Monza: pranzi solidali in carcere, sold out le iniziative
Monza: successo per i pranzi solidali in carcere
La Casa circondariale Sanquirico di Monza ha ospitato con successo una serie di pranzi solidali, un'iniziativa che ha visto la piena partecipazione dei cittadini. Le cinque date previste sono andate esaurite in breve tempo, dimostrando un forte interesse della comunità locale per questo progetto.
L'evento è stato organizzato dall'Associazione Geniattori e Le Crisalidi, in collaborazione con la direttrice dell'istituto penitenziario, Cosima Buccoliero, e il Comune di Monza. L'obiettivo era raccogliere fondi a scopo benefico, trasformando la sala polivalente del carcere in un'elegante sala da pranzo.
Detenuti protagonisti in cucina e in sala
I detenuti hanno giocato un ruolo centrale nell'organizzazione dei pranzi, mettendo in mostra abilità culinarie e di servizio. Sotto la guida di chef professionisti, hanno preparato e servito menu curati, come lasagne verdi, pollo in salsa di mandorle e panna cotta, dimostrando competenza e dedizione.
Un team di una decina di detenuti si è occupato dell'allestimento, del servizio ai tavoli e della successiva pulizia, operando con la professionalità di camerieri in un ristorante di alto livello. L'esperienza ha permesso loro di acquisire nuove competenze e di sentirsi parte attiva della comunità.
Raccolta fondi e impatto sociale
L'iniziativa ha visto la partecipazione di circa 250 cittadini monzesi, tra cui professionisti del Foro di Monza e sostenitori delle associazioni organizzatrici. Ogni evento ha ospitato 50 invitati, contribuendo significativamente alla raccolta fondi.
Mauro Sironi, direttore artistico di Geniattori, ha espresso soddisfazione per il successo dell'iniziativa, che inizialmente prevedeva quattro date ma è stata estesa a cinque a causa dell'elevata richiesta. I fondi raccolti saranno destinati a progetti benefici, con il supporto della Fondazione della comunità Monza e Brianza.
Il teatro come strumento di riscatto
L'esperienza dei pranzi solidali si inserisce in un più ampio progetto che include attività teatrali e laboratoriali per i detenuti. Michele Gruosso, detenuto da tre anni e mezzo, ha sottolineato come il teatro rappresenti un'importante forma di evasione e di immedesimazione, facilitando la comprensione delle altrui prospettive, comprese quelle delle vittime.
Gruosso, che frequenta anche la biblioteca vivente e il laboratorio di scrittura creativa, sta lavorando alla stesura di un libro. Presto, inoltre, prenderanno il via gli spettacoli teatrali legati al progetto, a partire da “Errare Humanum Est“ dell’Associazione Puntozero, in scena il 15 aprile al teatro Triante.