Economia

Lavoro grigio: 4 milioni recuperati dalla Cisl

14 marzo 2026, 01:15 3 min di lettura
Lavoro grigio: 4 milioni recuperati dalla Cisl Immagine da Wikimedia Commons Monza
AD: article-top (horizontal)

Contenziosi sul Lavoro: Dati Cisl Monza Brianza

Nel corso del 2025, l'ufficio vertenze della Cisl di Monza e Brianza ha gestito un numero significativo di casi, recuperando per i lavoratori assistiti la somma complessiva di 4.807.978 euro. Questo dato, relativo a pratiche di fallimento e vertenze, segna un incremento di circa il 10% rispetto all'anno precedente.

L'ufficio ha fornito supporto a 2.093 lavoratori nell'area di Monza e Brianza, occupandosi di vertenze, fallimenti, conciliazioni, consulenze e dimissioni. Si è osservata una diminuzione delle vertenze individuali, passate da 1.016 nel 2024 a 760 nel 2025, a fronte di un aumento delle conciliazioni.

Cause del Calo delle Vertenze e Deterrenti Legali

Secondo Antonio Mastroberti, responsabile dell'ufficio vertenze Cisl, la riduzione delle vertenze non implica una diminuzione delle situazioni conflittuali. Il motivo principale risiede nell'aumento del rischio legale per i lavoratori: in caso di esito sfavorevole, sono sempre più spesso condannati a coprire le spese legali della controparte, che possono ammontare a diverse migliaia di euro.

Questa circostanza agisce da forte deterrente, scoraggiando i lavoratori dall'intraprendere azioni legali anche quando i presupposti sussistono, ma le prove non sono schiaccianti. Di conseguenza, molti lavoratori sono indotti ad accettare accordi al ribasso per chiudere rapidamente la questione, anche a causa dei lunghi tempi della giustizia.

Ambienti di Lavoro Tossici e Dimissioni

Nonostante la diminuzione delle vertenze legali, non si registra un miglioramento delle condizioni lavorative. Numerosi lavoratori continuano a segnalare ambienti di lavoro tossici, che portano a un vero e proprio "ammalarsi di lavoro". Questi problemi interessano aziende di ogni dimensione e tipologia, dalle piccole imprese alle società di capitali.

Mirco Scaccabarozzi, segretario generale Cisl, sottolinea la persistente carenza di una "cultura del benessere" nelle aziende. In un contesto di penuria di personale in settori come la ristorazione e i servizi, l'alto tasso di dimissioni, esploso dopo la pandemia, rappresenta un costo significativo per le imprese. Molti lavoratori, sia quelli più fragili che quelli non più disposti a tollerare condizioni lavorative precarie, scelgono di abbandonare il posto.

Settori Più Colpiti e Problematiche Specifiche

Il contenzioso lavorativo è più diffuso nel settore dei servizi (37%), seguito da quello metalmeccanico (23%), tessile-chimico (11%), edilizia e trasporti. Nella ristorazione, si segnala la persistenza del "lavoro grigio" e, in alcuni casi, di lavoratori completamente in nero.

Nel settore edile, il pagamento a giornata, indipendentemente dalle ore lavorate, è una pratica comune. La presenza di numerosi appalti e subappalti espone i lavoratori, in particolare quelli stranieri in attesa di permesso di soggiorno, a condizioni precarie e vulnerabili. Nel settore dei trasporti, la carenza di autisti porta spesso ad accordi verbali su retribuzioni più alte dei minimi contrattuali, che vengono poi disattese in caso di controversie, come ad esempio in caso di malattia.

Priorità dei Lavoratori: Salario e Qualità della Vita

La questione salariale rimane centrale, ma è strettamente legata all'attenzione per la qualità della vita. Circa 1.000 persone all'anno, nella fascia d'età 30-50 anni, si rivolgono all'ufficio vertenze per cercare migliori condizioni lavorative che consentano una gestione più equilibrata delle dinamiche familiari.

I lavoratori sono disposti ad accettare inizialmente situazioni non ideali, ma non esitano a cambiare non appena si presenta un'opportunità migliore. Particolare attenzione è rivolta ai "contratti pirata" nella ristorazione, che spesso escludono permessi, ferie e riposi, soprattutto nei contratti stagionali.

AD: article-bottom (horizontal)