Il Parco di Monza è stato un set cinematografico d'eccezione per oltre un secolo, ospitando riprese che vanno dai primi film muti con la famiglia reale fino a produzioni hollywoodiane con star come Brad Pitt. Dalla Villa Reale all'Autodromo, il polmone verde brianzolo ha fatto da sfondo a innumerevoli storie sul grande schermo.
Monza: Dalla Villa Reale ai Primi Film Muti
La storia cinematografica di Monza inizia tra le sfarzose mura della Villa Reale. Già nei primi anni del Novecento, il Parco divenne palcoscenico per pellicole storiche. Un esempio emblematico è il film muto girato da Vittorio Calcina, rappresentante italiano dei prodotti Lumière.
La pellicola, intitolata “Sua Maestà il Re Umberto e Sua Maestà la Regina Margherita a passeggio per il parco di Monza”, immortalava la coppia reale. Le immagini mostravano Umberto I e la regina Margherita mentre passeggiavano lungo la scalinata della reggia. La scena si concludeva con l'ascesa dei sovrani su una carrozza che si allontanava rapidamente. Questo breve filmato, sebbene parte di una copia simile sia sopravvissuta, rappresenta un pezzo importante della storia del cinema italiano.
Il filmato appartiene al catalogo dei fratelli Lumière, pionieri della settima arte. La loro prima opera, “L’uscita dalle officine Lumière”, era stata proiettata solo undici mesi prima, nel marzo 1895. Inizialmente, il cinema si concentrava sulla documentazione di eventi e persone. Teste coronate, ma anche gente comune, venivano immortalate per sempre. La narrazione e le scenografie sarebbero arrivate in un secondo momento. Spesso, queste nuove forme di espressione artistica avrebbero trovato ospitalità proprio nel contesto del Parco di Monza.
La scelta del Parco come location non fu casuale. La sua bellezza paesaggistica e la presenza di edifici storici come la Villa Reale offrivano uno scenario unico. Questo contribuì a rendere le prime produzioni cinematografiche ancora più suggestive. La presenza della famiglia reale stessa sottolineava l'importanza del luogo. Il Parco non era solo un polmone verde, ma un vero e proprio centro di interesse storico e culturale.
L'Autodromo: Velocità, Passione e Drammi sul Grande Schermo
L'Autodromo di Monza si è affermato come uno degli scenari prediletti dal cinema fin dagli anni Cinquanta. La sua pista ha ospitato numerose scene d'azione e drammatiche, diventando protagonista di diverse pellicole. La velocità e il brivido delle corse hanno sempre esercitato un forte fascino sul pubblico cinematografico.
Nel 1951, l'Autodromo fu il set del film “Ultimo incontro”. La pellicola vedeva protagonisti attori del calibro di Amedeo Nazzari e Alida Valli. La trama ruotava attorno a un triangolo amoroso con sfondo le corse automobilistiche. Il personaggio interpretato da Jean-Pierre Aumont, meccanico e collaudatore, intrecciava una relazione con la Valli. Quest'ultima, tormentata dai sensi di colpa, decideva di comunicare la fine della loro storia al suo amante. Lo faceva inviandogli un biglietto proprio mentre lui stava testando un'auto sulla pista di Monza.
Il melodramma raggiungeva il suo apice quando il collaudatore, sconvolto dalla notizia, perdeva il controllo del veicolo. L'incidente che ne seguiva portava alla sua tragica morte. Questo evento sottolineava il legame indissolubile tra velocità e pericolo, temi ricorrenti nel cinema legato all'automobilismo.
Nel 1966, il regista John Frankenheimer scelse l'Autodromo per girare “Grand Prix”. Questo film, interamente dedicato al mondo delle corse, vantava un cast stellare. Tra gli attori figuravano James Garner, Yves Montand e Toshiro Mifune. La pellicola includeva anche la partecipazione di diversi piloti dell'epoca, conferendo un'autenticità notevole alle scene.
Le riprese effettuate a Monza, in particolare sulla Sopraelevata, sono entrate nella storia del cinema. Il film non lesinava scene di incidenti mortali, coinvolgendo numerose comparse locali. Tra queste, spiccava il fotografo monzese della Formula Uno, Erminio Ferranti. Un personaggio del film esprimeva vividamente la pericolosità della Sopraelevata. Le sue parole descrivevano le sollecitazioni estreme subite dall'auto e il disagio fisico del pilota. La frase «la sollecitazione è tale che sembra quasi squassare l’auto… la macchina non ha più molleggio e senti una seri di pugnalate trafiggerti la schiena… è tremendo… soffri da morirne» rendeva palpabile il rischio.
