Condividi

Un libro per ragazzi, vincitore del premio Nabokov, trasforma i racconti di guerra di un nonno in uno strumento per affrontare il bullismo. La scrittrice monzese Elena Carosi ha creato una narrazione potente per le scuole medie.

Romanzo contro il bullismo premiato

Un'opera letteraria per giovani lettori ha ottenuto un importante riconoscimento. Il libro intitolato “Oltre la tempesta” si è classificato al secondo posto. La competizione era la categoria “Cool guys” del premio letterario Nabokov edizione 2025. L'autrice, Elena Carosi, è originaria di Monza. La sua creazione si propone come antidoto contro i fenomeni di prevaricazione giovanile.

Elena Carosi vanta un percorso formativo notevole. Ha conseguito la laurea presso il Dams di Bologna. Successivamente, ha ottenuto un'altra laurea in Terapeutica artistica. Quest'ultima è stata conseguita all'Accademia di Brera, situata a Milano. La sua professione attuale la vede impegnata come disegnatrice. Parallelamente, si dedica alla scrittura di racconti destinati ai più piccoli. La sua ispirazione proviene anche dai suoi quattro figli: Viola, Anita, Samuele e Jacopo. In passato, ha gestito un canale YouTube. Qui proponeva diverse storie, tra cui “Paride il camaleonte”. Questo racconto per bambini è stato anche pubblicato.

Una narrazione in particolare ha catturato l'attenzione di Elena. Ha deciso di trasformarla in un romanzo completo. La fonte d'ispirazione è stata un'autobiografia amatoriale. Apparteneva a suo nonno e conteneva testimonianze dirette. Queste riguardavano le esperienze vissute durante la Seconda Guerra Mondiale. Elena aveva ascoltato questi racconti fin da bambina. La sua opera, “Oltre la tempesta”, è una narrazione romanzata. Tuttavia, essa conserva l'atmosfera autentica. L'ambientazione storica è quella di Bertinoro e dei colli romagnoli. Il periodo di riferimento è la Seconda Guerra Mondiale.

Storie di guerra e bullismo a confronto

Il romanzo narra la vicenda di due adolescenti contemporanei. Uno è un bullo, l'altro la sua vittima. I due ragazzi si imbattono in un diario. Questo è stato ritrovato in un casolare abbandonato. Il diario apparteneva a un loro coetaneo degli anni Quaranta. Le pagine del diario descrivono esperienze di fame. Raccontano di povertà e di violenza. Queste testimonianze storiche stimolano una profonda riflessione. Aiutano i protagonisti a superare i loro conflitti interiori. Il libro si rivolge principalmente agli studenti della scuola secondaria di primo grado. È stato autoprodotto dall'autrice.

Elena Carosi sottolinea l'importanza del tema trattato. «Il tema del bullismo riguarda molto spesso i ragazzi», afferma. La scelta di ambientare parte della narrazione in un contesto bellico deriva dalla sua infanzia. «L’ambientazione della guerra era oggetto dei racconti che popolavano la mia infanzia», spiega. La stesura del romanzo è avvenuta in tempi rapidi. «Ho scritto il romanzo in due mesi, di getto», dichiara. Questo è avvenuto nei «rari ritagli di tempo» a disposizione. L'autrice non si aspettava un tale successo. «Non mi sarei mai aspettata che avrebbe avuto fortuna», confessa.

Il libro ha già avuto un impatto significativo. È stato letto dall'insegnante di sua figlia. Questo è accaduto presso la scuola Dante. Si prevede che il romanzo diventerà presto materiale di lettura. Verrà utilizzato per stimolare la riflessione tra gli studenti. L'obiettivo è sensibilizzare i giovani sui temi del bullismo e della violenza. La guerra, con le sue atrocità, diventa così uno specchio. Permette di comprendere meglio le dinamiche distruttive del bullismo. La narrazione intreccia passato e presente. Offre una prospettiva storica per affrontare problemi attuali.

