Giuseppe De Sanctis, 47 anni, ha cambiato radicalmente vita lasciando il lavoro d'ufficio per aprire una ditta di falegnameria a Monza. La sua nuova attività, chiamata "Ghe pensi mi", riflette la sua passione per il lavoro manuale e il desiderio di un cambiamento.
Giuseppe De Sanctis: La svolta a 47 anni
A Monza, Giuseppe De Sanctis, all'età di 47 anni, ha preso una decisione coraggiosa. Ha abbandonato la sua carriera di impiegato amministrativo per intraprendere una nuova avventura professionale. La sua scelta lo ha portato nel mondo dell'artigianato, diventando un falegname.
La sua nuova attività è stata battezzata con un nome che evoca la tradizione locale: “Ghe pensi mi”. Questa espressione dialettale brianzola-milanese racchiude perfettamente la filosofia del suo nuovo mestiere. Giuseppe sente che questo cambiamento era necessario per la sua realizzazione personale.
«La scrivania mi stava troppo stretta», ha dichiarato Giuseppe De Sanctis. Ha sentito il bisogno impellente di un cambiamento radicale nella sua vita professionale. Dopo oltre vent'anni trascorsi dietro a fatture, contabilità e bilanci, ha deciso di dare ascolto alla sua passione.
La passione per il fai-da-te e le origini
La passione di Giuseppe per il lavoro manuale affonda le radici nella sua infanzia. Suo padre, appartenente a una generazione precedente, era un vero e proprio “tuttofare”. È stato lui a trasmettergli i primi rudimenti del mestiere di falegname e artigiano.
Nonostante questa eredità, Giuseppe aveva scelto inizialmente un percorso più convenzionale. Per oltre due decenni ha lavorato come impiegato amministrativo, un lavoro stabile ma che non soddisfaceva completamente le sue aspirazioni. La passione per il “fare” con le proprie mani, però, non lo ha mai abbandonato.
Durante le serate e nei fine settimana, Giuseppe dedicava il suo tempo libero ad aiutare amici e familiari. Offriva il suo aiuto per piccole riparazioni domestiche e per sistemare mobili. Molti gli riconoscevano una notevole abilità manuale e una capacità innata nel risolvere problemi pratici.
«Tutti mi hanno sempre detto che con le mani sono bravo e risolvo in autonomia diversi problemi», ha ricordato Giuseppe. Queste continue conferme lo hanno spinto a riflettere seriamente sulla sua situazione lavorativa.
“Ghe pensi mi”: Un nome, un destino?
La decisione di lasciare il lavoro d'ufficio è maturata gradualmente. Giuseppe ha sentito che era arrivato il momento di osare e di seguire la sua vocazione. Pochi mesi fa, ha trovato il coraggio necessario per compiere il grande passo.
Ha lasciato il suo impiego e ha fondato la sua ditta di falegnameria. Il nome scelto, “Ghe pensi mi”, è un omaggio alle sue origini e alla sua terra, la Brianza. L'espressione racchiude l'essenza del suo servizio: occuparsi dei problemi dei clienti con competenza e dedizione.
«Avevo il destino scritto nel nome? Chissà», si è chiesto Giuseppe, riflettendo sulla coincidenza. La sua nuova attività è appena iniziata, e lui si sente ancora in una fase di apprendimento e rodaggio. È consapevole di avere ancora molto da imparare nel suo nuovo campo.
Per questo motivo, Giuseppe De Sanctis continua a partecipare a piccoli corsi di aggiornamento. Desidera perfezionare le sue tecniche e ampliare le sue conoscenze nel settore della falegnameria e delle riparazioni. La sua sete di conoscenza è un motore fondamentale per la sua crescita professionale.
Progetti futuri e il legame con San Giuseppe
Attualmente, Giuseppe non dispone ancora di un laboratorio proprio. Lavora direttamente a casa dei suoi clienti, portando con sé la sua attrezzatura essenziale in una valigetta. Questa modalità operativa gli permette di essere flessibile e di raggiungere facilmente chiunque necessiti dei suoi servizi.
Il suo obiettivo a lungo termine è ambizioso. Giuseppe De Sanctis sogna di creare diversi team di lavoro uniti sotto il marchio “Ghe pensi mi”. Anche se la struttura di questa futura organizzazione è ancora da definire, lui intravede in questa visione una grande opportunità di sviluppo.
Il nome di Giuseppe, inoltre, lo lega in modo particolare alla figura di San Giuseppe. Nei Vangeli, San Giuseppe viene descritto con il termine greco “tekton”, che non si riferisce solo al falegname ma a un artigiano costruttore poliedrico. Era capace di lavorare abilmente diversi materiali, non solo il legno.
Per questo motivo, San Giuseppe è diventato nel tempo il patrono degli artigiani, dei falegnami e di tutti i lavoratori manuali. La sua festa, celebrata tradizionalmente il 19 marzo, coincide con l'onomastico di Giuseppe De Sanctis e, quest'anno, anche con la sua nuova identità professionale.
La ricorrenza del 19 marzo assume quindi un triplo significato per Giuseppe: celebra il suo onomastico, la festa del papà e l'inizio della sua carriera come artigiano. Dal 1955, inoltre, Papa Pio XII ha istituito la celebrazione di San Giuseppe artigiano anche il primo maggio, giorno della festa dei lavoratori, sottolineando ulteriormente il valore del lavoro manuale.
La storia di Giuseppe De Sanctis è un esempio di come la passione e il coraggio possano portare a una svolta significativa nella vita, anche in età matura. La sua scelta di reinventarsi dimostra che non è mai troppo tardi per inseguire i propri sogni e trovare soddisfazione in un lavoro che si ama veramente.