L'Autodromo di Monza ha continuato ad attrarre produzioni cinematografiche. Film come “Amanti” (1968) con Marcello Mastroianni, la parodia “I due della F1 alla corsa più pazza, pazza del mondo“ (1971) con Franco e Ciccio, e “Delitto in Formula Uno“ (1984) con Tomas Milian e Bombolo, hanno utilizzato la pista come sfondo. Più recentemente, “Veloce come il vento“ (2016) con Stefano Accorsi ha riportato l'adrenalina delle corse sul grande schermo. L'ultimo film a sfruttare l'iconica pista è stato “F1 – Il film“, che ha visto la partecipazione di Brad Pitt.
Il Parco Oltre l'Autodromo: Fascino e Mistero
Abbandonando temporaneamente le piste dell'Autodromo, il Parco di Monza ha offerto scenari altrettanto affascinanti per il cinema. La sua estensione e la varietà dei suoi paesaggi hanno permesso di ambientare storie di generi diversi, dal dramma al fantasy.
Una leggenda narra che proprio nel Parco sia stata girata la sigla finale dello sceneggiato “La Freccia Nera” nel 1968. Sebbene non vi siano conferme definitive, l'atmosfera suggestiva del luogo si presta a tali ipotesi. Un fatto certo è la presenza all'Ippodromo di Monza. Qui, nel 1957, i protagonisti di “Addio alle armi”, film tratto dal celebre romanzo di Ernest Hemingway, assistono a una corsa di cavalli. Rock Hudson e Catherine Barkley, dopo aver appreso una notizia (poi rivelatasi falsa) sulla fine della guerra, si promettono di sposarsi durante l'evento.
L'ex ippodromo compare anche in una commedia brillante. Si tratta di “Asso” (1981), con protagonista Adriano Celentano. Il “Molleggiato” ha un legame speciale con Monza. Torna infatti per girare una scena iconica di “Mani di velluto” (1979). In questa pellicola, Celentano plana con la sua Vespa direttamente nella fontana della Villa Reale, un'immagine rimasta impressa nella memoria collettiva.
La Sala Rossa della reggia è stata utilizzata come location per “Mussolini ultimo atto” (1974). Le scuderie di Villa Mirabello hanno ospitato alcune riprese di “Lui è peggio di me“ (1985), sempre con Celentano affiancato da Renato Pozzetto. Questi esempi dimostrano come diverse aree del Parco e delle sue ville siano state sfruttate per le loro caratteristiche uniche.
Nei pressi del Parco, immersa nel verde, si cela Villa Litta Bolognini Modigliani a Vedano al Lambro. Questa dimora storica, un tempo appartenuta alla duchessa Eugenia Attendolo Bolognini, nota come la “bella Bolognina” e amante del Re, ha vissuto un momento di celebrità cinematografica. Nonostante la sua difficile accessibilità, nell'estate del 1970 la troupe del film “Il giardino dei Finzi Contini” ottenne il permesso di girare alcune scene. La pellicola, destinata a vincere l'Oscar e l'Orso d'Oro a Berlino, trovò in questa villa un'ambientazione perfetta.
Altri film hanno attraversato la Brianza, sfruttando le sue bellezze naturali e architettoniche. “La notte” (1961) di Michelangelo Antonioni presenta diverse scene ambientate al Golf club di Barlassina. Qui, Marcello Mastroianni passeggia con la moglie sullo schermo, Jeanne Moreau, all'interno del Parco di Monza. Nel film di fantascienza di Roger Corman, “Frankestein oltre le frontiere del tempo“, la dimora del mostro è stata individuata nei pressi della Torretta neogotica dei Giardini Reali.
Nel 2005, Franco Battiato ha scelto le antiche mura del Parco per la scena iniziale del suo film “Musikanten“. Più recentemente, nel 2010, il trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo ha utilizzato i prati di Villa Mirabellino per le riprese de “La banda dei Babbi Natale“. La versatilità del Parco di Monza continua ad attrarre registi, confermando il suo status di set cinematografico di prim'ordine.