Elena Carosi: un percorso tra arte e scrittura

Elena Carosi, residente a Monza, ha un background artistico e pedagogico. La sua formazione al Dams di Bologna le ha fornito solide basi nel campo delle arti. Successivamente, la specializzazione in Terapeutica artistica all'Accademia di Brera di Milano ha affinato le sue competenze. Questo percorso le ha permesso di unire la creatività artistica con un approccio terapeutico. La sua attività di disegnatrice e scrittrice per bambini è una naturale estensione delle sue passioni. I suoi quattro figli sono una fonte costante di ispirazione. Le loro esperienze quotidiane alimentano la sua fantasia narrativa.

Il canale YouTube, dove condivideva storie come “Paride il camaleonte”, dimostra il suo impegno nella divulgazione. La pubblicazione di questo racconto evidenzia la sua capacità di raggiungere un pubblico giovane. La scelta di trasformare i racconti del nonno in un romanzo è stata una decisione ponderata. Ha voluto dare una forma più strutturata e accessibile a queste preziose testimonianze. La Seconda Guerra Mondiale, con le sue privazioni e sofferenze, offre un contesto drammatico. Questo contesto amplifica il messaggio di resilienza e superamento delle avversità. La storia di Bertinoro e dei suoi colli durante quel periodo aggiunge un tocco di realismo storico.

Il romanzo “Oltre la tempesta” non è solo una storia di guerra. È soprattutto una storia di crescita e di consapevolezza. L'incontro tra il bullo e la vittima, mediato dal diario del passato, è un espediente narrativo efficace. Permette di esplorare le motivazioni profonde dietro i comportamenti aggressivi. La fame, la povertà e la violenza vissute dai ragazzi degli anni Quaranta diventano un monito. Offrono una prospettiva più ampia sui conflitti umani. Il confronto con queste esperienze estreme porta i protagonisti a rivalutare le proprie azioni. La riflessione diventa uno strumento di cambiamento.

L'autoprodotto del libro sottolinea la determinazione di Elena Carosi. Ha voluto portare avanti il suo progetto con autonomia. La scelta di rivolgersi principalmente ai ragazzi delle scuole medie è strategica. Questa fascia d'età è particolarmente sensibile ai temi del bullismo. L'integrazione del romanzo nei programmi scolastici, come auspicato dall'insegnante di sua figlia, rappresenta un traguardo importante. Il premio Nabokov è un ulteriore riconoscimento del valore artistico e sociale dell'opera. La scrittrice monzese dimostra come la letteratura possa essere uno strumento potente. Può educare, sensibilizzare e promuovere valori positivi.

La figura del nonno, con le sue storie di guerra, diventa un ponte tra generazioni. Trasmette lezioni di vita preziose. La resilienza, il coraggio e la capacità di affrontare le difficoltà sono temi centrali. Questi valori, appresi attraverso l'esperienza diretta della guerra, vengono reinterpretati. Diventano strumenti per combattere il bullismo, una forma di violenza più subdola ma altrettanto dannosa. Il romanzo di Elena Carosi offre una chiave di lettura originale. Utilizza la storia per parlare al presente. Promuove un messaggio di empatia e comprensione reciproca.

L'autrice, con la sua duplice formazione artistica e terapeutica, dimostra una sensibilità particolare. La capacità di coniugare narrazione avvincente e messaggio educativo è un punto di forza. Il libro “Oltre la tempesta” si inserisce in un filone letterario importante. Quello che utilizza la narrativa per affrontare problematiche sociali complesse. La scelta di un'ambientazione storica specifica, la Seconda Guerra Mondiale, conferisce profondità. Permette di contestualizzare il bullismo in un quadro più ampio di sofferenza umana. La riflessione sui conflitti del passato diventa uno stimolo per costruire un futuro migliore. Un futuro libero dalla violenza e dalla prevaricazione.