Primo contagio umano in Europa
Un uomo a Monza, in Lombardia, è risultato positivo all'influenza aviaria, segnando il primo caso accertato nell'Unione Europea. La notizia ha portato a un chiarimento da parte della Commissione Europea, che pur confermando il monitoraggio della situazione, ha voluto sottolineare come il rischio per la popolazione generale rimanga estremamente contenuto.
Il paziente, che presentava già condizioni di salute precarie, è attualmente ricoverato e le autorità sanitarie stanno ricostruendo i suoi contatti per escludere ulteriori trasmissioni. Questo evento si inserisce in un contesto globale di circa 200 casi umani registrati negli ultimi vent'anni, prevalentemente al di fuori dell'Europa, con solo due decessi documentati.
Valutazione del rischio e preparazione sanitaria
Una portavoce della Commissione UE ha specificato che, sebbene questo sia il primo caso europeo, non vi è motivo di allarmismo. L'influenza aviaria può manifestarsi con sintomi lievi o essere addirittura asintomatica, simile a una comune influenza stagionale. La preparazione sanitaria dell'Europa è elevata, avendo appreso lezioni dalla pandemia di COVID-19.
Sono già disponibili vaccini specifici contro l'influenza aviaria, solitamente raccomandati per professionisti del settore avicolo o persone a stretto contatto con volatili. La Commissione ha inoltre evidenziato che sono in corso preparativi per potenziali vaccini da immettere sul mercato in caso di un'eventuale maggiore diffusione del virus.
Caratteristiche del virus e vie di trasmissione
L'influenza aviaria è un'infezione virale che colpisce principalmente gli uccelli, con gli uccelli selvatici, in particolare acquatici, che fungono da principali vettori. Il virus può poi trasmettersi ad animali d'allevamento e, in casi sporadici, all'uomo. Recentemente, alcuni ceppi virali hanno mostrato capacità di mutazione, infettando anche mammiferi come bovini e felini.
Al momento, non esistono prove di trasmissione da uomo a uomo. Il rischio di infezione per la popolazione generale è considerato basso dall'Ecdc, potendosi definire moderato solo per chi lavora a stretto contatto con animali infetti. L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) conferma che la maggior parte dei virus aviari è innocua per l'uomo, ma mutazioni possono aumentare il potenziale infettivo.
Sorveglianza e sicurezza alimentare
In Italia, la sorveglianza dei virus aviari negli animali è gestita dai servizi veterinari, mentre la circolazione nell'uomo è coordinata dall'ISS tramite la rete RespiVirNet. La principale via di contagio per l'uomo è l'inalazione di particelle contaminate. L'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha chiarito che non vi sono evidenze di trasmissione attraverso il consumo di carne contaminata, anche grazie alle rigorose misure di sicurezza negli allevamenti.
L'epidemiologo Gianni Rezza ha definito il caso di Monza come il primo in assoluto in Italia, dovuto al ceppo H9N2, meno aggressivo. Ha ricordato che altri ceppi, come l'H5N1, hanno causato circa un migliaio di casi umani a livello mondiale, principalmente in Asia e Africa, con un alto tasso di mortalità. Il ceppo H9N2, invece, ha registrato circa 170 casi nell'uomo a livello globale.