Giornalisti del gruppo Citynews, che edita anche Today.it, hanno indetto uno sciopero di 48 ore. La protesta è contro il licenziamento di 5 dipendenti e la rimodulazione di altri 16 rapporti di lavoro. L'azienda giustifica le decisioni con necessità economiche.
Sciopero giornalisti Citynews: 48 ore di astensione dal lavoro
Il Comitato di Redazione (Cdr) e il sindacato Figec-Cisal hanno proclamato uno sciopero di 48 ore. L'astensione dal lavoro è iniziata alle 9 di oggi, 23 marzo. La protesta terminerà alle 9 di mercoledì 25 marzo. Questa mobilitazione coinvolge 57 edizioni locali. Include anche testate nazionali come Today.it. Si tratta del primo sciopero per i giornalisti del Gruppo Citynews. L'azienda è uno dei maggiori editori nativi digitali in Italia.
La mobilitazione è stata preceduta da uno stato di agitazione. Questo era stato lanciato lo scorso 13 marzo. Il Cdr e la Figec hanno espresso forte contrarietà. La loro opposizione riguarda la decisione aziendale di licenziare 5 dipendenti. Questi licenziamenti sono avvenuti senza preavviso. Si aggiungono a interruzioni e rimodulazioni di contratti. Queste hanno interessato in totale 21 rapporti di lavoro. Di questi, 6 erano a tempo indeterminato. Altri 15 erano collaborazioni, alcune di lunga data.
Fin da subito, i sindacati hanno richiesto il ritiro dei tagli. Hanno definito tali azioni illegittime. La motivazione principale è la mancata consultazione preventiva. Questa è prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl). È stata inoltre richiesta l'apertura di un tavolo di concertazione. Questo tavolo avrebbe dovuto esplorare soluzioni alternative.
Incontro con la direzione: richieste respinte
Il 18 marzo si è tenuto un incontro tra il Cdr, la Figec e la direzione di Citynews. Durante l'incontro, i sindacati hanno manifestato comprensione per le problematiche di bilancio. Hanno anche apprezzato l'apertura dell'azienda a un maggiore coinvolgimento nelle decisioni future. Tuttavia, le richieste principali dei lavoratori non sono state accolte. Non è stato concesso il ritiro dei licenziamenti. Non è stato attivato il tavolo di concertazione.
Quest'ultimo avrebbe dovuto valutare le soluzioni alternative proposte dai lavoratori. La direzione di Citynews ha chiuso la porta alle richieste sindacali. Queste richieste erano sostenute da un mandato chiaro. Il Cdr aveva ricevuto un voto favorevole dall'80% dell'assemblea dei dipendenti. La chiusura aziendale ha reso inevitabile lo sciopero.
Il Cdr e la Figec hanno voluto sottolineare l'importanza di questa vertenza. Hanno evidenziato le difficoltà storiche del settore editoriale. La crisi, le polemiche e le incertezze minano il settore. Queste condizioni non giovano ai lavoratori. Essi sono i primi a subire le conseguenze, perdendo il proprio posto di lavoro. Inoltre, indeboliscono un presidio democratico fondamentale: l'informazione.
I sindacati chiedono a Citynews di riconsiderare i licenziamenti. Desiderano un segnale tangibile dell'apertura promessa dall'azienda. Chiedono il blocco dei licenziamenti. Sollecitano l'attivazione del tavolo di concertazione. L'obiettivo è salvaguardare i posti di lavoro. La situazione attuale genera preoccupazione per il futuro dell'occupazione nel settore.
La replica di Citynews: "Interventi strutturali necessari"
In risposta allo sciopero proclamato, l'azienda Citynews ha fornito la propria versione dei fatti. Ha dichiarato di trovarsi in una situazione economica complessa. Questa ha reso necessari alcuni interventi strutturali. Negli ultimi anni, i ricavi pubblicitari sono cresciuti in misura molto inferiore rispetto ai costi. Il costo del personale giornalistico è raddoppiato in soli quattro anni. Nonostante alcune riduzioni in aree come il commerciale e il marketing, gli ultimi due esercizi non si sono chiusi in pareggio.
L'azienda ha spiegato la necessità di intervenire anche nell'area editoriale. Quest'ultima non aveva ancora subito interventi di riduzione. Citynews ha precisato che circa la metà dei collaboratori citati nelle comunicazioni sindacali ha accettato una rimodulazione del rapporto. Queste persone sono tuttora attive. Nei restanti casi, le proposte aziendali non sono state accettate. L'azienda ha offerto un'integrazione economica aggiuntiva. Questa era prevista oltre le tutele di legge. A tutti i dipendenti è stato garantito il pieno supporto legale. Questo è stato assicurato anche in caso di interruzione del rapporto di lavoro.
Citynews ha quindici anni di attività. Durante questo periodo, l'azienda sostiene di aver sempre affiancato i propri lavoratori. Ha offerto supporto nei momenti di difficoltà personale e familiare. Ha gestito trasferimenti e riorganizzazioni per venire incontro alle esigenze individuali. Ha sempre difeso i propri giornalisti in sede giudiziaria. Non ha mai distribuito dividendi. Le risorse sono state reinvestite annualmente nell'azienda e nella crescita dei dipendenti.
L'azienda ritiene che questo sciopero arrivi dopo quindici anni. In questi anni, Citynews ha dimostrato concretamente di stare dalla parte dei suoi lavoratori. L'azienda conta attualmente 600 persone. La sostenibilità economica dell'azienda è vista come l'unica garanzia concreta per il futuro dei posti di lavoro di tutti. La situazione economica attuale richiede scelte difficili per garantire la continuità operativa.