Guerra in Medio Oriente: l'esperto rassicura le imprese brianzole
Imprese brianzole e conflitti: analisi degli effetti
Nonostante le tensioni belliche in corso tra Iran e Stati Uniti, i mercati degli Emirati Arabi Uniti e dell'Arabia Saudita rimangono un'opportunità per le aziende della Brianza nel medio termine. Al momento, le ripercussioni della crisi si manifestano principalmente come rallentamenti logistici e ritardi nelle spedizioni, dovuti alle problematiche nello Stretto di Hormuz.
Alcuni progetti potrebbero essere temporaneamente sospesi in attesa di sviluppi, ma la situazione generale negli Emirati appare stabile, con la vita che procede regolarmente. Questo è quanto emerge dalle testimonianze di cittadini italiani residenti e operatori economici locali.
Dubai: un hub sicuro nonostante le tensioni
Simone Facchinetti, avvocato varesino specializzato in relazioni commerciali Italia-Medio Oriente e rappresentante della Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti, offre un quadro rassicurante. Egli sottolinea come Dubai mantenga la sua reputazione di centro sicuro, fondamentale per attrarre investimenti e persone.
«Al momento ci sono un po’ di progetti bloccati, ma i rapporti con gli Emirati continuano tranquillamente da parte delle nostre aziende», spiega Facchinetti. «Ho sentito persone in loco anche in questi giorni. Dubai resta un hub sicuro e i progetti in cantiere rimangono. Tutto è sotto controllo e nessuno scappa.»
Il governo emiratino ha implementato un sistema di allerta tramite un'app sui cellulari, che segnala potenziali attacchi e consiglia di evitare aree esterne o finestre. Questo livello di precauzione, secondo Facchinetti, indica una situazione gestibile, con imprenditori, espatriati e residenti che vivono con ragionevole tranquillità.
Rischi energetici e strategie per le PMI
Le imprese brianzole, tuttavia, devono considerare alcuni rischi specifici. L'aumento del costo dell'energia, in particolare del gas naturale, rappresenta una criticità per i settori più energivori come metalmeccanica, ceramica, vetro, plastica e fonderie. Facchinetti consiglia l'attivazione immediata di contratti a termine sul gas Ttf per i prossimi 6-12 mesi.
Sono inoltre suggeriti investimenti in efficienza energetica e la diversificazione delle fonti verso le energie rinnovabili. Per quanto riguarda i ritardi nelle forniture, è fondamentale inserire nei contratti clausole di forza maggiore o di eccessiva onerosità sopravvenuta. Questo permetterà di gestire eventuali rincari o blocchi, evitando di rimanere vincolati ad accordi stipulati prima del conflitto.
Anche le polizze assicurative meritano attenzione. L'esperienza del Covid ha insegnato l'importanza di includere clausole di valutazione del rischio con vie d'uscita chiare in caso di eventi imprevisti che alterino gli equilibri contrattuali.
Settori a rischio e impatto sull'export
Le aziende brianzole del settore arredo e design affrontano un rischio elevato legato ai ritardi nelle consegne verso il Medio Oriente. Simile la situazione per il comparto metalmeccanico, dove si aggiungono i rincari sull'alluminio. Il settore tessile e moda registra un'esposizione medio-alta, con una potenziale flessione della domanda dai paesi coinvolti nel conflitto.
Per l'agroalimentare e i servizi tecnologici, l'esposizione è considerata media ma in crescita. I rischi specifici includono l'approvvigionamento di materie prime come lo zafferano dall'Iran e possibili restrizioni digitali nei paesi arabi.