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L'uomo accusato di aver strangolato la sua ex compagna a Macherio chiede di accedere alla giustizia riparativa. La decisione finale spetta ai familiari della vittima, che devono dare il loro consenso.

Richiesta di giustizia riparativa per l'omicida

Alexander Vilcherres Quilla, 34 anni, è accusato di aver perseguitato e poi strangolato la sua ex compagna, Geraldine Nuñez Sanchez Yadana, a Macherio lo scorso luglio. L'uomo rischia l'ergastolo per omicidio volontario aggravato e stalking. Attualmente detenuto, ha presentato una richiesta per essere ammesso al percorso di giustizia riparativa.

Questo processo mira a responsabilizzare l'autore del reato attraverso incontri con le vittime. Un esito positivo potrebbe portare a una riduzione della pena. La sua difesa, guidata dall'avvocata Greta Rota, ha cercato di escludere le accuse relative agli atti persecutori avvenuti in Perù.

La legale ha sostenuto che Geraldine non si sentiva minacciata, citando episodi in cui l'uomo aveva accesso alla sua abitazione. I giudici hanno accettato di non considerare i fatti accaduti prima del trasferimento della vittima in Italia.

Il consenso dei familiari è fondamentale

La possibilità di accedere alla giustizia riparativa è subordinata all'approvazione dei familiari di Geraldine. I due figli della coppia, di 17 e 13 anni, la madre e lo zio della vittima si sono costituiti parte civile nel processo. Essi chiedono un risarcimento dei danni.

Il processo riprenderà davanti alla Corte di Assise di Monza. L'accusa per Vilcherres Quilla è di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva e stalking. La combinazione di questi reati comporta la pena massima.

La dinamica del delitto e la confessione

Durante l'interrogatorio di convalida del fermo, Alexander Vilcherres Quilla ha confessato il delitto. Ha dichiarato: «Non volevo ucciderla, la amavo». I carabinieri lo avevano fermato mentre tentava la fuga. L'allarme era stato dato dai figli della coppia. Non vedendo rientrare la madre dal suo lavoro di badante, si erano preoccupati.

Geraldine aveva lasciato il Perù con i figli per sfuggire all'ex compagno. Vilcherres Quilla l'aveva raggiunta a Macherio, dove viveva in condizioni precarie. Cercava di convincerla a tornare insieme a lui. Il figlio maggiore ha scoperto il femminicidio la sera del 16 luglio. Era preoccupato sia per il mancato rientro della madre sia per un selfie postato dal padre sul profilo della donna.

Il selfie in questione, pubblicato sul profilo della vittima, recava la scritta «verdadero amor», ovvero «vero amore». Questo dettaglio ha aggiunto un ulteriore elemento di raccapriccio alla vicenda. La vittima, Geraldine Nuñez Sanchez Yadana, lavorava come badante per mantenere sé stessa e i suoi figli.

Le accuse e le possibili conseguenze

L'uomo è accusato di omicidio volontario aggravato dalla relazione pregressa e di atti persecutori (stalking). Questi capi d'accusa, se provati, comportano pene molto severe. La difesa sta cercando di attenuare le accuse, concentrandosi sulla mancanza di un reale sentimento di minaccia da parte della vittima.

La decisione finale sull'ammissione alla giustizia riparativa spetta ai familiari. La loro posizione sarà cruciale per il prosieguo del percorso giudiziario e per l'eventuale applicazione di benefici all'imputato. Il processo mira a fare piena luce sui fatti e a stabilire le responsabilità.

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