziare alcuni aspetti positivi dell'attuale scenario. Ha ricordato la conferma del capolinea a Villasanta, ringraziando il Comune per la messa a disposizione delle aree necessarie. Anche la Regione è stata ringraziata per il supporto.
Un altro punto a favore riguarda la frequenza dei treni. La possibilità di avere corse ogni mezz'ora nelle ore di punta è considerata un miglioramento rispetto a una frequenza oraria. Anche la riapertura della linea Seregno-Carnate è vista come una notizia positiva.
Passando alla specifica questione della fermata Monza Est, l'assessora Zappalà ha fornito dettagli sullo stato di avanzamento. L'appalto è gestito da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana). Quest'ultima ha già completato la fase di progettazione di fattibilità tecnico-economica.
È stata inoltre avviata la Conferenza dei servizi. Questo passaggio è fondamentale per ottenere le autorizzazioni necessarie. Tuttavia, mancano ancora i pareri del Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica.
Finché questi pareri non saranno rilasciati, la progettazione non potrà considerarsi definitivamente conclusa. Nonostante ciò, Zappalà ha rassicurato che Rfi ha recepito tutte le indicazioni fornite dal Comune di Monza. La progettazione esecutiva sta proseguendo.
L'assessora ha anche fatto riferimento al suo stato di gravidanza avanzata. Questo impedimento fisico le ha reso impossibile partecipare all'ultimo incontro, costringendola a delegare altre figure. Tuttavia, ha ribadito il suo costante monitoraggio della situazione.
La linea del Besanino: un nodo cruciale per la mobilità brianzola
La sospensione della linea del Besanino rappresenta uno dei nodi più critici per la mobilità della Brianza centrale. L'interruzione programmata per i lavori della Pedemontana solleva interrogativi sulla gestione dei disagi e sulla pianificazione alternativa.
La tratta interessata va da Villasanta a Triuggio. La chiusura è prevista per un periodo prolungato, oltre un anno. Questo lasso di tempo è considerato eccessivo da molti pendolari e rappresentanti politici.
La divisione della linea in due tronconi comporterà la necessità di implementare servizi di trasporto sostitutivi. Si parla di bus navetta che dovrebbero coprire il tratto interrotto. La loro efficacia e capacità di gestire l'afflusso di passeggeri sono oggetto di dibattito.
L'aumento del traffico su gomma è una conseguenza quasi certa. Le strade della zona potrebbero trovarsi a fronteggiare un carico di veicoli superiore alla norma. Questo potrebbe tradursi in maggiori tempi di percorrenza e in un peggioramento della qualità dell'aria.
La consigliera Sassoli ha criticato la mancanza di un piano dettagliato per gestire questa fase transitoria. Ha sottolineato come la Regione e i sindaci siano chiamati a intervenire, ma che si sia già in ritardo. La preparazione di un piano di emergenza per la mobilità appare insufficiente.
L'assenza del Comune di Monza ai tavoli di coordinamento, secondo Sassoli, è un sintomo di questa carenza di pianificazione. Un capoluogo dovrebbe giocare un ruolo guida nella definizione delle strategie per il trasporto pubblico e privato.
La futura stazione di Monza Est era vista come una potenziale soluzione per alleggerire la pressione sulla rete esistente. La sua mancata realizzazione nei tempi previsti aggrava ulteriormente il problema.
La consigliera Sassoli ha definito la stazione di Monza Est una «valvola di sfogo fondamentale». La sua assenza, unita alla chiusura del Besanino, crea una situazione di criticità elevata.
L'assessora Zappalà, pur difendendo l'operato del Comune, ha riconosciuto la complessità della situazione. La gestione di progetti infrastrutturali di tale portata richiede un coordinamento efficace tra tutti gli enti coinvolti.
La riapertura della linea Seregno-Carnate è un segnale positivo, ma non risolve il problema specifico della tratta interrotta e della necessità di una nuova fermata a Monza Est.
La speranza è che, nonostante le polemiche e i ritardi, i progetti per la stazione di Monza Est e per la riqualificazione della rete ferroviaria brianzola possano trovare una rapida e concreta attuazione. La mobilità sostenibile e l'efficienza del trasporto pubblico sono elementi chiave per la qualità della vita dei cittadini.